
In ogni gara di questo Campionato del Mondo di Formula 1 abbiamo sempre dato uno sguardo agli pneumatici forniti dalla Pirelli e, come faremo anche il Gran Premio dell’Azerbaijan, abbiamo sempre analizzato i dati che la casa di pneumatici milanese ci offriva sia prima che dopo la gara, in relazione a ciò che “raccontava” la pista.
Il responsabile del settore motorsport della Pirelli, Mario Isola, ha sempre fornito un commento tecnico molto preciso e dettagliato riguardo le prestazioni delle gomme in ogni Gran Premio, ma fino ad ora non era mai stata rilasciata un’intervista così completa sul 2017 della Pirelli.
Quindi fino ad ora abbiamo sentito il parere di ogni scuderia in merito al nuovo regolamento e a ciò che si è visto dopo i primi Gran Premi, ma la Pirelli cosa ne pensa di questo suo 2017?
Sul sito F1.com si può trovare un’intervista completa a Paul Hembery, coordinatore del settore motorsport della Pirelli e che negli anni passati abbiamo visto sempre sulla griglia di partenza; nel 2017 il suo ruolo si è spostato verso un altro settore, restando comunque interessato alla Formula 1. Di seguito vi riporteremo alcune dichiarazioni che ci permetteranno di capire come la Pirelli stia vivendo questo mondiale di F1.
La prima domanda che viene posta al rappresentante della Pirelli riguarda il lavoro fatto in vista del 2017 e se, come per i team, questo cambio di regolamento è stata una sfida.
Paul Hembery: “Ci sono un sacco di incognite durante la stagione perciò è un po’ complicato. Quando abbiamo iniziato i test con queste gomme non abbiamo avuto una macchina reale per vedere tutte le modifiche e solo ai test di Barcellona abbiamo potuto vedere come le nuove vetture utilizzavano i nostri pneumatici. Prima abbiamo lavorato con tre diverse auto ibride che hanno contribuito, ma che non era esattamente quello che abbiamo visto quando siamo arrivati a Barcellona. Sì, ci sono state un sacco di simulazioni virtuali e un sacco di scambio di dati con le squadre, ma non potevamo scendere in pista con una vettura vera”.
La difficoltà della Pirelli era il dover sfruttare le vetture dello scorso anno per sviluppare gli pneumatici di quest’anno e nonostante ciò soltanto a Barcellona hanno avuto una prima idea sul comportamento reale della gomma. I tecnici Pirelli si erano preparati anche a una situazione critica visto che erano pronte all’utilizzo anche un secondo tipo di gomme che si basavano molto di più sugli pneumatici dello scorso anno, ma per adesso non è stato necessario usarle.
A questo punto viene fatta una domanda molto interessante a Paul Hembery che risponde a tono, respingendo ogni critica. Al coordinatore inglese viene fatto notare che negli ultimi anni, compreso questo, le gomme decidono chi vince e molti team se ne sono lamentati, ma Hembery risponde: “Beh, dobbiamo considerare il fatto che chi vince ha le stesse gomme di chi arriva per ultimo, perciò se non hai vinto una gara si dovrebbe eliminare l’incognita gomme dall’equazione, perché tutti i pneumatici sono gli stessi. Certo, ci sono situazioni in cui una squadra rispetto agli altri riesce a ottenere una migliore performance delle gomme, ma è parte dello sport”.
Queste parole sono molto importanti e attuali perché ultimamente la Mercedes ha affermato con Toto Wolff che Sebastian Vettel e la Ferrari, grazie ai test fatti sulle gomme, hanno raccolto dei dati importanti per la comprensione della giusta finestra di utilizzo della gomma ma Paul Hembery risponde per le rime anche alle accuse che arrivano da Stoccarda: “Ma non stanno avendo una stagione povera di risultati, vero? Hanno già vinto delle gare in questa stagione. E guarda a Montreal: Lewis ha portato la macchina in pole position con un tempo da sogno!”.
“Sì, Sebastian Vettel ha fatto un sacco di test – ha aggiunto Hembery -. È stato molto intenso e ci ha dato un sacco di feedback. Lo ringraziamo per questo. Questo è quello che volevamo: i top driver che ci danno un buon feedback. Ma non sapeva veramente cosa stava testando; era un blind- testing, potrebbe averlo aiutato psicologicamente, ma dubito che lo ha aiutato nella pratica. In realtà il problema Mercedes è legato ad alcuni circuiti: a Barcellona andavano bene, così sarà anche a Silverstone e a Spa. È nei circuiti di bassa aderenza dove hanno avuto un paio di problemi, ma sono sicuro che riusciranno a risolvere durante la stagione”.
I test fatti da Vettel di cui tutti si lamentavano quindi erano test “alla cieca”, ovvero il tedesco non sapeva che tipo di mescola montava sulla propria vettura e per questo non era in grado di abituarsi a quella mescola per poi sfruttare la sua breve esperienza in gara. Tutte le accuse che arrivano dalla Mercedes sono quindi infondate e senza senso.
Altro tema importante che viene affrontato nell’intervista è quello delle gare con una sola sosta e con l’impressionante longevità delle gomme che hanno lasciato senza parole anche Paul Hembery: “Non avevamo previsto alcuni degli strani scenari che abbiamo visto, credo che la maggior parte delle gare sarà con un solo pit-stop. Pensate ad alcuni risultati sorprendenti che abbiamo visto, ad esempio: la Sauber non ha la macchina più veloce, ma con la strategia intelligente ha guadagnato buoni punti. Forse vedremo un approccio più aggressivo a Silverstone, dove probabilmente vedremo due pit-stops”.
E successivamente il coordinatore inglese ha parlato del poco degrado e delle occasioni che si andranno a creare: “Penso che nella maggior parte dei tracciati si potrebbe affrontare la distanza di gara con un set di gomme. Quindi la posizione in griglia, un’eventuale Safety Car e il layout della pista potrebbero dare delle opportunità uniche alle squadre”.
Per concludere l’intervista Hembery parla del 2018 e di ciò che li attende: “Dobbiamo stare attenti alle prestazioni delle vetture e dove stanno convergendo, perché in caso di modifiche troppo radicali, che in realtà è quello che vogliono i team, potrebbe diventare difficile. In questo momento tutte le squadre hanno un’usura molto equilibrata: non abbiamo vesciche e il graining non è un problema. Quindi siamo a buon punto ma dobbiamo stare attenti a fare i cambiamenti giusti. Quello su cui stiamo davvero lavorando sono le gomme da bagnato che stiamo testando continuamente”.
In sostanza è sempre presto per parlare del 2018, perché le vetture potranno raggiungere un livello di sviluppo molto elevato e quindi è bene procedere per gradi.