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    Mercedes F1 | Hamilton vs Bottas: dove l’inglese ha fatto la differenza

    Gianluca D'AlessandroBy Gianluca D'Alessandro1 Novembre 2017Updated:4 Novembre 2017Nessun commento11 Mins Read
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    Großer Preis von China 2017, Freitag - Wolfgang Wilhelm
    A farla da padrone in questa stagione 2017 di Formula 1, oltre all’avvincente lotta per il titolo tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, sono stati alcuni confronti interni tra i piloti delle varie scuderie. Daniel Ricciardo contro Max Verstappen o Sergio Perez a confronto con Esteban Ocon: senza dubbio tra i più interessanti vi è anche stato il duello Mercedes, che ha visto il quattro volte campione del mondo Lewis Hamilton confrontarsi con Valtteri Bottas.

    Dopo l’addio a sorpresa di Nico Rosberg alla scuderia tedesca, conseguenza del titolo vinto poche settimane prima, la Mercedes si è trovata costretta a prendere una decisione su chi affiancare a Lewis Hamilton, puntano sul giovane talento filandese della Williams, Valtteri Bottas. Pilota già noto ai piani alti Mercedes, in quanto Toto Wolff era stato manager del filnadese negli anni precedenti, curante crescita e carriera. Un pilota veloce e costante, avvicinanto anche ad altri team, quali ad esempio la Ferrari, negli anni precedenti. Una scelta che si è rivelata positiva, visto che Bottas non solo è riuscito a contribuire attivamente alla conquista del titolo mondiale costruttori, ma nella prima parte del campionato era stato talmente compotitivo e consistente che avvicinare la parola “titolo mondiale” a Valtteri non era più utopia: era difficile, ma non impossibile.

    Andiamo ad analizzare l’andamento da parte dei due piloti della casa di Stoccarda, dividendo la stagione in due parti, con il Gran Premio del Belgio a fare da spartiacque nella lotta interna.

    Prima parte della stagione

    Ham vs Bot F1 2017
    Al suo debutto in Mercedes, Bottas non ha sicuramente sfigurato, destando buone impressioni già dai test invernali, con un’insanas quantità di chilometri accumulati sulle sue spalle per entrare in sintonia con la W08 il più velocemente possibile. Buone impressioni confermate anche nella prima parte della stagione, con un avvio di campionato davvero positivo.

    • Già a partire dalla prima gara in Australia, infatti, Valtteri era riuscito ad essere veloce e consistente, “minacciando” anche il secondo posto di Lewis Hamilton prima che un ordine di scuderia bloccò sul più bello il finlandese, lasciando intatte le posizioni;
    • In Cina abbiamo una situazione completamente opposta: se, da una parte, vi è un Hamilton che vola indisturbato alla vittoria (complice anche la sfortuna di Sebastian Vetttel con la Safety Car), dall’altra abbiamo un Bottas in grandissima difficoltà, alle prese con diversi errori che hanno condizionato la corsa. Come rivelato dallo stesso finlandese in un secondo momento, infatti, la gara della Cina fu la più dura di lui, soprattutto per via di quell’errore grossolano sotto Safety Car, il quale intaccò la sua fiducia in sé stesso;
    • In Bahrain vi fu una gara molto equilibrata, con un Lewis Hamilton in grado di surclassare il compagno di scuderia nonostante una penalità di secondi rimediata per aver ostacolato Daniel Ricciardo in pit lane. Anche da parte di Bottas la gara fu assolutamente positiva, quantomeno fino all’ordine di scuderia che ha messo fine alle speranze di riuscire ad ottenere un secondo posto fino a quel momento meritato, vista anche la bella pole position al sabato;
    • Si arriva in Russia, ultima tappa del primo tratto extra-europeo del mondiale. Si arriva con un Hamilton in grande forma e un Bottas che sta pian piano acquisendo sempre maggior concretezza a bordo della sua W08. Concretezza che lo porta alla prima vittoria della carriera, con una gara ben gestita, soprattutto nelle fasi finali nonostante gli attacchi di Vettel. Fu la prima botta d’arresto invece per Lewis Hamilton, quarto e distante dal podio;
    • La prima tappa europea fu la Spagna, con un Hamilton in grande spolvero, protagonista di una bella lotta con Vettel. Indubbiamente la VSC gli diede una grossa mano per riuscire a centrare la vittoria, ma il passo motrato per tutto il weekend fu ottimo. Più arretrato Bottas, fermato anche da diversi problemi alla Power Unit nel corso del fine settimana;
    • Monaco, la gara più glamour della stagione e probabilmente la più difficile per Lewis Hamilton. Un weekend disastroso per il campione inglese, addirittura fuori dalla Q2 e con difficoltà nel riuscire ad avere il giusto feeling con la sua W08. Dall’altra parte del box, il finlandese fu vicino alla prima fila, rimanendo a lungo in zona podio, fino a quando Daniel Ricciardo non riuscì a guadagnare la posizione con una buona strategia.
    • Il Circus si sposta in Canada per la prima tappa in continente americano. Un weekend dominato dal team tedesco, con i due alfieri che portano alla Mercedes un’importante doppietta per il titolo costruttori, complici anche i problemi in casa Ferrari;
    • Si ritorna in Europa, esattamente a Baku, Azerbaigian, per quella che probabilmente è stata la gara più pazza della stagione. Un venerdì nero per la Mercedes, lontana dai primi, sia sul giro singolo che sul passo gara. Difficoltà sovvertite con una notte di lavoro, che portano il team tedesco a conquistare la prima fila con un enorme vantaggio sui rivali. In gara Bottas finisce fuori alla seconda curva dopo un contatto con Kimi Raikkonen, mentre Hamilton è costretto ad una sosta in più dopo il problema al poggiatesta. Il finlandese riesce, però, a recuperare dal fondo, conquistando un brillante secondo posto proprio sul traguardo, mentre Hamilton rimane inbottigliato nel traffico e, soprattutto, alle spalle di Sebastian Vettel;
    • In Austria troviamo un Bottas davvero competitivo, capace di fare la pole e di vincere la gara, tenendo alle sue spalle uno scatenato Vettel negli ultimi giri. Più in difficoltà Hamilton, complice anche l’arretramento per la sostituzione del cambio, il quale però non sembrava avere il passo per puntare realmente al successo
    • Terra natale e trionfo per Lewis Hamilton in Inghilterra, in un weekend dominato dalle prime prove libere. Una prova di carattere, in cui non ha lasciato nulla agli avversari. Una situazione all’opposto ma simile a quanto accaduto in Austria, con Bottas costretto a partire da metà griglia per la sosituzione del cambio. Un buon secondo posto, anche se sarebbe stato difficile vederlo in lotta per la vittoria con un Hamilton così convinto durante quel fine settimana
    • Quello dell’Ungheria fu uno dei weekend più ad alta tensione in casa Mercedes. L’ordine di scuderia a favore di Hamilton ha dato una “mazzata” a livello mentale a Bottas, in un momento in cui obiettivamente non era necessario. Da quel momento il finlandese ha alzato il piede, complice anche le continue proroghe date ad Hamilton per attaccare le Ferrari, ma il passo per stare lì davanti c’era, come mostrato negli ultimi giri quando aveva aumentato il ritmo per evitare il ritorno di Max Verstappen.

    Cosa ci può quindi dire questa prima parte di stagione nella lotta Bottas – Hamilton? Indubbiamente il finlandese ha avuto il giusto approccio alla sua stagione da debuttante al team, dimostrandosi immediatamente competitivo, sopratutto in gara, a dispetto di fasi altalenanti: molto vicino, se non superiore, al compagno in molte situazioni, ma anche molto distante in altre. In qualifica, invece, spesso non si è dimostrato all’altezza del compagno di squadra, venendo spesso surclassato anche dalle Ferrari, nonostante alcuni ottime prestazioni, tra cui le due pole positions, e la qualità del mezzo a disposizione. Per quanto riguarda Hamilton, la prima parte di stagione è stata un po’ da “Dr. Jekyll and Mr. Hyde“: tanti alti ma anche grandi bassi. Il vero punto forte è stata soprattutto la costanza in qualifica, riuscendo a conquistare la prima fila nella maggior parte delle occasioni, cosa che non si può dire del compagno di team. Ad incidere nel confronto tra i due vi sono stati anche degli episodi, come i guasti tecnici – che hanno colpito in particolare Bottas – e quanto accaduto a Baku. Nel complesso potremmo dire che Lewis era un passettino avanti in una visione globale, ma con un Valtteri che non stava indubbiamente sfigurando.

    Seconda parte della stagione

    Ham vs Bot F1 2017_2nd
    La seconda parte di stagione si apre con grandi dubbi in casa Mercedes: il progetto W08 è all’altezza della Ferrari SF70H? Come gestire i due piloti dopo il caso Ungheria?

    • Domande a cui viene data una risposta già nel primo Gran Premio della seconda parte di stagione, quello del Belgio. La lotta si fa sempre più intesa tra Ferrari e Mercedes e il bel duello nelle fasi finali della corsa tra Hamilton e Vettel ne è la prova. Una bella sfida che si proroga sino all’ultimo giro sui decimi di secondo. Il Gran Premio del Belgio è anche l’inizio di un periodo di difficoltà per Valtteri Bottas, quinto sulle Ardenne e mai davvero convincente;
    • Si va in Italia, la Terra della Rossa, nella tana del lupo. Che ci sia pioggia o sole a dominare è sempre la Stella d’Argento, con un Lewis Hamilton capace di piazzare una bella pole sotto l’acqua brianzola. In gara per l’inglese è una passeggiata, mantenendo il comando dalla prima curva sino a fine corsa. Dall’altra parte del box, invece, continuano le difficoltà di Bottas, non incisivo in qualifica e non entusiasmante in gara. Vero, alla fine per lui ci sarà un secondo posto, ma probabilmente era da imputarsi più alla superiorità della W08 sulla pista italiana che ad una reale prova convincente del finlandese.
    • Superata l’ultima tappa europea, inizia il triticcio asiatico, con Singapore, Malesia e Giappone. Sotto le luci di Marina Bay la Mercedes non brilla, con entrambi Hamilton e Bottas fuori dai primi quattro. La prima curva in gara, però, regala emozioni e rimorsi, con le due Ferrari e Max Verstappen subito out per via di un incidente. A sfruttare la situazione è Lewis Hamilton, che conquista una vittoria fondamentale in ottica campionato. Finisce ancora una volta sul podio ma non convince Valtteri Bottas, terzo al termine di una prova opaca.
    • Per il finlandese prove opache anche in Malesia, Giappone (anche se a gravare vi è stata anche una penalità per la sostituzione del cambio) e USA, lontanissimo dal compagno di squadra, vincente in due occasioni e a podio nell’altra. Grande consistenza per Lewis, in stato di grazia anche per via degli episodi favorevoli, ma con la grande abilità di tenersi sempre fuori da guai e di sfruttare tutte le situazioni.
    • In Messico si decide il mondiale. Lewis Hamilton, nonostante una prova abbastanza opaca dopo l’incidente alla prima curva, riesce a conquistare il suo quarto titolo, mentre il compagno di squadra conquistava un buon secondo posto, anche se lontano dalla vittoria.

    Cosa ci racconta la seconda parte di stagione? Lewis Hamilton è sempre stato ad altissimi livelli, sfruttando sempre le situazioni favorevoli e il potenziale della vettura, anche quando non era al livello della Ferrari o della Red Bull. Dall’altra parte, invece, abbiamo avuto un Valtteri Bottas in grandissima difficoltà, non solo rispetto al compagno di team, ma anche in comparazione con le altre scuderie, finendo per essere spesso il più lento del gruppetto di testa. La domanda sorge quindi spontanea: nella seconda parte di stagione è stato Hamilton a fare la differenza oppure abbiamo visto un calo da parte di Bottas? Verosimilmente la seconda. L’inglese è rimasto sui livelli della prima parte di stagione, molto competitivo ed abbastanza costante, sfruttando gli epidosi favorevoli, mentre il finlandese è calato nettamente in termini di performance, con prestazioni molto altaleanti, tanto da preoccupare i vertici Mercedes per il suo scarso rendimento. Bottas ha tentato di spiegare il periodo con difficoltà a settare la vettura, difficile da credere vista l’ottima prima parte distagione, e uno stile di guida che non si adattava più alla vettura, anch’esso difficile da credere, visti i pochi cambiamenti apportati alla monoposto nella seconda parte di stagione, se non per un nuovo pacchetto in Malesia, quando ormai i problemi accusati da Bottas erano già evidenti: “Qualcosa nel mio stile di guida non si adatta bene alla monoposto. Ora gestire le gomme è diventato un po’ più difficile per me. Un sacco di cose sono relazionate alla temperatura delle gomme, al modo in cui generano grip e performance. In alcune piste devo lavorare su di me come pilota. Ho notato subito che io e Lewis abbiamo uno stile di guida un po’ diverso e in alcuni weekend di gara la monoposto è risultata più difficile da guidare. In queste circostanze è riuscito a fare meglio, mentre io ho fatto più fatica ad adattare il mio stile di guida a queste difficoltà”.

    Insomma, per Bottas ci sarà molto da lavorare per capire cosa non ha realmente funzionato nella seconda parte di mondiale, dopo una prima parte d’anno davvero positiva. Per Hamilton, invece, è stato un anno estremamente positivo, anche se ci sono stati alcuni momenti, soprattutto ad inizio anno, su cui l’inglese dovrà lavorare, perché nel 2018, con una Ferrari che dovrebbe essere ancora al top, una Red Bull sempre più vicina ed una McLaren grande incognita, servirà essere davvero perfetti per “domare” i propri avversari.

    2017 bottas F1 hamilton mercedes
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    Gianluca D'Alessandro | Giovane appassionato di tecnologia e di sport, in particolare di Formula 1. Cresciuto passando la domenica pomeriggio a guardare Schumi in TV a vincere i mondiali sulla Rossa! | Twitter: @Gianludale27

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