In questa prima fase della stagione 2017 la Ferrari sembra la monoposto da battere. Ma cosa è cambiato rispetto all’anno scorso quando la rossa era più lenta di un secondo rispetto alla Mercedes? Tutto merito degli uomini di Maranello o il nuovo regolamento ha avuto il suo peso nel ribaltare gli equilibri al vertice? Toto Wolff Boss della Mercedes ha voluto dire la sua in merito .
I primi sei Gran Premi della stagione 2017 hanno mostrato la rinascita della Ferrari, che in pochi mesi, non solo ha rimontato il divario che la separava dalla Mercedes, ma, classifiche alla mano, sembra poter recitare il ruolo di favorita.
La scuderia di Maranello ha ritrovato velocità, affidabilità e costanza: ciò gli ha permesso non solo di compiere il sorpasso sul team iridato, ma anche di surclassare la Red Bull, che l’anno scorso era la seconda forza in campo.
Dopo la pesante sconfitta di Monaco, la situazione in Mercedes inizia a farsi pesante. E in molti cominciano a chiedersi come abbia fatto la Ferrari in pochi mesi a recuperare un gap di oltre un secondo.
Toto Wolff ha le sue convinzioni a proposito.
Innanzitutto secondo il Responsabile Motorsport del team di Stoccarda, la Ferrari avrebbe iniziato a sviluppare la SF70H già dal dicembre 2015. E’ quanto ha dichiarato lo stesso Wolff al quotidiano Suddeutsche Zeitung: “Da quanto ne sappiamo gli uomini della Ferrari hanno cominciato a lavorare sulla monoposto di quest’anno a dicembre 2015, convogliando il 50% delle risorse. Quindi probabilmente hanno 16 settimane di vantaggio sulla concorrenza. Un tempo sufficiente per colmare il gap che avevano nei nostri confronti di 4 o 5 decimi“.
Facile intuire come Wolff abbia avuto tale informazione: infatti all’epoca faceva parte del team del cavallino un certo James Allison, passato, nello scorso mese di marzo, proprio alla Mercedes.
Ma non basterebbe questa precoce anticipazione sulla tabella di marcia a spiegare la supremazia in pista della Ferrari.
Partendo dalla debacle di Monaco, che ha visto soprattutto Lewis Hamilton in difficoltà per tutto il week end con i suoi pneumatici della sua W08, Wolff ha avanzato l’ipotesi che le nuove gomme Pirelli, frutto del cambio di regolamento tecnico, avvantaggino la scuderia di Maranello.
Infatti già in Russia Hamilton aveva avuto problemi di gestione dei pneumatici, così come Valtteri Bottas in Bahrain. Mentre i due piloti della Ferrari non hanno sofferto questi problemi, e sembrano aver trovato il perfetto equilibrio con tutti i tipi di mescole
Wolff nei giorni scorsi ha definito questo connubio Ferrari–Pirelli, “un mistero italiano”, sottolineando così la stessa nazionalità delle due Società.
Alle insinuazioni del Boss Mercedes, su possibili favoritismi alla scuderia di Maranello, ha prontamente risposto l’Amministratore Delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, che ha dichiarato ai microfoni della RAI: “Le gomme sono le stesse per tutti. Forse la Mercedes veniva da grandi successi e ora vede la strada in salita: ma arriveranno anche loro”.
“C’è stato un lavoro serissimo da parte di Vettel e della Ferrari durante l’inverno”, ha aggiunto il manager milanese, “Vettel è sempre stato pronto, con umiltà, a provare quando altri erano meno disponibili, e i risultati sono il frutto di tanto lavoro appassionato da parte di una squadra che ha fatto tutto per vincere”.
Tronchetti Provera sostanzialmente ha rimandato al mittente le accuse, sottolineando come, contrariamente alla Mercedes, Vettel e la Ferrari abbiano svolto un lavoro accurato sulle nuove coperture. Infatti mentre la scuderia di Maranello ha partecipato alle sessioni sperimentali quasi sempre con i piloti titolari, la casa di Stoccarda, escludendo Bottas che è arrivato solo a gennaio, ha utilizzato solo Pascal Wehrlein, poi passato alla Sauber. Mentre Hamilton, forse deluso e amareggiato dalla mancata vittoria del mondiale, si è prontamente defilato. E Rosberg si è ritirato a fine stagione 2016.
Su entrambi gli aspetti citati da Toto Wolff ha inciso probabilmente la voglia di riscatto della Ferrari e di Vettel, al contrario, forse, di una Mercedes già sazia di vittorie, che ha peccato un po’ di superbia.
