
Il Gran Premio del Bahrain ha confermato l’ottimo inizio di stagione della Ferrari che è riuscita a replicare quanto avvenuto sulla pista di Melbourne ad inizio campionato.
Tuttavia neanche il tempo di riposarsi e la Formula 1 torna a gareggiare in Cina, sulla pista di Shanghai.
Il tracciato cinese è ormai da molti anni in Formula 1, ma già dal suo esordio venne definito moderno se non futuristico con strutture del tutto innovative e ben presto divenne anche molto amato dai piloti.
Il circuito, oltre ad essere un capolavoro di architettura, presenta curve di tutti i tipi: tornanti stretti, “S” molto veloci, curve ad ampio raggio di percorrenza e infine anche curve a 90°.
Questa varietà di curve rappresenta una grande sfida per i piloti perché sono costretti a trovare il giusto equilibrio sia nello stile di guida e sia dal punto di vista del setup, ma per affrontare le 16 curve di Shanghai serve anche un ottimo impianto frenante capace di offrire ottime prestazioni ad ogni staccata.
Dopo due circuiti molto esigenti per i freni, la Brembo arriva in Cina pronta per un’altra sfida e grazie ai dati fornitici dai tecnici della casa lombarda possiamo analizzare le difficoltà che l’impianto frenante dovrà sopportare per questo week-end.
Per prima cosa dobbiamo ricordare che i tecnici della Brembo classificano i tracciati con una scala che va da 1 (minimo) a 10 (massimo) e il circuito di Shanghai si è classificato con un punteggio pari a 6, cioè molto più basso dei due precedenti appuntamenti, ma comunque più elevato rispetto al valore medio.
Delle 16 curve presenti, soltanto 8 richiedono l’utilizzo dei freni e vengono classificate in: 3 molto impegnative, 1 di media difficoltà e 4 leggere per i freni, ma quello che fa più impressione è che in un singolo giro, per ben 18 secondi, i piloti premono il piede sul pedale del freno e considerando i 56 giri di gara, l’impianto frenante lavora per il 20% del tempo complessivo.
Dallo spegnimento dei semafori alla bandiera a scacchi i piloti usano i freni per circa 450 volte con un carico totale di 38 tonnellate che diviso per il tempo di gara da circa 490 kg al minuto.
Infine rispetto al 2017 è previsto un aumento della decelerazione media fino a 3,7 g.
GP Cina: Le frenate più importanti
Analizzando i dati della Brembo abbiamo detto che sono 3 le frenate critiche, precedute da rettilinei più o meno lunghi.

Curva 6
Partendo dal rettilineo principale, dopo aver affrontato le spettacolari prime curve, si ha un rettilineo che dopo la curva 5, da percorrere in pieno, diventa in discesa. Qui termina il primo settore e i piloti arrivano con una velocità di 292 km/h, frenano per 2,40 secondi e affrontano la curva a gomito con 85 km/h di velocità.
La frenata dura poco più di 100 metri e la decelerazione è di 4,9g.
Curva 11
Dopo aver affrontato la spettacolare “S” centrale e le due curve strette verso sinistra, i piloti si trovano davanti ad un altro rettilineo che porta alla curva 11, dove, dopo una frenata di 101 metri per 2,34 secondi, i piloti perdono circa 200 km/h e subiscono una decelerazione di 4,8 g. In questa curva sono molto frequenti i bloccaggi, oppure le uscite di pista perché la frenata e la percorrenza della curva sono leggermente in salita.
Curva 14
Affrontata la lunghissima curva 13 i piloti si trovano davanti ad un rettilineo di 1,202 km dove saranno molto frequenti i sorpassi grazie anche all’utilizzo del DRS. La velocità raggiunta supera i 325 km/h e la frenata alla fine è la più impegnativa di tutto il tracciato.
Bloccare le ruote o arrivare lunghi al termine di questa frenata è veramente facile perché per percorrere questa curva a gomito servono meno di 70 km/h.
Lo spazio di frenata è di ben 114 metri e i piloti, per 2,70 secondi, devono sopportare una decelerazione di 5,0g.
Un tracciato che consente un’ottima gestione dell’impianto frenante visto che i lunghi rettilinei aiutano il raffreddamento, ma queste 3 curve sono molto impegnative e commettere errori e finire sull’erba è veramente facile.
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