Gian Carlo Minardi, imprenditore italiano e fondatore del team Minardi nonché attuale consulente della ACI Sport e supervisore della Scuola Federale ACI Sport, ha lanciato su Twitter un messaggio importante al mondo della Formula 1: “La F1 è davanti ad una svolta ma la Ferrari minaccia il ritiro”.
Hanno subito colpito e preoccupato queste parole, soprattutto perché scritte da un esperto del settore, e Minardi si spiega meglio in un’intervista trascritta sul sito minardi.it attraverso la quale esprime i suoi pensieri riguardanti la “Formula 1 del futuro”: “Un plauso a Liberty Media ma non è facile trovare il mix giusto”. Minardi rende immediatamente esplicita la sua stima nei confronti della nuova gestione della Formula 1, che sta evidentemente portando qualcosa di diverso e di positivo al Circus, ma suggerisce che non sia possibile portare un pacchetto completo con tutto ciò che serve e un equilibrio ideale.
Minardi racconta che “Liberty Media sta dando un’impronta molto americana a questa nuova era della Formula 1, puntando con decisione sull’aspetto coreografico come abbiamo visto proprio ad Austin. Anche se si tratta di cambiamenti non determinanti per migliorarne lo spettacolo in pista, hanno portato una ventata di freschezza sul fronte della cronaca nel pre-griglia”. Non è di certo passato inosservato lo show portato da Liberty Media a ogni Gran Premio con i vari eventi e le varie iniziative che hanno l’obiettivo primario di avvicinare i piloti e la Formula 1 al pubblico. È sicuramente apprezzabile e aggiunge un sapore diverso a questo mondo, che sembra tutto d’un tratto più spettacolare ma anche più vissuto dagli appassionati. Ad esempio, molto gradita è l’iniziativa di portare vetture e piloti al di fuori del paddock durante il weekend di gara, conquistando i centri storici delle capitali. Questo è successo a Londra e a Milano in occasione del Gran Premio di Monza, quando alcuni piloti hanno sfilato in una parata meravigliosa con le storiche macchine della mille miglia nel contesto imponente e suggestivo del Castello Sforzesco. Tuttavia, questo show non è lo spettacolo in pista, composto da bagarre, sorpassi al cardiopalma, lotte ruota a ruota e sul filo dei millesimi fino all’ultimo giro, che serve a far ritrovare una dimensione sportiva più autentica ed emozionante alla Formula 1. È proprio questo il primo punto di Minardi, che riconosce e dà valore agli sforzi di Liberty Media nel rendere più scenografico un Gran Premio di Formula 1, ma rende chiaro che questo non faccia nulla per ravvivare il gran premio sul lato agonistico.
Liberty Media ha recentemente proposto di introdurre una griglia di partenza composta da una prima fila con tre vetture in modo tale da aumentare le possibilità di bagarre nella prima fase della corsa. Per quanto riguarda i regolamenti tecnici invece, fattore fondamentale dello spettacolo in pista, dal prossimo anno ciascun pilota avrà a disposizione un numero massimo di tre power-unit per l’intera stagione, diminuendo rispetto alle quattro unità di quest’anno.
L’obiettivo dichiarato è quello di contenere i costi, ma è qui che Minardi esprime il suo scetticismo e da qui deriva il suo tweet: “Se da una parte si tratta di uno step importante per trasportare questa tecnologia sulle vetture di serie, dall’altro certamente non porterà ad una diminuzione dei costi, anzi comporterà una ricerca esasperata nello sviluppo delle varie componenti che dovranno durare sette gran premi col risultato di un innalzamento vertiginoso dei costi. Se già oggi abbiamo dei costruttori in difficoltà a concludere il chilometraggio richiesto non oso pensare cosa potrà succedere il prossimo anno”. Minardi non solo mostra quanto questo non sia affatto un regolamento utile a contenere i costi, ma in seguito attacca il sistema di penalità per la sostituzione dell’unità motrice o delle sue componenti principali, trovandolo “assurdo che sia il pilota a pagare per un problema tecnico con delle penalità incredibili che destabilizzano lo spettatore stesso”.
Minardi critica anche l’idea di Liberty Media di aumentare il numero di gran premi a 25, che giudica un numero “esorbitante nonché un impegno notevole sia per gli addetti ai lavori che per lo spettatore”. Inoltre, Minardi individua un punto dolente nel fatto che il gruppo di lavoro intorno a Charlie Whiting cambi a ogni gran premio, portando a “episodi spiacevoli che possono anche sfalsare il risultato di una gara” e provocare reazioni di disapprovazione da parte del pubblico. Infine, Minardi nomina i track-limit di cui tanto si parla e si discute, spiegando che “si potrebbero posizionare dei dissuasori per evitare che il pilota superi il track-limit […] Le penalty post-gara danneggiano l’immagine dello sport e disorientano lo spettatore”. Quindi, questo approccio di Liberty Media rischia di alienare lo spettatore, allontanandolo, diversamente dall’obiettivo di avvicinarlo e farlo appassionare a uno spettacolo nuovo, e di alienare anche i team.
La Ferrari, come altri costruttori importanti quali Mercedes, Renault e McLaren, ha l’interesse di sviluppare la tecnologia delle F1 moderne per poterla trasportare sulle vetture stradali ma senza questa possibilità e in aggiunta con un aumento dei costi gli incentivi per rimanere in Formula 1 diminuiscono. Come ha dichiarato il Presidente Sergio Marchionne al Mugello in occasione delle Finali Mondiali Ferrari in merito alla permanenza della scuderia nel mondiale di F1: “Il Mondiale non può essere solo uno show poiché la Ferrari è uno Costruttore importante, così come Mercedes, Renault e McLaren, e come tali hanno degli interessi legati allo sviluppo della tecnologia da trasportare sulle vetture stradali”. D’altra parte però, lo stesso Marchionne dice che “la Formula 1 non può fare a meno della Ferrari, ma è altrettanto vero che la Ferrari non può fare a meno della Formula 1”.
Queste parole faranno certamente discutere ma dovranno far meditare la nuova proprietà, così come la frecciatina di Minardi. Va bene rendere più scenografico e spettacolare il Circus della F1, avvicinandolo alle persone, ma la Formula 1 rimane la massima espressione dell’automobilismo e gli spettatori così come i team vogliono “al centro del palcoscenico” corse autentiche, di alto livello agonistico e tecnico.
Non è uno spettacolo a teatro, ma una competizione tra i migliori piloti e le migliori case costruttrici di macchine da corsa del mondo. Senza i team, senza la Ferrari, si perde tutto… e cala il sipario.
Scritto da: Mattia Livraghi
