
L’attesa è ormai giunta al termine. Questo fine settimana, il mondiale di Formula 1 torna a dare spettacolo nei circuiti più belli in giro per il mondo.
La prima tappa in cui si fermerà il Circus è il circuito di Albert Park che dal 1996 ospita il Gran Premio di Australia.
Come già anticipato nell’intervista di Mario Isola, utilizzeremo i dati forniti dalla Pirelli, per farci un’idea sul comportamento e sulle prestazioni che le mescole portate dalla casa italiana avranno durante il week-end, oltre ad analizzare i vari fattori che influenzeranno la performance dello pneumatico.
Prima di iniziare a parlare del circuito di Melbourne però è giusto fare una premessa in cui ricordiamo le regole che riguardano le gomme fornite dalla Pirelli.
La casa italiana fornisce in totale 7 tipi di pneumatici riconoscibili per il colore della fascia presente sulla “spalla” della gomma. Vi sono 5 mescole slick: Ultrasoft (fascia viola), Supersoft (fascia rossa), Soft (fascia gialla), Medium (fascia bianca) e Hard (fascia arancio), inoltre vi sono le gomme “tassellate” che vengono usate in condizioni di umido come le Intermedie (fascia verde) o bagnato estremo come le Wet (fascia azzurra).
La Pirelli, oltre alle mescole Intermedie e Wet, in ogni Gran Premio porta un totale di 3 mescole per vettura che vengono classificate come: Morbide, Medie e Dure.
Ogni vettura avrà a disposizione un totale di 13 set di gomme slick, che per i primi Gran Premi, dall’Australia alla Spagna, saranno 7 set di mescola Morbida, 4 di mescola media e 2 di mescola dura. Ad esempio in Australia la Pirelli ha portato, per ogni vettura, 7 set di Ultrasoft, 4 di Supersoft e 2 di Soft.
Dal Gran Premio di Spagna in poi, i piloti avranno la libertà di scelta su 10 set, quindi 3 saranno forniti dalla Pirelli, mentre i restanti 10 verranno scelti, sempre tra le tre mescole proposte, dai piloti e comunicati 10 giorni prima del Gran Premio. Anche qui fare un esempio aiuta: in Canada i piloti avranno a disposizione le stesse tre mescole dell’Australia, ma ognuno potrà scegliere quale tipo di mescola portare in numero maggiore, quindi ci saranno piloti con più gomme Morbide e piloti con più gomme Dure, che saranno poi usate durante il week-end.
Fatta questa premessa possiamo iniziare ad analizzare il primo circuito della stagione.
Il circuito di Albert Park fu inaugurato nel 1996 e ha sempre fatto parte del calendario di Formula 1.
È lungo 5,3 km e presenta un totale di 16 curve di cui 10 a destra e 6 a sinistra. Si gira in senso orario attorno al lago dell’omonimo parco. Una particolarità di questo circuito è che le curve hanno tutte un nome di campioni della Formula 1.
Vi sono 2 zone DRS, una sul rettilineo del traguardo e una dopo la seconda curva, mentre i giri da percorrere in gara sono 58.
Introdotto il circuito, possiamo iniziare ad analizzare i dati forniti dalla Pirelli.
Come detto nell’introduzione, la casa di pneumatici italiana ha portato a Melbourne le tre mescole più morbide della gamma e qui si nota già una notevole differenza rispetto allo scorso anno. La presenza dell’Ultrasoft, che lo scorso anno fu usata soltanto in circuiti in cui il degrado è molto basso, ci fa capire che è stato fatto un grande passo in avanti sul consumo dello pneumatico, tanto che sembra che quest’anno la mescola Ultrasoft sarà molto più utilizzata.
Parlando della pista, sappiamo che è semi-permanente e questo crea non pochi problemi, visto che ad inizio week-end può essere molto sporca e quindi le gomme possono non lavorare a pieno regime, ma quando il tracciato inizierà a gommarsi, le prestazioni aumenteranno.
I tecnici della Pirelli usano una scala da 1 (minimo) a 5 (massimo) per classificare 5 parametri che permettono di scegliere il tipo di mescola da portare.
Il primo parametro è la deportanza, che in questo tracciato ha un valore pari a 4, quindi è alta, perché sono presenti brevi rettilinei che richiedono sia forti accelerazioni, ma anche grandi frenate. A questo primo parametro si può ricollegare il secondo, ovvero l’aderenza dell’asfalto che si è guadagnata un valore di 1 perché, come detto prima, generalmente la pista è molto sporca e quindi anche scivolosa.
Parlando invece dei parametri che riguardano la gomma si può dire che il primo è l’abrasione dell’asfalto, che con un valore di 3 può considerarsi nella media. Lo pneumatico però è sottoposto ad altri due fattori che sono lo stress (1) e le forze laterali (2) che hanno quindi valori molto bassi.
Questa pista presenta quindi curve molto lente che non stressano eccessivamente le gomme, ma richiedono un’ottima aderenza altrimenti si rischia il pattinamento e la conseguente usura dello pneumatico. Particolare attenzione alla posteriore sinistra, che oltre ad essere molto soggetta alle forze laterali, visto che la maggior parte delle curve è a destra, rischia anche di rovinarsi in uscita dalle curve lente di questo tracciato.
Per quanto riguarda le pressioni, la Pirelli ha fornito dati ben precisi che saranno controllati prima della partenza ovvero 22 psi sull’anteriore e 19,5 psi sul posteriore.
Molto probabilmente la Supersoft sarà la “gomma da gara” che permetterà una buona quantità di giri con ottime prestazioni, fondamentale nella parte intermedia del Gran Premio, mentre la Ultrasoft, verrà usata nello stint iniziale, ma anche in quello finale, così che con vettura leggera i piloti possano andare all’attacco facendo segnare tempi record.
Il record del circuito è di Michael Schumacher con 1:24.125, ma chissà se queste nuove vetture potranno andare più veloce.
