
Quella che è stata vissuta come una delle conferenze stampa più attese e più cariche di tensione di sempre, alla fine si è svolta con toni pacati e civili. Lewis Hamilton e Sebastian Vettel si sono trovati per la prima volta insieme pubblicamente in occasione della conferenza stampa dei piloti questo pomeriggio, offrendosi disponibili a rispondere a tutte le domande ed alle curiosità dei numerosi giornalisti presenti.
La maggior parte delle domande, ed era impossibile immaginare diversamente, si sono concentrate sul fatto avvenuto nel corso dell’ultimo Gran Premio d’Azerbaigian, quando Vettel aveva colpito volontariamente il rivale come gesto di reazione in seguito ad una frenata pesante in regime di Safety Car.
Chi si attendeva una conferenza infuocata e senza esclusione di colpi, alla fine ne è rimasto deluso. Ecco tutte le affermazioni pronunciate dai due principali protagonisti del mondiale, intervallate dalla presenza a dir poco “secondaria” di Kevin Magnussen, anch’egli presente in sala stampa.
Sebastian Vettel: “Dopo la gara ho avuto l’opportunità di rivedere le immagini del contatto, ed il giorno dopo ho telefonato a Lewis per cercare di chiarirci. Per me la questione si chiude qui, e non voglio pompare il caso aggiungendo altri commenti. Ho sbagliato a reagire in quel modo, e non sono contento di ciò che ho fatto. Nella concitazione del momento pensavo che Lewis avesse frenato volutamente, e di conseguenza ho reagito male. Ho capito il suo gesto, ora so che non c’era alcuna intenzione da parte sua di effettuare un “breaking test”. Non ho molto altro da aggiungere, salvo il fatto che sono contento del fatto che Lewis abbia accettato le mie scuse, ed ora possiamo andare avanti chiudendo qui la questione.
La persona più importante da contattare per cercare un chiarimento era lui, e nessun altro giornalista. Credo sia giusto che quello che ci siamo detti rimanga tra noi. Non ho voluto parlare con Hamilton subito dopo la gara perché ritenevo fosse ancora presto, e quindi non pensavo fosse il momento adatto per parlare del fatto. Voglio che sia chiaro che nel mio gesto, e ripeto che ho sbagliato a comportarmi così, non avevo alcuna intenzione di poter far male a Lewis o di danneggiargli la vettura. Naturalmente sono contento di poter concentrarmi sui prossimi impegni in pista già a partire da questo week-end. Se ho problemi a gestire la rabbia? Credo di no. Purtroppo in Formula 1, così come nella vita di tutti i giorni, ci sono delle situazioni che ti fanno perdere il controllo”.
Lewis Hamilton: “Per me la questione è chiusa. Adesso è importante guardare al futuro e concentrarsi già a partire da questo week-end. Ho avuto modo di parlare con Sebastian per telefono il giorno dopo la gara e, scambiandoci le nostre opinioni con toni pacati, posso solo dire che il rispetto nei suoi confronti è rimasto intatto. Gli ho solo chiesto di cambiare idea sulla mia condotta, perché non ho fatto alcun “breaking test”, dato che stavo semplicemente conducendo il mio ritmo. Ad ogni modo, pur avendo accettato volentieri le sue scuse, la mia opinione su quanto affermato dopo la gara non cambia. Con tutto il rispetto che provo per lui, ritengo che la sua condotta sia stata un cattivo esempio per chi ci guarda, e specialmente per i giovani. E’ vero, siamo essere umani e capita di sbagliare, ma noi piloti abbiamo una posizione privilegiata, e dobbiamo dare l’esempio. In ogni caso le scuse sono state accettate, e questo episodio non andrà ad influire sul proseguo della stagione. Il caso è chiuso, ora si cambia pagina. Voglio solo che Seb sappia che non ho messo in atto alcun “breaking test”, e quindi non ho fatto alcuna manovra scorretta”.
Kevin Magnussen: “Mi sto godendo il momento. Noi della Haas siamo reduci da un’ottima prestazione, frutto dell’impegno profuso dal team per raggiungere i nostri obiettivi. Con Romain (Grosjean, n.d.r.) il rapporto è buono, e mi auguro tanto di poter continuare così per il bene della squadra. Se volete sapere il mio commento sui fatti di Baku, ed in particolare sulle decisioni dei commissari, posso solo dire che non mi sono fatto un’idea, e quindi non posso rispondere a questa domanda. Chi sarà campione del mondo tra i due? Non ne ho idea”.
Tra le poche domande fatte per stemperare la tensione, una in particolare merita di essere riportata. Un giornalista, rivolgendosi sia ad Hamilton che a Vettel, ha chiesto ad entrambi un’opinione nel caso in cui Fernando Alonso dovesse diventare un loro compagno di squadra in futuro?
“Sinceramente non mi posso lamentare del compagno che ho adesso, cioè Valtteri -ha spiegato Hamilton- e quindi sto bene così. A questa eventualità non ci penso”. Ancor più breve il commento di Vettel, il quale ha affermato: “Non mi ritengo il responsabile per le firme dei contratti dei piloti. Ad ogni modo, preferisco Kimi”.
Vettel & Hamilton Discuss Baku Safety Car Clash | 2017 Austrian Grand Prix
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