
In Brasile la Ferrari è tornata a vincere dopo un lungo digiuno che durava da prima della pausa estiva, addirittura dal GP di Budapest. Negli appuntamenti che hanno seguito il weekend trionfale ungherese, la competitività della Rossa è stata più volte messa in discussione a causa della carenza di risultati ottenuti in pista, ma la dimostrazione messa in atto a Interlagos deve servire per meglio analizzare lo sviluppo della SF70-H lungo l’arco dell’intero Campionato.
Nelle passate stagioni il problema principale della Ferrari è stato quello di non riuscire a sviluppare la propria vettura con la stessa efficacia degli avversari, Mercedes e Red Bull su tutte, evidenziando un gap a volte disarmante soprattutto durante gli ultimi appuntamenti della stagione. Quest’anno invece non è stato così, perché, fatta eccezione per il Gran Premio di Silverstone e di Monza, la Ferrari ha sempre messo in pista una monoposto potenzialmente vincente e al passo con gli aggiornamenti portati dai team rivali; segno che l’approccio sugli sviluppi di ogni componente ha portato i risultati sperati.
Addirittura, l’evoluzione del pavimento a forma di scimitarra portata in Cina è stata a lungo oggetto di discussioni nel paddock, tant’è che alla fine la FIA ha dovuto rendere illegale lo sviluppo del particolare del fondo della SF70-H per via dei limiti di flessibilità imposti dal regolamento. Per la Ferrari si è trattato di un brutto colpo da incassare, ma allo stesso tempo è stato la dimostrazione di quanto la squadra di Maranello quest’anno abbia messo in scena una corsa esasperata alla ricerca dell’ottimizzazione di ogni componente, a volte andando anche a rasentare i limiti delle regole tecniche. Questo è l’atteggiamento giusto se si vuole tornare a vincere.
In Brasile Sebastian Vettel si è preso la leadership della corsa alla prima curva e non ha mai concesso all’avversario Valtteri Bottas il lusso di entrare nella temibile zona DRS. A fine gara Lewis Hamilton ha lanciato una frecciatina al compagno di squadra, domandandosi perché il finlandese non fosse riuscito a vincere il Gran Premio. La risposta di Bottas non si è fatta attendere, e Valtteri ha poi ammesso di non aver mai avuto il passo necessario a tentare un attacco al ferrarista se non durante l’undercut, dimostrazione del fatto che a Interlagos Vettel è stato il pilota più efficace sulla vettura più forte. Menzione d’onore anche per i meccanici di Maranello, perché se non fosse stato per lo strepitoso pit-stop di Vettel, (2.1 secondi contro i 2.7 di Bottas) il ferrarista avrebbe con tutta probabilità perso la prima posizione a causa dell’undercut della Mercedes.
É probabilmente fuori luogo, invece, una comparazione tra la performance di Vettel e quella di Hamilton.
I due infatti hanno semplicemente corso una gara diversa. Il neocampione del mondo ha avuto a disposizione una Mercedes stellare, esaltata dalle agevolazioni sul parco chiuso riservate a chi parte dalla pit-lane senza tempo cronometrato in qualifica. Cambi di set-up e componenti nuove in vista della gara, unite a una strategia più libera e agevolata dagli incidenti del primo giro che hanno visto ben 5 piloti eliminarsi dai giochi già dopo poche tornate. Il motore fresco della W08, inoltre, e la sola gara rimanente alla fine del Campionato, hanno così permesso al britannico di poter usufruire del cosiddetto “bottone magico” per più tempo rispetto al normale, mettendo Hamilton nella posizione di sorpassare praticamente chiunque senza difficoltà sul rettilineo principale. Vettel, invece, ha dovuto gestire la corsa salvaguardando la Power Unit, cosa che tra l’altro hanno fatto tutti gli altri big in pista, Bottas compreso.
La rimonta stellare di Hamilton è stata dunque forse un tantino sopravvalutata. Senza nulla togliere all’impresa dell’inglesino, (rimontare non è mai facile, nemmeno se guidi una Ferrari o una Mercedes) Kimi Raikkonen a fine gara ha poi ammesso di non essersi mai preoccupato per l’arrivo della Freccia d’Argento nella fase finale della corsa. A detta del ferrarista, infatti, è bastato aumentare leggermente il passo nel finale per tenere a bada Hamilton senza troppi problemi nonostante la mescola di svantaggio.
In conclusione, sicuramente se Lewis Hamilton fosse partito dalle prime quattro posizioni avremmo visto una gara diversa, ma è difficile allo stesso tempo ipotizzare un dominio dell’inglese in condizioni normali, perché la prestazione della Ferrari vista in Brasile è andata sicuramente oltre alle aspettative dei “speriamo che la Mercedes sia vicina”. L’impressione finale, dunque, è che le Rosse e le Frecce d’Argento probabilmente si sarebbero equivalse lo stesso, vista la competitività messa in pista da entrambe le squadre.
Brazil Grand Prix – Video message from Seb after the win
[youtube height=”439″ width=”780″]https://www.youtube.com/watch?v=f63D6aMJ8w8[/youtube]