
Mentre la Formula 1 svolgeva i suoi test pre-stagionali in quest’ultima giornata di prove, nelle stesse ore si registrava una scomparsa dolorosa. Sir John Surtees, campione del mondo di Formula 1, è infatti deceduto a Londra all’età di 83 anni. A darne il triste annuncio, con la notizia che si è diffusa anche in quel di Barcellona, è stato, tra gli altri, anche il team Ferrari. La scuderia di Maranello infatti, attraverso un tweet, ha voluto omaggiare la memoria del pilota britannico, che proprio nel 1964 si laureò campione del mondo al volante della Ferrari.
Ancora oggi il nome di Surtees è legato ad un record difficilmente eguagliabile: l’inglese è l’unico pilota al mondo ad aver vinto titoli mondiali sia sulle due ruote, vincendo 7 edizioni del Motomondiale, che con le quattro ruote, riuscendoci appunto nel 1964.
Nato a Tatsfield (cittadina alle porte di Londra) l’11 febbraio 1934, John Norman Surtees (successivamente nominato “Sir” nel 2008) iniziò la sua carriera da pilota sulle moto. Il suo debutto nella classe 500, e quindi nella categoria superiore del motociclismo, avvenne nel 1952. In nove stagioni disputate sia in sella alla 500 che alla 350, l’inglese ottenne complessivamente 38 vittorie, cogliendo inoltre ben 7 campionati dal mondo (3 titoli vinti nella 350 e 4 nella 500).
Nel 1960, stagione che segna la sua ultima partecipazione nel mondo delle due ruote, Surtees inizia a cimentarsi anche con la Formula 1. Pur dividendo il suo impegno con le moto, il britannico debutta nella massima categoria automobilistica al volante di una Lotus. Pur gareggiando solo in quattro occasioni (ritirandosi in tre gare), è protagonista di un clamoroso 2° posto ottenuto proprio a casa sua, nel Gran Premio di Gran Bretagna.
Lo straordinario podio di Silverstone convince Surtees a scendere definitivamente dalla moto per “accomodarsi” dentro un abitacolo di Formula 1, il tutto a partire dal 1961.
Al volante di una Yeoman Racing, l’inglese inizia a prendere maggior confidenza con il nuovo mondo nel quale è entrato, ma non sfigura. In due stagioni, pur accusando alcuni ritiri, chiude spesso in zona punti, collezionando altri due podi nel 1962, quando arriva secondo sia in Francia che in Inghilterra.
La Ferrari
Meravigliato di fronte ai risultati ottenuti dall’ex motociclista, Enzo Ferrari inizia a credere di poter puntare seriamente sul pilota britannico. Il “Drake” offrì un contratto a Surtees per la prima volta nel 1961, proponendo un sedile sulla rossa per la stagione 1962. L’inglese però, pur lusingato dalla richiesta, decise di non firmare il contratto, spiegando a Ferrari di non essere ancora maturo per poter affrontare un saltò di qualità così grande. Le strade tra i due personaggi si ricongiungeranno poco dopo, nel 1963.
E’ proprio in questa stagione che si consuma il matrimonio tra la Ferrari e Surtees, pilota di scuola inglese dall’eleganza british e dal sorriso più latino che anglosassone. Ad ogni modo, il primo anno di Sir John a Maranello si chiude con la prima grande soddisfazione in Formula 1.
Sul tremendo e tortuoso tracciato del Nurburgring (all’epoca si correva sul tracciato Nordschleife), Surtees coglie la prima vittoria sulle quattro ruote, riportando la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo due anni di digiuno.
Nel 1964, grazie anche ai buoni piazzamenti ottenuti dal proprio pilota, la Ferrari si presenta alla nuova stagione ancor più competitiva e motivata. Surtees, accompagnato dai compagni di squadra italiani Ludovico Scarfiotti e dal neo-acquisto Lorenzo Bandini, non tradirà le aspettative. Grazie a sei podi complessivi, con due vittorie ottenute in Germania ed in Italia, John Surtees si laurea campione del mondo di Formula 1. Con questo straordinario successo, l’inglese entrò nella storia come primo ed unico caso di pilota in grado di vincere mondiali sia in moto che in auto.
Pur non riuscendo a difendere il mondiale nel 1965, Surtees andrà molto vicino ad un incredibile bis in Formula 1 nel 1966. Nel suo ultimo anno in Ferrari, chiude il campionato al 2° posto assoluto, vincendo in Belgio e nell’ultimo appuntamento in Messico. Quest’ultimo trionfo sarà anche il suo ultimo in Formula 1.
Prima di chiudere la carriera di pilota nel 1972, Surtees indosserà anche la tuta della Honda (1967, 1968) e della BRM (1969), ma soprattutto fonderà, nel 1970, il suo team di Formula 1. Il Team Surtees, nonostante tutto l’ottimismo, non otterrà i risultati tanto sperati, tanto da spingere il suo fondatore ad appendere il casco al chiodo nel 1972.
Terminata la carriera, Surtees fece alcune comparse in diversi eventi motoristici e televisivi, subendo anche la dolorosa perdita di un figlio.
Nel 2009 infatti, Henry Surtees, anch’egli pilota, perse la vita in una sfortunato incidente a Brands Hatch, dove rimase ucciso da un pneumatico che lo colpì alla testa nel corso di una gara di Formula 2.
Amatissimo in patria e ricordato con affetto anche tra il pubblico italiano, Sir John Surtees, “l’eroe dei due mondi”, si è spento questo pomeriggio in un ospedale londinese.