
Subito dopo l’atto conclusivo del mondiale di Formula 1 ad Abu Dhabi, lo stesso circus era rimasto negli Emirati per svolgere i test post-stagionali. Proprio nel corso di queste prove, Robert Kubica ha svolto diversi giri a bordo della Williams e, come al solito, i riscontri sono stati molto positivi.
Il polacco, nonostante il serio infortunio occorso al braccio in un terribile incidente nel Rally di Andona 2011, sembrerebbe pienamente in grado di gestire la potenza di una monoposto di Formula 1, guidando senza sbavature. Le ottime impressioni avevano convinto i vertici del team inglese ad emanare un comunicato ufficiale questa settimana, attraverso il quale si sarebbe capito definitivamente il futuro di Kubica per il 2018.
L’ottimismo iniziale però, man mano che trascorrono i giorni, sembra affievolirsi di fronte ad un preoccupante silenzio del team di Grove, che ancora non ha emesso la propria “sentenza” nei confronti di Kubica.
Perché tutto questo silenzio? Quando dovrebbe arrivare la tanto attesa notizia? Ci saranno belle o cattive novità ?
In effetti, l’entusiasmo iniziale ci aveva spinto a sperare che l’ex pilota di F1 potesse davvero rientrare nella massima serie, a tal punto che la conferma della Williams sembrava quasi una formalità . In realtà , il futuro del campione polacco non è ancora scritto, ed anzi rischia di svoltare su una strada non calcolata da chi, come molti, lo vorrebbero di nuovo nel grande circus: quella del rifiuto di Sir Frank.
A sentire Paddy Lowe, che ha confermato che “non ci sono dubbi sulla tenuta fisica di Robert, e sulla sua capacità di guidare una monoposto di F1”, ci sarebbe davvero da sperare. Anche il diretto interessato ha dichiarato, in un’intervista alla BBC, di sentirsi pronto e pienamente in forma.
“Sei mesi fa mi sono detto a me stesso di provare -ha spiegato il pilota ai microfoni dell’emittente britannica- e se fosse andato tutto per il verso giusto avrei avuto l’occasione di andare avanti. Le cose fortunatamente sono andate bene, la situazione si è sviluppata e tutti conoscono il mio stato di forma. La decisione però non spetta a me. Posso solo dire di non essere mai stato così al 100%, nemmeno quando correvo prima dell’incidente. Io continuo a sperare, e anche se ho qualche problema fisico posso assicurare di non esser mai stato così in forma. Ripeto, molti segnali mi danno fiducia, ma non sono io a decidere il mio futuro“.
Dalle parole di Kubica emergono sentimenti positivi di fiducia e speranza, in netto contrasto con una tacita preoccupazione di non esser presente sulla griglia di partenza dell’anno prossimo. I motivi per essere pensieroso ci sono, e non sono banalità . Robert, oltre a soffrire di un braccio malconcio (conseguenza di quel drammatico incidente che quasi gli costò la vita), continua ad attendere notizie dal team che gli ha concesso i test. La stessa squadra che ha creduto ciecamente nelle sue potenzialità , a tal punto da far credere a molti che un suo rientro non sarebbe stato fantascientifico, ora sembra non essere più così “lanciata”. Che cosa sta mettendo dubbi negli uomini della Williams?
Forse il fatto che anche il russo Sergej Siroktin ha impressionato nei test? Potrebbe forse essere lui l’uomo più veloce per il team?
O forse perché Kubica, con le sue difficoltà all’arto superiore, non sarebbe in grado di uscire dall’abitacolo in tempi rapidi?
Questioni di sponsor?
Tutte domande alle quali non possiamo dare risposte, e che solo la Williams sarà in grado di poterlo fare. Il loro silenzio, comunque, preoccupa. E non poco.
I motivi per far stare in ansia Kubica, oltre a quelli appena citati, sono legati anche al recente passato del pilota polacco.
Nel corso di quest’estate infatti, Robert completò diversi test in Ungheria al volante della Renault, ed anche in quel caso i tempi registrati furono davvero molto positivi. Anche in quella circostanza, con Jolyon Palmer sempre più in discussione, furono molteplici le voci e le speranze concrete che spinsero Kubica a tornare in pista, prendendo proprio il posto dell’inglese.
Quando tutto sembrava ormai già scritto, ecco la delusione: le trattative si bloccarono, messe in discussione dalle condizioni fisiche che non lasciavano tranquillo il team. Niente più Renault, niente più F1. Tutto svanito.
Ma se c’è una cosa che abbiamo imparato di Kubica in questi anni, è la sua straordinaria capacità di non arrendersi mai. Sapendo di poter ancora dire la sua in questa categoria, il nome del polacco si avvicinò sempre più alla Williams, alla ricerca di un sostituto dopo il ritiro di Felipe Massa a fine stagione.
Anche in questo caso, così com’era capitato in Renault, Kubica va forte, molto forte. I problemi fisici non sembrano essere uno scoglio, e le percentuali di un ritorno aumentano a dismisura.
Ma oggi, in una settimana in cui dovrebbe decidersi tutto, la Williams ancora tace. Il pilota c’è, il talento e l’entusiasmo pure.
Gli sforzi e la determinazione di questo ragazzo, a cui tutti noi vogliamo un bene sincero ed incondizionato, meritano un lieto fine.
La storia di Robert merita un premio, e l’augurio più forte è che ciò possa accadere nelle prossime ore o giorni.
Per tutto quello che ha saputo dimostrare al mondo ed agli addetti ai lavori, un talento come Kubica non può più essere sprecato.
Ne ha bisogno lui, ne ha bisogno la F1, ne hanno bisogno i tifosi ed i semplici appassionati, e perché no, ne ha bisogno anche la stessa Williams.