
Oggi a Barcellona si è concluso il calendario delle presentazioni delle monoposto di Formula 1 che parteciperanno al campionato mondiale del 2017.
Questa domenica è stata molto ricca, infatti sono state presentate prima la Red Bull RB13 che sembra essere la rivale diretta della Mercedes W08. Poi è stato il turno della Haas VF-17 che era già stata svelata da alcune foto nella mattinata, ma la presentazione ufficiale della seconda vettura del team americano è stata fatta nel pomeriggio.
Infine è toccato alla Toro Rosso STR12, che è stata l’ultima ad essere presentata. Si tratta della 12esima vettura dell’attuale scuderia di Faenza.
Prima di parlare della vettura è giusto dire che il 2017 della Toro Rosso non è iniziato nel migliore dei modi.
Pochi giorni fa la scuderia di Faenza si è recata nel vicino circuito di Misano per il filming day. Questo evento è concesso dalla FIA e permette alle nuove vetture di girare in un tracciato per 100km con la nuova vettura, ma con gomme che non entrano mai in temperatura e permettono una raccolta dati inutile per lo sviluppo della monoposto.
La Toro Rosso ha deciso di girare prima il filming day e poi presentare la macchina, ma dopo appena 6 giri la vettura ha mostrato evidenti problemi ad uno dei due motori elettrici che hanno costretto il team a fermarla immediatamente. James Key, il progettista, si è messo subito al lavoro assieme alla Renault per capire quale possa essere stata la causa del problema all’ERS, cioè il sistema di recupero dell’energia.
Le novità viste sulla nuova STR12
La notizia era stata lanciata da alcune voci, ma poi confermata dalla Toro Rosso soltanto oggi, poche ore prima della presentazione.
Sulla pagina Facebook era apparsa una gallery con le foto dei caschi di Carlos Sainz Jr. e Daniil Kvyat, ma la Scuderia aveva aggiunto un commento in cui chiedeva ai tifosi se erano pronti per la loro nuova livrea.
Esatto, quest’anno, oltre alla rivoluzione aerodinamica, c’è stata anche quella delle livree. Pensate che su 10 vetture, ben 8 si sono presentate con livree del tutto nuove o molto modificate. Soltanto Red Bull e Williams sono rimaste alle livree dello scorso anno.
Quella della Toro Rosso è completamente rinnovata. Continuano a prevalere il blu e il rosso, ma adesso vi sono anche scritte grigie che pubblicizzano la Red Bull.
Partendo con la nostra analisi ci accorgiamo che il musetto è totalmente diverso da quello dello scorso anno.
È molto affusolato e termina quasi con una punta, si può dire che è l’unica scuderia che ha adottato un musetto simile a quello della Mercedes W08. L’ala anteriore invece non ha la punta che abbiamo visto su altre vetture ma è leggermente più arrotondata il che le fa assumere una forma ad arco.
Sotto il musetto è presente il canale di entrata dell’S-Duct.
La zona dei bargeboards è molto interessante. Non sembrano esserci grandi innovazioni, anzi rispetto alle altre scuderie, anzi sembrano bargeboards molto semplici rispetto a quelli della Mercedes, ma le bocche di raffreddamento sembrano essere molto strette, tipo quelle presentate dalla Ferrari, e presentato una parte inferiore decisamente avanzata rispetto a quella superiore. Questa soluzione potrebbe essere stata necessaria per scavare maggiormente la parte inferiore delle pance.
Altro aspetto molto interessante è quello dell’airbox sopra la testa del pilota e delle sospensioni anteriori. Entrambi sono dettagli simili a quelli portati dalla scuderia di Stoccarda.
L’airbox presenta due piloncini al suo interno con la probabile funzione di dividere i flussi diretti al motore.

Le sospensioni anteriori invece presentano il pivot, un piccolo particolare in carbonio che permette di tenere la sospensione più alta rispetto alla ruota in quanto funziona da collegamento. Sempre per l’asse anteriore possiamo notare le prese di raffreddamento dei freni a “palpebra” e dei convogliatori sotto il musetto abbastanza grandi e complessi.
Passando alla zona posteriore, la prima cosa da notare è la presenza della pinna che è molto simile a quella della Renault, anche se in zona terminale presenta una scavatura molto più ampia.
L’alettone posteriore è inclinato come da regolamento, la zona “Cocacola” molto scavata e il diffusore è rialzato. L’ala posteriore ha un unico sostegno e il monkey seat al suo interno prende la forma di un vero e proprio alettoncino.
Un ultimo particolare interessante è un sostegno che va dalle ruote posteriori verso la zona terminale delle pance con la probabile funzione di aiutare meglio la regolazione della sospensione posteriore e limitare le vibrazioni durante il passaggio sui cordoli o in fase di accelerazione.

Un’ultima cosa da notare è che la vettura non presenta vari flap sulla zona bargeboards che ha un andamento lineare e senza sporgenze, un po’ come abbiamo visto nella Red Bull RB13.
Una vettura complessivamente molto bella ed interessante anche se in un certo senso unisce molte caratteristiche che abbiamo visto su altre vetture.
La competitività di questa monoposto dipenderà anche dall’affidabilità del motore Renault, che forse ha lanciato un primo campanello di allarme.



