
La sfida per il campionato mondiale piloti di Formula 1 2017 si chiude definitivamente qui: in Messico, sul circuito della capitale intitolato ai fratelli Pedro e Ricardo Rodriguez, Lewis Hamilton si è laureato ufficialmente campione del mondo di Formula 1. Il pilota inglese, al 4° successo iridato in carriera, ha raggiunto questo traguardo non senza qualche difficoltà, tanto che la classifica finale della corsa lo vede addirittura al 9° posto.
Al termine di una gara incredibile, che racconteremo nei suoi momenti più salienti, la matematica sorride comunque al pilota della Mercedes, che risolve così la sfida iridata con il rivale Sebastian Vettel, anch’egli autore di una gara difficile.
Chi può sorridere di più, ovviamente dopo Hamilton, è Max Verstappen. Per capire come si è arrivati a tutto questo, c’è la Top 5 del Gran Premio del Messico.
1 – La pole position di Vettel
Lo scenario che si presenta alla vigilia del GP del Messico è tutto a favore di Hamilton, ad un passo dalla conquista del titolo. In qualifica però, nonostante una Red Bull in grande spolvero, la pole position va a favore dell’altro contendente al titolo: Sebastian Vettel.
Il tedesco della Ferrari compie un giro super, dando una prova di forza della sua monoposto. Al 2° posto finisce Verstappen, che per soli 86 millesimi (un nulla), non riesce a diventare il più giovane pilota della storia a finire in pole. Hamilton, che in questo 2017 ha strappato record su record in qualifica, è “solo” 3°.
Per Vettel si tratta comunque di un risultato importantissimo: grazie a questo exploit, conquista la 50° partenza dalla prima casella in carriera, ponendosi a quindici lunghezze di ritardo dal record Ayrton Senna e a diciotto da quello di Michael Schumacher.
La Ferrari, che mancava l’appuntamento con la pole position dal Gp di Singapore, interrompe il lunghissimo digiuno di pole position in terra messicana. L’ultimo ferrarista a stabilire il giro più veloce in qualifica fu infatti Clay Regazzoni, nel 1970.
2 – La clamorosa partenza
Quando il semaforo rosso si spegne, Vettel, Verstappen ed Hamilton sono protagonisti di una buona partenza. Il ferrarista mantiene salda la prima posizione, ma c’è un elemento a suo sfavore: il rettilineo del traguardo di Città del Messico è uno dei più lunghi dell’intero mondiale. Sfruttando questa caratteristica tecnica, Verstappen riesce a prendere la scia al ferrarista, riuscendo a superarlo con una mossa molto decisa alla prima curva. Talmente decisa che viene a contatto con la Ferrari, prendendosi la leadership senza subire danni. Chi invece li subisce è Vettel, che rovina il suo alettone posteriore in due circostanze: con Verstappen, e soprattutto con Lewis Hamilton. I due contendenti al titolo si toccano, con l’inglese che subisce addirittura una foratura.
Morale della favola: Verstappen 1°, Vettel 19° ed Hamilton ultimo. I due protagonisti del mondiale rientrano ai box, e ripartono con un solo obiettivo: rimontare il più possibile.
Se Vettel dovesse finire in zona punti, ed Hamilton no, il tedesco dovrebbe raggiungere almeno la seconda posizione per riaprire il discorso mondiale.
Se entrambi dovessero finire in zona punti, o anche fuori, il mondiale sarebbe invece nelle mani di Hamilton.
3 – Due rimonte difficili
Con una gara tutta da rifare, e con tanti secondi di svantaggio da recuperare, Hamilton e Vettel devono dimostrare di che pasta sono fatti. In palio, inoltre, c’è il destino del mondiale.
I due protagonisti principali di questa stagione però, non avranno la vita facile nelle rispettive rimonte. Oltre a gestire le temperature, cosa non facile vista anche l’altitudine del tracciato sfavorevole ai motori, Vettel ed Hamilton devono prendersi alcuni sorpassi con inattesa difficoltà.
Prima di tutti ne sa qualcosa Vettel, che viene quasi a contatto nel tentativo di superare Felipe Massa per ottenere la 14° posizione.
Un fatto simile si ripete verso la fine della gara, ma questa volta con Hamilton. L’inglese, proprio nei giri finali, è già in zona punti. Davanti a lui c’è Fernando Alonso. Il sorpasso sembra una formalità, ma il pilota spagnolo ingaggia un duello rusticano e pericoloso con l’inglese, a tal punto che si rischia il clamoroso contatto che avrebbe potuto compromettere la lotta al titolo.
4 – La vittoria di Verstappen ed il ritiro di Ricciardo: i due volti della Red Bull
Alla fine della gara, la classifica recita questo verdetto: Vettel 4°, Hamilton 9°. Sul podio finiscono Raikkonen, terzo (al suo 90° podio in carriera), e Bottas, 2°. Davanti ai due finlandesi sovrasta Max Verstappen, autore di una gara senza sbavature ed in totale controllo del mezzo. L’olandese, che non ha mai risparmiato un ritmo indiavolato dall’inizio fino alla fine della corsa, conquista così il suo 3° successo in carriera, il secondo in questa stagione dopo la Malesia.
Ma mentre il giovane e spesso controverso pilota numero 33 alza il trofeo del vincitore (e per la prima volta ottiene una vittoria restando sempre al comando della corsa), l’altra metà della Red Bull non riesce più a sorridere come di consueto. Dopo la penalità subita in qualifica, Daniel Ricciardo non ha nemmeno concluso la sua corsa, tradito dall’improvviso cedimento del suo motore Renault (o “TAG Heuer” se preferite). L’australiano non riesce più a trovare continuità nei risultati, ed il suo futuro nel team anglo-austriaco sembra improvvisamente in discussione. Nelle due restante gare, in Brasile e ad Abu Dhabi, il sorridente Ricciardo dovrà dimostrare tutto il suo valore per guadagnarsi una conferma nel 2018, cosa già ottenuta da Verstappen.
5 – Il campione è lui: Lewis Hamilton
Sembrava tutto già scritto, e così è stato, nonostante un piccolo ritocco al copione. Pur giungendo 9° al traguardo, Lewis Hamilton è matematicamente campione del mondo di Formula 1. Dopo il trionfo della Mercedes nel campionato costruttori negli USA, il campionato mondiale 2017 emana così ufficialmente i suoi verdetti.
Partita chiusa, nonostante manchino ancora due gare prima della conclusione di questo pazzo mondiale. Hamilton vince meritatamente, strappando anche gli applausi ed i complimenti sportivi del suo diretto rivale Vettel, capace di aver dato vita ad un duello emozionante e ricco di colpi di scena.
Hamilton è così campione del mondo per la quarta volta in carriera, aggiungendo un corona d’alloro ai suoi tre titoli vinti in precedenza: 2008 (in McLaren), 2014 e 2015 (in Mercedes).
In un campionato in cui Hamilton ha distrutto diversi record storici, c’è da sottolineare un’altra statistica che ingigantisce le proporzioni di questo trionfo: il pilota della Mercedes è infatti diventato il pilota britannico più vincente in Formula 1. Nessuno dei suoi connazionali ha mai vinto 4 titoli del mondo.
Inoltre, Hamilton raggiunge nell’albo d’oro altri due grandissimi campioni di questo sport: Alain Prost e proprio Sebastian Vettel. Un dato che ci proietta nel 2018, con una condizione in più per poter assistere ad una nuova ed entusiasmante sfida tra Hamilton e Vettel. In palio c’è il 5° titolo per entrambi, ed il record personale di Juan Manuel Fangio.
Ma attenzione all’eventuale terzo incomodo: la Red Bull e Max Verstappen.
In seguito vi riproponiamo la lista di tutti i campioni del mondo della storia di questo sport:
POSIZIONE PILOTA NAZIONALITA' TITOLI VINTI CAMPIONATI 1° Michael Schumacher Germania 7 (1994, 1995, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004) 2° Juan Manuel Fangio Argentina 5 (1951, 1954, 1955, 1956, 1957) 3° Alain Prost Francia 4 (1985, 1986, 1989, 1993) - Sebastian Vettel Germania 4 (2010, 2011, 2012, 2013) - Lewis Hamilton Gran Bretagna 4 (2008, 2014, 2015, 2017) 6° Jack Brabham Australia 3 (1959, 1960, 1966) - Jackie Stewart Scozia 3 (1969, 1971, 1973) - Niki Lauda Austria 3 (1975, 1977, 1984) - Nelson Piquet Brasile 3 (1981, 1983, 1987) - Ayrton Senna Brasile 3 (1988, 1990, 1991) 11° Alberto Ascari Italia 2 (1952, 1953) - Jim Clark Gran Bretagna 2 (1963, 1965) - Graham Hill Gran Bretagna 2 (1962, 1968) - Emerson Fittipaldi Brasile 2 (1972, 1974) - Mika Hakkinen Finlandia 2 (1998, 1999) - Fernando Alonso Spagna 2 (2005, 2006) 17° Giuseppe Farina Italia 1 (1950) - Mike Hawthorn Gran Bretagna 1 (1958) - Phil Hill USA 1 (1961) - John Surtees Gran Bretagna 1 (1964) - Denny Hulme Nuova Zelanda 1 (1967) - Jochen Rindt Austria 1 (1970) - James Hunt Gran Bretagna 1 (1976) - Mario Andretti USA 1 (1978) - Jody Scheckter Sudafrica 1 (1979) - Alan Jones Australia 1 (1980) - Keke Rosberg Finlandia 1 (1982) - Nigel Mansell Gran Bretagna 1 (1992) - Damon Hill Gran Bretagna 1 (1996) - Jacques Villeneuve Canada 1 (1997) - Kimi Raikkonen Finlandia 1 (2007) - Jenson Button Gran Bretagna 1 (2009) - Nico Rosberg Germania 1 (2016)