
Natale è passato, capodanno sta per arrivare. In questo periodo di festività natalizie, con gli spumanti ed i fuochi d’artificio pronti per salutare l’anno nuovo, è anche vero che per l’appassionato di Formula 1 questo è uno dei momenti più complicati dell’anno: niente gare, niente test, niente presentazioni, nessuna indiscrezione particolare.
Insomma, per far riattivare in tutti noi quella voglia di rivivere la F1, il modo migliore (una volta tanto) è quello di guardare indietro nel passato. Con un campionato terminato non molto tempo fa, su CircusF1 avremo il piacere di riavvolgere il nastro di questo 2017, tra le tante novità alle quali abbiamo assistito ed ai numerosi colpi di scena, in pista e fuori.
Per rivivere un’intera stagione però, bisogna innanzitutto cominciare dalle premesse. In questo articolo ripercorreremo tutto quello che si è svolto durante il pre-campionato, andando a riscoprire il valzer del mercato piloti, le presentazioni delle monoposto e tutte le vicende accadute fuori dal contesto delle gare. Seguirà poi una seconda parte, più “corsaiola”, attraverso la quale rispolverare i gran premi ed i momenti più esaltanti di questa stagione, dalla partenza a Melbourne fino al capolinea, con fermata Abu Dhabi. In mezzo, un viaggio colmo di vittorie, sorpassi, polemiche feroci e delusioni cocenti. Ma prima, come sempre, riordiniamo la memoria, tornando ai primi mesi di questo 2017 mozzafiato.
Da Ecclestone a Liberty Media: la fine di un’era, l’inizio di una nuova sfida
Il campionato 2017 passerà alla storia come una delle stagioni che ha segnato un punto di rottura con il passato, facendo da apripista ad una nuova avventura. E questo non riguarda solo il regolamento tecnico o sportivo, ma anche e soprattutto il punto di vista amministrativo e societario.
Dopo una lunga storia, che persisteva dal termine degli anni ’70, il lungo e glorioso impero di Bernie Ecclestone cessa di esistere all’alba del 2017. Infatti, in seguito ad una trattativa complicata ed apparentemente eterna, il comando della F1 passa dalle mani di Ecclestone alla cordata americana di Liberty Media, capitanata da Chase Carey (già vicepresidente del colosso mediatico 21st Century Fox). Il nuovo presidente ed amministratore delegato della F1 diventa quindi un ricco e baffuto signore statunitense, carico di idee e strategie per il rilancio commerciale e comunicativo della Formula 1. Ad Ecclestone non rimane altro che la nomina a presidente onorario. Carey, inoltre, diventa uno dei protagonisti principali della neonata “triade” della F1, composta da lui, Sean Bratches (a capo della struttura commerciale) e Ross Brawn (Motorsport Managing Director).
Il 2017, di fatto, segna il primo campionato di F1 non più amministrato e diretto da Ecclestone.
Il nuovo regolamento tecnico esalta i tifosi
Per la prima volta dal 2009, il regolamento tecnico della F1 viene rivisto e stravolto sotto vari punti di vista. Con l’avvento del 2017, si dà ufficialmente l’addio ad una concezione aerodinamica accogliendo l’era delle monoposto larghe. Le nuove vetture infatti, ora dispongono di alettoni anteriori e posteriori decisamente più larghi, così come i pneumatici. Tutte queste soluzioni garantiscono un drastico aumento della velocità e dell’aderenza, tanto che il 2017 segna uno degli anni più gloriosi dal punto di vista evolutivo dell’aerodinamica e della tecnica. Grazie a queste introduzioni, i tempi sul giro di abbassano a livelli vertiginosi rispetto alle precedenti stagioni, e numerosi record sul giro vengono infranti uno dopo l’altro. Le prestazioni, di fatto, aumentano un modo esponenziale rispetto al 2016, con performance vicine a quelle dei più potenti motori mai introdotti nell’intera storia della F1.
La Manor non ce la fa. Il team fallisce
In questo clima di assolute novità , non mancano però le notizie sgradevoli. Il team Manor, già martoriato da una profonda e duratura crisi finanziaria, non riesce a garantire la propria partecipazione al campionato 2017. La FIA e Liberty Media tentanto in tutti i modi di risollevare le percentuali di ripresa della squadra, la quale non riuscirà comunque a riprogettare l’iscrizione alla stagione che verrà . Con questa batosta, scompare l’ennesimo team dal circus della F1, facendo scendere il numero di team partecipanti a dieci e svincolando così i piloti che, fino a quel momento, occupavano un sedile in F1.
Il mercato piloti
Per comprendere meglio i movimenti del mercato piloti 2017, bisogna fare un ulteriore passo indietro, tornando agli ultimi mesi del 2016. Dopo aver conquistato il titolo mondiale ad Abu Dhabi, a distanza di pochi giorni da quel trionfo Nico Rosberg è protagonista di un annuncio straordinario, nel quale comunica al mondo di volersi ritirare dalla F1. Il campione del mondo in carica, ancora in giovane età , esce così di scena, liberando un sedile sulla vettura più ambita dell’intero paddock: la Mercedes.
I nomi sul possibile sostituto di Rosberg iniziano a circolare a ritmi incontrollati: dal giovane Wehrlein (pilota di casa Mercedes) fino al più suggestivo Fernando Alonso, in rotta con la deludente McLaren. Il nome dello spagnolo è uno dei più quotati, ed il suo approdo è ben gradito dall’opinione pubblica, che tanto vorrebbe rivedere il campione di Oviedo tornare a lottare su livelli a lui competenti.
Il passato dello spagnolo però, non gli è da aiuto. Alla Mercedes troverebbe infatti Lewis Hamilton come compagno di squadra, consci che tra i due non corre buon sangue. I due erano già stati compagni di squadra in McLaren nel 2007, protagonisti di scontri fratricidi che avevano alimentato una rivalità aspra e sgarbata.
Alla fine la Mercedes, offrendo in aggiunta uno sconto economico sulla fornitura di motori, contatta la Williams. La trattativa si conclude con l’ingaggio del finlandese Valtteri Bottas, al quale viene però proposto un contratto di metà stagione: se i risultati saranno soddisfacenti, il suo rapporto con la casa tedesca proseguirà , altrimenti sarà la fine di un sogno. La storia, più avanti, darà ragione a Bottas.
In questi movimenti di mercato però, chi resta più nei guai è proprio la Williams. Infatti, con la partenza di Bottas, il team inglese deve trovare una figura esperta da poter affiancare al debuttante canadese Lance Stroll, ingaggiato al posto del ritirato Felipe Massa. La Williams, non trovando nessun candidato interessante, decide di far pressing proprio su Massa, convincendolo a rientrare in F1 poco tempo dopo aver annunciato il ritiro. Il brasiliano così accetta, ma la sua decisione viene accolta da critiche.
Mentre gli altri top team confermano i loro piloti, altre squadre accolgono e salutano altri uomini. La Force India, ad esempio, lascia partire il tedesco Nico Hulkenberg, il quale sposa la causa della Renault. La casa francese, a sua volta, lascia partire il danese Magnussen, destinazione Haas. In sostituzione di Hulkenberg, la Force India chiama così in squadra l’ex Manor Esteban Ocon, giovane francese di grandi prospettive.
Si muove anche la Sauber, la quale non rinnova il contratto a Felipe Nasr per accogliere il tedesco Pascal Wehrlein. Ma sarà proprio quest’ultimo, suo malgrado, il protagonista del primo colpo di scena della stagione.
In seguito ad un incidente rimediato alla gara dimostrativa della “Race of Champions”, Wehrlein rimedia un infortunio alla schiena, talmente fastidioso da non consentirgli di guidare a suo agio in una vettura di F1.
Poco prima dell’apertura del sipario del campionato 2017, in Australia, i medici non ritengono idoneo il tedesco, il quale viene sostituito dall’italiano Antonio Giovinazzi. Sei anni dopo l’ultima apparizione di un nostro pilota in F1, Giovinazzi riporta così il tricolore nella massima serie, facendolo in Australia ed in Cina.
Le presentazioni
Ancor prima dei test invernali, il mese di febbraio rinnova il suo tradizionale appuntamento con le presentazioni delle monoposto. Il primo team a pubblicare la sua “creatura” è la Williams, che celebra così il suo 40° anniversario con il lancio della sua vettura FW40 il 17 febbraio 2017.
La Mercedes, campione del mondo in carica, presenta invece la sua W08 il 23 febbraio, mentre il giorno dopo è la Ferrari a far scendere in pista a Fiorano la SF70H, nome scelto dal pubblico sui social in onore del 70° anno della casa di Maranello.
Le ultime a presentare le proprie aute sono invece Haas, Toro Rosso e Red Bull, tutte il 26 febbraio.