
Giunti al termine del Gran Premio del Canada, ed in attesa di vedere cosa succederà al prossimo appuntamento in Azerbaigian (25 giugno), si possono fare alcune considerazioni sul campionato in corso. Il 2017 ha portato grosse novità non solo dal punto di vista della proprietà, passata da Ecclestone a Liberty Media, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto tecnico delle monoposto. Tutte le paure ed i timori prima del semaforo verde su questa stagione si stanno lentamente spegnendo, grazie ad uno spettacolo che sta tornando protagonista in Formula 1 passo dopo passo. E’ pur vero che i cambiamenti al regolamento stanno riservando una sfida a due tra Mercedes e Ferrari (almeno per il momento), ma è altrettanto ragionevole parlare di una Formula 1 diversa, più aperta al pubblico e più gradevole anche agli stessi piloti, tornati a bordo di vetture super veloci ed altrettanto tecnologiche. In tutto questo ritrovato ottimismo, c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare, che è quello legato ai sorpassi.
Le potenzialità delle nuove monoposto spingono i piloti a cercarsi un sorpasso con la propria “firma”, senza doversi affidare alla singola magia del DRS. Sia chiaro, l’ala mobile è ancora presente e su alcuni circuiti può ancora fare la differenza (mentre su altri è quasi azzerata la sua funzione), ma diversamente dagli anni passati quest’anno si comincia ad intravedere la caratteristica più umana e talentuosa del sorpasso. Il 2017, facendo sempre riferimento fino a questo punto della stagione, non è comunque stato esente da gran premi noiosi, ma in alcuni appuntamenti abbiamo assistiti a parecchi sorpassi in pista, ed alcuni di questi sono stati particolarmente spettacolari, con coefficiente di difficoltà altissimo.
Chi si è distinto più degli altri è stato Sebastian Vettel. Il pilota tedesco della Ferrari, attuale leader della classifica piloti, non ha solo trovato la gioia di avere tra le mani una monoposto ed un team finalmente più competitivi del 2016, ma si è anche reso protagonista di sorpassi tanto entusiasmanti quanto pericolosi.
Le due manovre che hanno lasciato gli spettatori con il fiato sospeso sono state senza dubbio quelle effettuate in Spagna e proprio nell’ultimo gran premio in Canada, con entrambi i sorpassi che per ora si candidano come i migliori mai visti in questo campionato, con la speranza di poter assistere ad altri affondi simili in futuro.
In un certo senso, entrambe le manovre hanno reso lo stesso Vettel un pilota capace di compiere sorpassi “vecchia scuola”, dimostrando ai più scettici che i quattro mondiali consecutivi vinti in Red Bull non sono stati frutto della sola, straordinaria efficienza della monoposto progettata dal mago Adrian Newey.
In Spagna il pilota tedesco si è aggiudicato il gran premio portando a buon fine un sorpasso rischiosissimo su Valtteri Bottas, guadagnandosi la prima posizione in classifica con una manovra secca, decisa e pericolosa. I piloti di Formula 1 non sono persone “normali”, in quanto essi hanno il dono di possedere una sana follia che li aiuta ad avere meno paura dei comuni mortali. Quella stessa pazzia che li rende artefici di sorpassi ad oltre 300 km/h, così come avvenuto a Barcellona, in pieno rettilineo. Chi si sarebbe mai aspettato un sorpasso così? Chi avrebbe mai scommesso che Vettel potesse passare Bottas con due ruote sull’erba, a quella velocità, e dopo un brusco cambio di traiettoria? Come abbia fatto lo stesso Vettel a mantenere il controllo della sua Ferrari con mezza vettura sull’erba, e con una minore stabilità della monoposto, resta ancora oggi un mistero.
E’ comunque vero, indipendentemente da colui che ha messo in scena questo spettacolo, che un sorpasso del genere non si vedeva da anni. Esattamente come quello portato ai danni di Esteban Ocon domenica scorsa a Montreal, dove Vettel ha coronato la sua rimonta con un sorpasso rischioso come non mai, con la Ferrari sparata ad oltre 300 km/h sulla zona sporca della pista e con la stabilità della vettura e dei freni che rasentava lo zero assoluto. Come se non bastasse, la manovra sarebbe stata ancor più da applausi se il tedesco avesse superato anche l’altra Force India di Sergio Perez, rimasta quasi vittima dell’attacco di Vettel, che per poco non ha compiuto un doppio sorpasso memorabile.
Fare dei confronti tra generazioni di piloti ed annate diverse in Formula 1 è una delle cose più difficili in assoluto, e per alcuni è addirittura inutile. Certo, vero anche questo. Ma analizzando i singoli sorpassi, forse si può davvero paragonare Vettel ai grandi del passato, almeno per quanto riguarda il concetto del coraggio puro, del rischio, dell’azzardo, del giocarsi il tutto per tutto alla ricerca di una posizione da ottenere subito, senza troppi complimenti e senza badare alle conseguenze.
La storia della Formula 1 è ricca di sorpassi meravigliosi, entrati di diritto nell’immaginario collettivo per spregiudicatezza, eleganza e spietatezza. Per una volta il presente si è legato con il passato, sempre attraverso quell’unico filo conduttore carico di valori e contenuti del motorsport più puro e genuino, lì dove la tecnologia passa in secondo piano di fronte agli attributi dell’essere umano.
Vettel, attraverso quei due sorpassi, ci ha fatto tornare indietro di qualche anno soltanto per alcuni secondi, vissuti con le emozioni e con il fiato sospeso di un esito incerto. Vissuti con quelle sensazioni e con quei brividi che sembravano quasi dimenticati.