
La gara si Singapore, per questo mondiale 2017, è stata terra di verdetti. Già, il patatrac del via ci ha “regalato” la certezza che per le rosse la strada verso il titolo mondiale è diventata tutta d’un tratto un Everest da scalare a mani nude. Ma la calda notte asiatica ha anche riaperto più che mai la corsa al quinto posto nei costruttori che, dopo Monza, era ben presidiato dalla Williams. La squadra Inglese, dopo un weekend non dei migliori, vede avvicinarsi due team come Toro Rosso e Renault che hanno fatto un grosso balzo in avanti soprattutto grazie a due piloti che l’anno prossimo non vestiranno certamente i colori con la quale sono passati sotto la bandiera a scacchi domenica.
Toro Rosso
Carlos Sainz: P4 – Danil Kvyat: DNF
La scuderia faentina, nella notte di Singapore ha portato il miglior risultato della stagione e il secondo miglior piazzamento nella storia del team dopo la vittoria di Vettel del 2008.
L’equipe deve tutto a Carlos Sainz, che dopo essere finalmente essere riuscito ad assicurarsi un ambizioso sedile in Renault per l’anno prossimo, ha evidentemente trovato l’ispirazione per condurre una gara senza commettere il minimo errore.
Tra l’altro le condizioni con cui ci si avviava allo spegnimento dei semafori non erano le migliori: la prima gara bagnata notturna della storia della F1.
In partenza, lo spagnolo ha evitato qualsiasi tipo di contatto, successivamente il merito va anche alla strategia della squadra, che per evitare problemi di degrado, non appena la pista si è asciugata, ha deciso di montare a Sainz le supersoft che non gli hanno procurato alcun problema di gestione. Inoltre, il futuro compagno di Hulkenberg in Renault, ha saputo tenere alle sue spalle fino al traguardo un osso duro come Sergio Perez.
Dopo tutto, il “Boomshakalaka!” del team radio a fine gara del suo ingegnere Marco Matassa, che ha fatto il giro dei social, è più che giustificato.
È curioso infine come lo spagnolo abbia fatto slittare il volo di ritorno in Spagna, per festeggiare con la squadra.
Come il celebre detto recita, passiamo ora “dalle stelle alle stalle” per raccontare l’ennesimo weekend storto di Danil Kvyat che vede allontanarsi sempre di più da un sedile in F1.
Il russo dopo una qualifica deludente, che lo ha portato a scattare solamente dalla tredicesima casella, in gara non è riuscito ad approfittare del KO dei tre davanti, vanificando un possibile piazzamento a punti con un botto contro le barriere in maniera abbastanza ingenua.
Il confronto tra i due piloti di casa Toro Rosso è impietoso, la classifica parla da sola: 48 punti per Sainz (nono in classifica), 4 per Kvyat (penultimo, davanti al solo Ericsson).
Renault
Jolyon Palmer: P6 – Nico Hulkenberg: DNF
Gara molto positiva anche per la squadra francese che lascia Singapore con delle certezze in più e con buonissimi propositi per le ultime sei gare del mondiale.
Una delle sorprese più inaspettate del GP è stato il piazzamento a punti di Jolyon Palmer e che piazzamento, sesto al traguardo.
Sfruttando al massimo il clamoroso botto del via, è subito riuscito a guadagnare diverse posizioni, portandosi subito nella top 10 del gruppo.
C’è solo un dettaglio, sulla quale hanno scherzato in tanti sui social: sei felice perché hai ottenuto il tuo miglior piazzamento in carriera e sei stato una delle sorprese del weekend, ma poi ti rendi conto che l’anno prossimo con tutta probabilità non guiderai più una F1…
Nonostante questo, Palmer ha dimostrato che ha le carte in regola per restare quantomeno fino ad Abu Dhabi, onorando suo padre che trent’anni fa raggiunse il suo miglior piazzamento in F1: quarto nel GP d’Australia 1987.
Sfortunato invece Nico Hulkenberg, che dopo un’ottima qualifica dove si era guadagnato una festeggiata settima posizione in griglia e dopo una prima parte di gara che lo vedeva quarto, si è dovuto arrendere di fronte ad una perdita d’olio che lo ha costretto al ritiro.
Gli otto punti portati a casa grazie a Palmer, hanno permesso ai francesi di scavalcare la Haas nella classifica costruttori e di portarsi a dieci punti dalla Toro Rosso, che si trova a sua volta a sole sette lunghezze dal team di Sir Frank. La lotta per il quinto posto posto è più che aperta…