
Al termine del Gran Premio di Gran Bretagna, la classifica parlo chiaro: in testa al mondiale c’è Sebastian Vettel, seguito da Lewis Hamilton ad un solo punto di distacco. I veri protagonisti del mondiale sono questi due piloti, che non si sono certo scambiati colpi proibiti a Baku dopo un periodo in cui la loro rivalità in pista era condita da una sincera stima reciproca.
Se la prima parte di campionato è stata entusiasmate è spettacolare, la seconda non è da meno. In quest’ultimo caso però, la Ferrari sarà vittima di una sana dose di sfortuna sportiva proprio nei momenti cruciali per l’assegnazione del titolo. Dal canto suo, Hamilton saprà sfruttare brillantemente ogni passo falso della casa di Maranello e dei suoi piloti.
30 luglio 2017 – Gran Premio d’Ungheria
Ma prima ancora di arrivare a quei momenti, il nostro racconto di questo pazzo 2017 riparte dall’undicesima tappa del mondiale, sul tortuoso tracciato dell’Hungaroring. Su una pista in cui i sorpassi sono difficilissimi da compiere, la Ferrari può contare sul fattore positivo che deriva dal passato. In Ungheria infatti, le vetture di Maranello hanno quasi sempre fatto bene.
L’edizione del 2017 sarà il caso che conferma la regola. In qualifica Vettel conquista la pole position, mentre la Mercedes (dopo la brillante doppietta di Silverstone) fatica a sostenere il ritmo della Ferrari.
In gara si verifica la stessa condizione, con Vettel che prende subito il comando della corsa restandoci fino alla bandiera a scacchi, nonostante un fastidioso problema allo sterzo. In questo contesto è superlativo Raikkonen, il quale, nonostante sia più veloce del compagno, difende la leadership di Vettel dagli attacchi delle due Mercedes.
Il finlandese porta così a compimento una delle sue gare più belle ed intelligenti, completando così un’altra doppietta Ferrari. Al 3° posto chiude Bottas, favorito anche dalla mossa di Hamilton, che cede il podio per lasciar passare il proprio compagno di team.
In gara c’è inoltre da sottolineare la polemica in casa Red Bull: alla partenza Verstappen colpisce in pieno Ricciardo, con l’australiano che non gradisce affatto la mossa del compagno-rivale. Solo per questo gran premio, la Williams richiama in Formula 1 Paul Di Resta, il quale sostituisce Massa, tradito da una condizione fisica non all’altezza.
Il vero colpo di scena lo realizza però Fernando Alonso, che con la sua McLaren-Honda decisamente in difficoltà, sigla comunque il giro più veloce della corsa.
Da questo momento l’intero circus della Formula 1 va in ferie per la pausa estiva. Soltanto alcuni piloti restano in Ungheria per lo svolgimento dei test Pirelli, e tra questi anche il polacco Robert Kubica. L’ex pilota di F1, a bordo di una Renault, tenta di farsi notare dalla casa francese in vista di un possibile appiedamento di Jolyon Palmer, elemento non più gradito. Alla fine le prestazioni di Kubica sono soddisfacenti, ma non abbastanza da convincere la Renault. Il sogno di rivedere il polacco in F1, almeno per il momento, sfuma proprio sul più bello.
27 agosto 2017 – Gran Premio del Belgio
A Spa-Francorchamps, sullo stesso circuito che ha reso mitico il grande Michael Schumacher, Lewis Hamilton entra definitivamente nella storia di questo sport. L’inglese, che proprio in Belgio festeggia il 200° gp in F1, conquista infatti la 68° pole position, eguagliando il record assoluto che apparteneva proprio al “Kaiser”.
L’emozione è enorme, ma lo spettacolo deve proseguire. C’è anche tempo, come da trazione, per assistere ai primi rinnovi di contratto. La Ferrari, senza esitazioni, prolunga sia con Raikkonen (fino al 2018) che con Vettel (fino al 2020), ed anche la McLaren fa lo stesso con l’idolo di casa Vandoorne.
In gara Hamilton risulta praticamente irraggiungibile, e va a vincere davanti al tedesco della Ferrari ed alla Red Bull di Ricciardo. Nel corso della gara la combinano grossa, di nuovo, le due Force India di Perez ed Ocon. I due piloti vengono infatti a contatto ben due volte, ed in entrambi i casi in situazioni piuttosto pericolose. La tensione in casa Force India tocca il punto più alto nel pomeriggio belga.
3 settembre 2017 – Gran Premio d’Italia
Dopo una lunga e snervante attesa, che aveva tenuto con il fiato sospeso gli appassionati italiani, il tanto temuto mancato rinnovo con la gara di Monza non si verifica. La Federazione, in seguito ad un patto stabilito con la Regione Lombardia, prolunga il contratto con l’autodromo di Monza fino al 2019, scongiurando di fatto l’assenza del gran premio italiano dal calendario ufficiale.
Questo è quello che riguarda la politica, ma nello sport l’edizione italiana del 2017 verrà ricordata come una delle più difficili di sempre dal punto di vista meteorologico. Il sabato si abbatte una violenta pioggia su Monza, a tal punto da annullare lo svolgimento della Q1 dopo qualche minuto dall’inizio di quest’ultima. Si attende così per oltre un’ora prima che la pioggia cessi d’intensità, consentendo la ripresa delle qualifiche.
In queste condizioni stranissime, accentuate anche dalle penalità in griglia di 9 concorrenti su 20 per la sostituzione di varie componenti, la pole finisce nelle mani di Hamilton, che con la 69° partenza al palo diventa il pilota con il maggior numero di pole conquistate nell’intera storia della F1, battendo così il record di Schumacher. Le Ferrari (nonostante il tifo del pubblico di casa) e le Red Bull finiscono nelle retrovie, consentendo a Stroll ed Ocon di ottenere rispettivamente la 2° e 3° posizione in griglia.
Con questo risultati a dir poco clamoroso, il canadese della Williams diventa così il pilota più giovane di sempre a concludere una qualifica in prima fila.
In gara il cielo torna sereno, ma la superiorità della Mercedes è a dir poco schiacciante. Nessuno, nemmeno la Ferrari, riesce a sostenere il ritmo delle monoposto tedesche, che realizzano così una doppietta: 1° Hamilton, 2° Bottas e 3° Vettel, che manda comunque in visibilio la marea rossa nonostante la batosta in classifica. Con questo risultato infatti, l’inglese diventa il nuovo leader della classifica mondiale, scalzando Vettel.
E il peggio, deve ancora venire.
17 settembre 2017 – Gran Premio di Singapore
In Singapore succede di tutto, letteralmente. Alla vigilia del gran premio sono molte le notizie che stravolgono il mercato del circus: sul fronte delle trattative con i piloti, Bottas viene confermato dalla Mercedes, così come Perez ed Ocon (nonostante i colpi proibiti) ottengono un rinnovo anche in Force India. Le vere notizie si concentrano però sulla Renault: viene infatti annunciato ufficialmente l’ingaggio di Carlos Sainz al posto di Palmer a partire dal 2018, anche se le parti restano comunque al lavoro per anticipare l’approdo dello spagnolo a campionato 2017 già in corso. Per quanto riguarda i motori, la McLaren si accorda con la casa francese sulla fornitura di power unit per il 2018, interrompendo così il burrascoso e deludente rapporto con la Honda. I giapponesi trovano comunque un nuovo partner per la prossima stagione nella Toro Rosso. Proprio nel fine settimana della gara, gli organizzatori del Gran Premio di Singapore rinnovano l’appuntamento con il circus fino al 2021.
In tutta questa abbondanza di notizie, la Ferrari trionfa in qualifica nella notte di Marina Bay, ottenendo la pole position con Vettel, la 213° conquistata da un motore Ferrari. In questa speciale classifica, il “cavallino rampante” eguaglia il record di pole ottenuto dai motori Renault.
Ma il vero colpo di scena, che per molti è risultato decisivo per l’assegnazione del mondiale, si verifica in gara, anzi, nei primi metri. Sotto la pioggia (per la prima volta presente a Singapore), le due Ferrari stringono in una morsa la Red Bull di Verstappen, con i tre piloti che si scontrano clamorosamente a pochi secondi dallo spegnimento dei semafori rossi. Tutti e tre si ritirano, lasciando via libera proprio ad Hamilton, che fino a quel momento non aveva entusiasmato. L’inglese vince la gara davanti a Ricciardo e Bottas, e sigla anche il giro più veloce.
Con questo clamoroso e doloroso risultato per i ferraristi, il destino del mondiale prende la strada della bacheca del pilota inglese. Successivamente, non mancheranno le polemiche sulla dinamica dell’incidente al via. In tutto questo passa inosservata la grande prestazione di Carlos Sainz, che festeggia la sua firma con la Renault (pur rimanendo in Toro Rosso) conquistando il 4° posto, il suo miglior risultato di sempre.
1° ottobre 2017 – Gran Premio della Malesia
Nell’ultima edizione del Gran Premio della Malesia, la Ferrari si presenta decisa a riscattarsi dopo il colpo basso rimediato a Singapore. I cuori dei tifosi della F1 sono però rivolti al Messico, paese martoriato da una violentissima scossa di terremoto. Nonostante questo gravissimo fatto, gli organizzatori del gran premio messicano confermano comunque la presenza di Città del Messico per la gara prevista il 29 ottobre.
A Sepang la novità principale è rappresentata dalla Toro Rosso, che schiera il giovane debuttante francese Pierre Gasly al posto del russo Daniil Kvyat, in crisi di risultati. Nei piani del team, la presenza di Gasly dovrebbe essere occasionale, ma il futuro dirà il contrario.
In tutto ciò, la sfortuna della Ferrari non si ferma. Dopo l’incidente della scorsa gara, la vettura di Vettel accusa subito problemi in avvio di qualifica. Le riparazioni chiedono troppo tempo, ed il tedesco non riesce nemmeno a registrare un tempo cronometrato. Il ferrarista è così costretto a partire in fondo allo schieramento, mentre Hamilton conquista la pole. Il sogno del mondiale ferrarista si allontana sempre più.
In gara l’inglese non riesce a vincere, giungendo 2° alle spalle di Max Verstappen, che conquista così la sua prima vittoria dell’anno e la seconda in carriera. Terzo arriva Ricciardo, mentre Vettel, autore di una bella rimonta, è ancora protagonista di un fatto incredibile: durante il giro di rientro, al termine della gara, viene colpito involontariamente da Stroll, distruggendo la parte posteriore della Ferrari.
L’ultimo appuntamento di Sepang in F1 si chiude con il tedesco della Ferrari a seduto sulla fiancata della Sauber di Wehrlein, che concede un passaggio ai box al connazionale.
8 ottobre 2017 – Gran Premio del Giappone
Singapore, Malesia e Giappone. Tre appuntamenti e tre colpi di sfortuna per la Ferrari e per Sebastian Vettel, che proprio non riesce a scrollarsi di dosso l’ombra della iella nemmeno a Suzuka. A tradire il tedesco, un modo beffardo, è questa volta un problema ad una candela, un pezzo tanto secondario quanto determinante per far rientrare ai box la Ferrari dopo solo pochi giri dall’inizio della corsa. Per la terza volta consecutiva, Hamilton approfitta del passo falso del rivale, mettendo una mano sul titolo piloti.
L’inglese conquista la pole e la vittoria, salendo sul podio davanti alle Red Bull di Verstappen e Ricciardo. Ora, i punti che dividono i due contendenti al titolo sono addirittura 59.
Nel weekend giapponese è da sottolineare il debutto del neozelandese Brandon Hartley, che fa il suo esordio in Toro Rosso al fianco di Kvyat, rientrato dopo l’esclusione in Malesia.
22 ottobre 2017 – Gran Premio degli Stati Uniti
Ad Austin, in Texas, Hamilton si presenta con il primo match point in tasca. Per avvicinarsi quanto prima alla conquista del mondiale, l’inglese conquista la pole position, strappando inoltre un nuovo record assoluto: è infatti il pilota con il maggior numero di partenze dalla prima fila della storia della F1, per ben 117 volte.
Alla vigilia della gara Alonso e Verstappen prolungano il contratto rispettivamente con McLaren e Red Bull, mentre al volante della Renault fa il suo esordio ufficiale Carlos Sainz, anticipando così il suo approdo nel team francese già a stagione in corso.
In gara, questa volta, la Ferrari riesce a raggiungere la bandiera a scacchi senza problemi, con Vettel che chiude 2° davanti a Raikkonen, ed alle spalle di Hamilton. Il finlandese della Ferrari termina in realtà la gara al 4° posto, superato nel corso dell’ultimo giro da una bellissima manovra di Verstappen. I commissari però valutano la mossa dell’olandese irregolare, infliggendo al pilota una penalità di 5 secondi che lo costringe ad accettare il 4° posto. A seguito di questa decisione, Verstappen (e soprattutto il padre) contesteranno la scelta della FIA con pesanti polemiche.
La matematica non sorride ancora ad Hamilton, che è quindi costretto a rimandare la sua festa alla prossima occasione.
Ad ogni modo festeggia comunque la Mercedes, che ad Austin celebra la vittoria aritmetica del titolo costruttori, il 4° della casa tedesca ottenuto consecutivamente.
29 ottobre 2017 – Gran Premio del Messico
In Messico, nonostante il terremoto avvenuto a quasi un mese di distanza, la Formula 1 si presenta comunque sul tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez. A partire da questo momento, Kvyat perde definitivamente il posto in Toro Rosso, con il team di Faenza che preferisce il duo composto da Hartley e Gasly. I due piloti vengono inoltre confermati anche per il 2018.
Vettel, intenzionato a non cedere il titolo ad Hamilton, conquista la pole. In gara però, e specialmente alla partenza, viene toccato da Verstappen. Il tedesco perde il controllo, e nella carambola colpisce proprio Hamilton. I due piloti aspiranti a conquistare il mondiale tornano dunque ai box per riparare i danni. In questo caos iniziale ne approfitta proprio Verstappen, che mantiene la leadership della corsa per poi trionfare per la seconda volta in questa stagione.
Hamilton, nonostante il danno al via, riesce a rimontare fino alla 9° posizione. Il piazzamento è sufficiente per garantire al pilota inglese la vittoria matematica del titolo mondiale piloti. Anche per l’inglese si tratta del 4° titolo mondiale ottenuto in carriera.
12 novembre 2017 – Gran Premio del Brasile
L’appuntamento con il gran premio brasiliano si apre con una notizia già scontata, ma comunque emozionante: Felipe Massa, idolo di casa ad Interlagos, organizza una conferenza stampa per annunciare il suo secondo e definitivo addio dalla Formula 1. L’ex pilota della Ferrari, come da accordi, lascerà quindi la Williams al termine dell’ultima gara di Abu Dhabi, arrivando così a quota 269 gp disputati.
In seguito all’annuncio, prende il via il primo weekend della stagione con la lotta al campionato praticamente già chiusa, sia nei costruttori che per i piloti.
Ad ottenere la pole position è Valtteri Bottas, ma in gara si fa sorprendere da una buona partenza di Vettel, che sale al comando della corsa e va a vincere proprio davanti al finlandese e a Raikkonen (3°). Hamilton, partito clamorosamente in ultima posizione per un incidente in qualifica, rimonterà fino al 4° posto.
26 novembre 2017 – Gran Premio di Abu Dhabi
La Formula 1 giunge così all’atto conclusivo della stagione 2017 nella notte di Yas Marina, ad Abu Dhabi. Per il 20° ed ultimo gran premio del campionato, la pole finisce nuovamente nelle mani di Bottas, precedendo il proprio compagno di squadra. Con questo risultato, la Mercedes si assicura così la 100° prima fila della sua storia. In gara il risultato non cambierà, ed il team tedesco chiude la stagione conquistando la 40° doppietta in F1. Bottas, inoltre, completa il suo primo hat trick della carriera, facendo registrare anche il giro più veloce. Vettel completa una stagione comunque positiva al 3° posto, ottenendo la seconda posizione nella classifica iridata.
In questo weekend la Toro Rosso conferma Gasly ed Hartley anche per il 2018, mentre al termine della celebrazione del podio, la FIA presenta pubblicamente il nuovo logo della F1. Un disegno che a molti non piace, ma che apre una nuova era di questo sport.
Sviluppi post-campionato
La stagione è quindi chiusa, ma il mercato no. La Williams, in cerca di un sostituto di Massa, inizia a guardarsi in giro già dai test post-campionato ad Abu Dhabi. E’ proprio in questo contesto che si riapre la speranza per Robert Kubica, a tal punto che il suo passaggio al team inglese per il 2018 sembra quasi cosa fatta. Nonostante i buoni tempi fatti segnare durante i test, la Williams tarda ad annunciare l’ingaggio del polacco, preferendolo (almeno fino ad ora) infatti al russo Sergej Siroktin.
Ma prima ancora di questo avvicendamento in Williams, il 29 novembre viene siglato un accordo storico. La Sauber trova infatti un importante partner commerciale e tecnico con Alfa Romeo. Pur non fornendo motori alla casa elvetica, lo storico e nobile marchio milanese tornerà ufficialmente in Formula 1 per la prima volta dal 1987. Dall’anno prossimo infatti, il team assumerà la denominazione ufficiale di “Sauber Alfa Romeo”.
CLASSIFICA FINALE PILOTI 2017
1° – Lewis Hamilton (363 punti)
2° – Sebastian Vettel (317)
3° – Valtteri Bottas (302)
4° – Kimi Raikkonen (205)
5° – Daniel Ricciardo (200)
6° – Max Verstappen (168)
7° – Sergio Perez (100)
8° – Esteban Ocon (87)
9° – Carlos Sainz (54)
10° – Nico Hulkenberg (43)
11° – Felipe Massa (43)
12° – Lance Stroll (40)
13° – Romain Grosjean (28)
14° – Kevin Magnussen (19)
15° – Fernando Alonso (17)
16° – Stoffel Vandoorne (13)
17° – Jolyon Palmer (8)
18° – Pascal Wehrlein (5)
19° – Daniil Kvyat (5)
20° – Marcus Ericsson (0)
21° – Pierre Gasly (0)
22° – Antonio Giovinazzi (0)
23° – Brendon Hartley (0)
24° – Jenson Button (0)
25° – Paul Di Resta (0)
CLASSIFICA FINALE COSTRUTTORI 2017
1° – Mercedes (668 punti)
2° – Ferrari (522)
3° – Red Bull (368)
4° – Force India (187)
5° – Williams (83)
6° – Renault (57)
7° – Toro Rosso (53)
8° – Haas (47)
9° – McLaren (30)
10° – Sauber (5)
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