Questo week-end la Formula 1 torna in una delle piste ormai considerate storiche e in cui lo spettacolo non è mai mancato.
Il Gran Premio di Spagna è sempre la chiave di volta per un mondiale di Formula 1. I team conoscono ogni centimetro di questa pista visto che rappresenta il tracciato ideale per testare le vettura e per questo tra venerdì e sabato vedremo grandi novità a livello aerodinamico, ma anche a livello di telaio e di motore.
Il Gran Premio di Spagna si corre sul circuito della Catalogna, vicino Barcellona, che dal 1991 ospita ogni anno il Circus.
È un circuito molto particolare perché presenta un lunghissimo rettilineo, curve a gomito, lunghissimi curvoni e due curve ad “S” molto particolari.
Il carico aerodinamico richiesto è elevatissimo, la vettura deve essere precisa sull’anteriore perché il sottosterzo nei curvoni può far perdere tanto tempo, ma al tempo stesso deve possedere un’ottima trazione perché il terzo settore si basa prevalentemente su questa caratteristica.
Nella gara di domenica le vetture completeranno ben 66 tornate, per un totale di 307,104 km, mentre per quanto riguarda il giro più veloce si cercherà di battere il tempo fatto segnare da Kimi Raikkonen nel 2008 con 1:21.670.
Come abbiamo capito quindi la pista di Barcellona è molto impegnativa per la monoposto, ma anche le gomme Pirelli sono chiamate ad una prestazione perfetta. Prima di tutto è giusto ricordare che la casa milanese ha deciso di portare le tre mescole più dure ovvero: Soft (banda gialla), Medium (banda bianca) e Hard (banda arancio).
Questa scelta della Pirelli è stata molto contestata dai team perché le gomme più morbide fino ad ora si sono comportate in modo perfetto, ma in molti pensano invece che la Pirelli abbia fatto la scelta giusta. Il circuito di Barcellona è molto impegnativo per le gomme, il degrado è altissimo, la gomma è costantemente sotto stress ed è sempre meglio prevenire che curare. Basti pensare al 2013, quando il degrado fu elevatissimo a causa di alcuni problemi che erano nati negli pneumatici di quell’anno.
Per capire quanto questo circuito sia impegnativo usiamo i dati forniti dai tecnici della Pirelli che classificano vari parametri tra cui: l’abrasione dell’asfalto, le forze laterali, la deportanza, l’aderenza offerta dal circuito e lo stress dello pneumatico, con dei valori che vanno da 1 (minimo) a 4 (massimo).
Il circuito della Catalogna si è guadagnato un bel 4 in ogni parametro, quindi anche se l’aderenza e la deportanza sono elevati, lo è anche lo stress a cui lo pneumatico è soggetto, non considerando che le temperature attese sono molto elevate e quindi un parametro in più che può influenzare la prestazione della gomma, soprattutto quella anteriore sinistra che è soggetta a sollecitazioni maggiori.
Per quanto riguarda alcuni parametri tecnici, la Pirelli ha comunicato che le pressioni minime alla partenza dovranno essere di 22,5 psi sull’anteriore e 20 psi sul posteriore, mentre la campanatura massima non dovrà superare i -3,50° sull’anteriore e i -2° sul posteriore.
Prima di riportare le parole di Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli, riportiamo alcune curiosità che ruotano attorno a questo circuito e che domenica potrebbero portare sorprese. “Se una vettura va forte in Spagna va forte ovunque”, ecco il detto che ci accompagnerà per tutto il week-end, perché come molti ben sanno, dimostrarsi competitivi sul circuito spagnolo vuol dire avere un ottimo bilanciamento che può fare una grande differenza.
Quello che ho scritto prima vale per il 2012, in cui uno strabiliante Pastor Maldonado vinse il suo primo e unico Gran Premio in Formula 1, con una Williams che indovinò il week-end perfetto e tornò alla vittoria dopo tanto tempo.
Domenica esordiranno per la prima volta in stagione le gomme Hard, che preoccupano già molti piloti perché fino ad ora nessuno le ha mai provare realmente e quindi potranno essere una bella incognita.
Una bella curiosità che riguarda il Gran Premio di Spagna è l’albo d’oro dei vincitori. Pensate che negli ultimi 10 anni, hanno vinto ben 10 piloti diversi, nell’ordine: Felipe Massa (2007) Kimi Raikkonen (2008), Jenson Button (2009), Mark Webber (2010), Sebastian Vettel (2011), Pastor Maldonado (2012), Fernando Alonso (2013), Lewis Hamilton (2014), Nico Rosberg (2015) e Max Verstappen (2016). Questa striscia di vincitori potrebbe allungarsi soltanto se domenica riuscisse a vincere Valtteri Bottas o Daniel Ricciardo oppure anche un outsider. Molto più probabile che vinca Bottas, anche se Vettel e Hamilton fremono di darsi battaglia.
Sarà l’ultima gara in cui la Pirelli porterà 7 set di gomme più morbide, 4 di gomme medie e 2 di gomme dure, perché dalla prossima i team avranno la libertà di scelta sui set di pneumatici proposti dalla Pirelli.
Concludiamo, come promesso, con le parole di Mario Isola: “Questa è l’ultima gara in cui è Pirelli a decidere le allocazioni per le squadre: da Monaco, saranno i piloti a scegliere le quantità di ciascuna mescola da utilizzare. Sebbene Barcellona sia un tracciato molto noto, le evoluzioni aerodinamiche delle vetture, ottenute con gli ultimi upgrade portati dalle squadre in Spagna, si tradurranno in un aumento non solo delle prestazioni, ma anche del livello di degrado rispetto ai test. Anche le temperature saranno più alte rispetto a quelle viste a febbraio”.
Sarà una gara basata sulle innovazioni e sulle strategie visto che sono previste più soste, sperando, anche se il layout del circuito ne ha sempre proposti pochi, di vedere qualche sorpasso in più rispetto alla Russia.

