
L’argomento che più di tutti sta tenendo banco e sta alimentando le discussioni tra gli addetti ai lavori in questo finale di 2017 è senz’altro legato alle nuove norme sui motori 2021, presentate nel mese di ottobre ai team dalla FIA e da Liberty Media. Le nuove norme sui motori sono parte di uno schema più ampio che la nuova gestione americana della Formula 1 sta seguendo per modificare alcuni aspetti di questo sport, dalla semplificazione dei regolamenti tecnici sino all’introduzione del tanto discusso budget cap.
Dopo le risposte non entusiaste dei Costruttori attualmente impegnati in Formula 1 – con la Ferrari che per voce del Presidente Sergio Marchionne è arrivata addirittura a paventare l’ipotesi del ritiro dalla massima categoria – è arrivato l’intervento di Ross Brawn, nuovo Direttore Sportivo della Formula 1, a spiegare le ragioni dietro un cambio di regolamento che lui definisce “inevitabile e necessario”.
L’ex ingegnere tra le altre di Ferrari e Mercedes ha iniziato criticando le attuali power-unit che equipaggiano i team di Formula 1: “I motori attuali sono un incredibile pezzo di ingegneria ma non sono dei grandi motori da corsa. Sono molto costosi, non fanno rumore, hanno una componentistica che obbliga spesso i team a subire delle penalità in griglia, ci sono molte differenze nelle prestazioni tra i vari costruttori e non vedremo mai altri produttori entrare nello sport e costruire i propri motori”. Ross Brawn si è comunque dichiarato aperto a discutere delle nuove proposte con i costruttori attualmente impegnati in Formula 1 – Mercedes, Ferrari, Renault e Honda: “Finché i principi dei nuovi motori saranno rispettati, siamo aperti a discutere con i team altre potenziali soluzioni per i futuri motori”.
Nel costruire i regolamenti tecnico-sportivi del futuro, Ross Brawn insieme alla FIA e ai team si è posto uno serie di obiettivi cardine per i nuovi motori che verranno introdotti a partire dal 2021, tra cui:
– un minor costo di sviluppo e produzione
– una maggiore semplicità nel prodotto finale
– devono poter essere tecnologie ibride applicabili sulla strada
– devono essere più rumorosi
– devono avere delle parti standardizzate
– devono essere utilizzate dai piloti al proprio potenziale massimo per tutta la durata della corsa.
Tra le altre note salienti delle motorizzazioni proposte dalla FIA e da Liberty Media ricordiamo l’abolizione dell’MGU-H, l’introduzione di alcune parti standardizzate, e il rendere la parte ibrida controllabile dal pilota, in maniera simile a quanto accadeva con il KERS.
Uno degli aspetti maggiormente criticati dai Costruttori, in particolare modo da Mercedes e Renault, riguarda il fatto che i motori sono un nuovo prodotto e pertanto richiederanno significativi costi di sviluppo. D’altro canto, la Ferrari si è dichiarata apertamente contraria alla standardizzazione, affermando che le nuove norme andrebbero contro l’unicità dei singoli power-train, di fatto un valore assoluto per la Casa di Maranello.
L’attuale Direttore Sportivo della Formula 1 ha ammesso di non potersi aspettare un simile responso da parte dei team, partendo dal fatto che le norme sui motori, prima di essere ufficialmente divulgate, erano state oggetto di precedenti riunioni con i Costruttori. Il tutto senza però negare che le cose sarebbero potute essere presentate in maniera diversa.
Riguardo alla recente minaccia di un addio alla Formula 1 da parte della Ferrari, Ross Brawn si è detto d’accordo nel preservare l’identità propria dei motori delle varie Case, pur affermando di non credere al fatto che questo confine sia stato oltrepassato con le nuove norme proposte da FIA e Liberty Media. Sul fattore costi di sviluppo – aspetto criticato da Mercedes e Renault – Brawn dichiara che, “la parte economica e tutti i costi a cui andranno incontro i Costruttori saranno giustificati”.
L’aspetto motoristico è soltanto uno dei numerosi fronti sul quale sta lavorando Liberty Media per restituire nuova linfa alla Formula 1. Una direzione sulla quale la nuova gestione sta investendo molto riguarda la promozione dello sport, specialmente tra un target di pubblico di giovani. Proprio per gli ingenti investimenti che sono in corso per l’aspetto promozionale, i Team si sono detti preoccupati per il diminuire dei premi in denaro. Al momento non è ancora stato presentato un piano dettagliato per il futuro dello sport, e i team sono rimasti poco convinti da alcuni piccoli cambiamenti che sono stati fatti o proposti dal Direttore Commerciale Sean Bratches.
C’è inoltre poca chiarezza circa gli importi dei premi in denaro che i team si possono aspettare per i gli anni a venire. Proprio sull’ambito dei pagamenti i team stanno manifestando la loro preoccupazione, in quanto ci si aspetta che questi diminuiranno nella prossima stagione. Proprio su questo argomento, Ross Brawn è intervenuto giustificando questi piccoli sacrifici con un maggiore sviluppo della Formula 1 da un punto di vista commerciale, molto spesso rivendicato dalle parti in causa: Per molti anni, le persone sono state critiche sulla mancanza di sviluppo della Formula 1 sul lato commerciale – social media, i fans e molte altre cose. Ora che lo stiamo facendo, tutto questo avrà un prezzo. Ma ci sarà un impatto e questi investimenti pagheranno nei prossimi anni. Nonostante ciò siamo consci del fatto che dobbiamo informare i team sui numeri che dovranno aspettarsi”.
Le discussioni sul futuro della Formula 1 sono appena incominciate, e l’aspetto motoristico che concerne le nuove power-unit è soltanto uno dei molti fronti sul quale la gestione americana sta operando. L’obiettivo da questo punto di vista è anche quello rendere la massima serie appetibile per nuovi Costruttori di motori. Intervenuto a tal proposito, Ross Brawn ha dichiarato che, al momento, “entrare in Formula 1 non è una soluzione praticabile, mentre in futuro grazie anche agli sponsor questo sarà possibile”.