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Seppur non sia finita nei migliori dei modi, l’ultimo Gran Premio di Gran Bretagna è stato significativo per Sebastian Vettel, il quale ha festeggiato il suo 50esimo weekend di gara (Bahrain 2016 incluso) con la Ferrari. Una storia “d’amore” di lungo corso, sin da quando il piccolo Sebastian guardava Michael Schumacher vincere su quella macchina Rossa che dominava in lungo e in largo sui circuiti di tutto il mondo.
Una storia concretizzatosi solamente nel 2015, dopo trattative e contatti, ma che poteva realizzarsi molto prima: i primi contatti per un possibile approdo del tedesco in rosso, infatti, risalivano al periodo Toro Rosso, per farsi più concreti nel 2011, con l’appoggio di Stefano Domenicali. Una trattativa con attrattiva da entrambe le parti, nonostante in quella stessa stagione Vettel stesse letteralmente dominando il campionato a bordo di una Red Bull spaziale.
Presentatasi l’opportunità per realizzare il passaggio nel 2014, Sebastian non se la lasciò sfuggire, coronando il suo sogno di approdare alla corte di Maranello nella stagione seguente.
2015
Entrambi venivano da una stagione difficile, un anno di adattamento ai nuovi regolamenti per un 2015 di riscatto, in cui dimostrare il proprio valore. Così è stato, non hanno deluso, con una stagione ben oltre le aspettative di tutti, conquistando 3 vittorie, 1 pole position e ben 13 podi. Ma non sono i numeri a descrivere il 2015 della coppia Vettel/Ferrari, bensì le emozioni, quelle sensazioni regalate dal tedesco con Eva: dal primo podio a quella magica mattina di Sepang, con quella vittoria insperata ed inaspettata sotto il sole malese. Un successo da lacrime agli occhi, di soddisfazione, di sfida, un inizio a quella che è che dovrà essere la storia d’amore. Un Sebastian che trovò subito il feeling con la vettura, a dispetto dell’anno passato, potendo contare anche sull’ottima affidabilità della SF15-T: Vettel si dimostrò competitivo per tutto il mondiale, con la cattiveria ed la fame che lo avevano contraddistinto nel periodo Red Bull.
2016
Il 2016 si apre con un solo obiettivo: lottare per il titolo mondiale. Una previsione da una parte alquanto ottimistica, visti i risultati dell’anno precedente e il dominio imposto dalla Mercedes con la nuova era ibrida: per riuscirci in questa impresa, in Ferrari usano un approccio aggressivo, realizzando una SF16-H che rappresenta un netto taglio con il passato. La stagione si rivela più difficile del previsto, tra problemi di affidabilità, problemi interni alla Scuderia con l’addio di James Allison e prestazioni al di sotto delle aspettative. Nonostante l’obiettivo prefissato sia rimasto nei desideri della Scuderia, il 2016 ha rappresentato un anno importante in casa Ferrari, imparando dagli errori commessi e riorganizzando l’assetto tecnico, promuovendo Mattia Binotto e puntellando il reparto aerodinamico con importanti innesti. Anche per Sebastian la stagione si rivelò più difficile del previsto, non solo per gli alti e bassi della monoposto che non gli permesso di esprimersi al meglio, ma anche per un pizzico di comprensibile nervosismo andato di traverso ai vertiti della casa di Maranello. Ma ciò che non ti uccide ti rende più forte, rendendo il 2016, seppur avaro di soddisfazioni, un anno di insegnamenti per ritornare ancora più forti.
2017
Dopo una stagione difficile, il 2017 è l’anno della rivincita per la Ferrari e per Vettel, l’anno che in tanti aspettavano. Un anno iniziato alla grande, con una SF70H rivelatasi subito solida, veloce e consistente, senza grossi punti deboli. Un anno iniziato subito con la vittoria in Australia, la quarta di Sebastian dal suo arrivo in Ferrari: un successo di forza, come quello in Bahrain e a Monaco, voluti, cercati e conquistati. Un Vettel in simbiosi con la vettura, chirurgico, preciso e affamato, tornato quello dei tempi d’oro con monoposto che gli permettono di esprimere al massimo il suo potenziale e il suo stile di guida. Il 2017 rappresenta anche l’anno del 50esimo Gran Premio di Seb con la Rossa: 50 Gran Premi composti di 27 podi, 3 vittorie, 4 giri veloci e 2 poles. Ma in questo caso non sono i numeri a parlare, bensì le emozioni regalate e vissute, sperando che a fine anno i Tifosi possano viverne una ancora più grande.