
Se da un lato è indiscutibile che nella stagione d’esordio nell’olimpo del motorsport Charles Leclerc stia dimostrando il suo talento con performance di altissimo livello, da un altro è anche vero che il rookie monegasco ha faticato nelle sue prime gare nella classe regina. Un periodo di adattamento a una categoria nuova e complessa come la Formula 1 e a una macchina con non poche lacune quale la C37 Alfa Romeo Sauber per un giovane è sicuramente inevitabile. Tuttavia, avendo già potuto vedere le doti del pupillo della Ferrari Driver Academy nelle categorie minori, particolarmente nelle sue vittorie al debutto sia del titolo GP3 nel 2016 che del titolo Formula 2 nel 2017, le aspettative erano molto alte sin da subito.
Nei primi tre appuntamenti Leclerc è invece partito un po’ in sordina, mostrando qualche difficoltà. E’ incappato in qualche errore e ha subito il confronto iniziale con il compagno di squadra Marcus Ericsson, che, seppur con molta più esperienza, non è di certo considerato un top driver o un talento come il monegasco. La rotta si è poi radicalmente invertita al quarto Gran Premio della stagione, a Baku, dove il debuttante è riuscito ad agguantare il suo primo Q2 e a concludere una gara matura e solida in sesta posizione.
Da lì in avanti il rookie è riuscito a portare la sua C37 in Q2 per tutti i tre Gran Premi successivi e nella top ten per due di questi tre, battendo nettamente l’altro alfiere della Sauber. Il ventenne ha infatti conquistato un punto anche in Spagna e Canada, circuito in cui invece il team svizzero si aspettava di poter essere più competitivo grazie alla conformazione del tracciato che si adattava meglio alla monoposto.
Dopo sette Gran Premi disputati e dunque a un terzo del campionato completato, Leclerc vanta di un bottino di dieci punti, contro i due conquistati dal più esperto compagno di box svedese. Se si considera l’inesperienza e i limiti della macchina che guida per il ventenne è sicuramente un bilancio positivo, specialmente per la rapidità di apprendimento che ha mostrato e le altre qualità che ha messo in campo.
Track talk from the 2018 French GP
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Come riportato da Autosport, il monegasco ha dichiarato che crede di essere migliorato di più in sette gare in Formula 1 che nella sua intera carriera in monoposto. Tuttavia, ha anche ammesso che il salto che ha dovuto fare da vincere la Formula 2 a correre nella massima espressione del motorsport è stato più grande di ciò che si aspettava. Quindi, se da un lato si attendeva un inizio più convincente da parte del rookie nei primi appuntamenti della stagione, da un altro lo stesso pilota dell’Alfa Romeo Sauber non immaginava di riscontrare una tale differenza dalla categoria dominata nel 2017 a quella regina. Il suo progresso nel rendimento è arrivato proprio per merito di un cambio nel set-up e un allontanamento dallo stile di guida che il debuttante aveva sviluppato nei suoi titoli consecutivi in GP3 e F2.
Leclerc ha anche precisato: “la quantità di procedure e cambiamenti nello stile di guida, semplicemente tutto, è un passo completo in avanti”. Essendo la massima espressione del motorsport, la Formula 1 richiede livelli di guida e gestione del mezzo altissimi e il monegasco non era inizialmente preparato a un salto così importante. Il rookie afferma che “è stato difficile per me all’inizio. Forse quello che avrei desiderato era capire la macchina un po’ più velocemente, ma due gare, diciamo tre gare, per imparare completamente la macchina non è tantissimo”. Il ventenne ammette dunque di aver faticato a comprendere la C37 Alfa Romeo Sauber e ad assimilare la guida necessaria per sfruttare al meglio la monoposto. Il pupillo della Ferrari Driver Academy sarebbe voluto riuscire a farlo in meno tempo, ma obiettivamente ci ha solo messo poco più del previsto. Sono state proprio le aspettative per questo debuttante e la sua stessa ambizione a dare l’impressione che impiegasse tanto ad adattarsi, ma già al quarto Gran Premio, su un circuito cittadino, Leclerc è andato a punti con una gara in cui ha sorpreso per velocità e maturità. Inoltre, da Baku in poi, una volta che il rookie ha dimostrato di aver preso confidenza con la vettura, è stato in grado di fare performance eccezionali e avere un ottimo rendimento costantemente.
Per il rookie è anche stato “folle” avere “così tante nuove cose in Formula 1” e notare come “spingono così tanto nei dettagli”. Nella categoria regina ogni particolare può fare una differenza significativa e la prestazione si cerca perfino nelle piccolezze, a cui bisogna prestare scrupolosa attenzione. Sicuramente non è stato facile per Leclerc entrare in quest’ottica di lavoro talmente intenso, preciso e meticoloso, ma, nonostante ci sia ancora molta strada da fare, con la sua determinazione e voglia di migliorare il monegasco ha in seguito dimostrato di esserci riuscito. Difatti, l’alfiere numero 16 della squadra elvetica è stato in grado di tirare fuori il potenziale dalla C37 in numerose occasioni, lavorando sodo e progredendo nel corso dei weekend di gara per poi portare qualcosa in più al team anche quando non c’erano grosse aspettative, vedesi Spagna e Monaco.
Tra le sfide che ha incontrato Leclerc al suo esordio c’è inoltre quella dell’adattare l’approccio ai weekend di gara per gestire l’intensità maggiore della Formula 1: “Il weekend in generale è molto diverso, molto più indaffarato con media e tutto, ma l’obiettivo è lo stesso: fare il miglior lavoro possibile nella macchina”. Essere un pilota della classe regina comporta un impegno notevole sia in pista che fuori e per un rookie non dev’essere facile riuscire a reggere tutto ciò e a rimanere concentrati sul lavoro con la monoposto. Deve aumentare la capacità di rimanere focalizzati sull’obiettivo senza distrarsi, stressarsi o consumare troppe energie mentre si affrontano tutte le tappe che ci sono anche giù dall’abitacolo.
Per lo più, c’è una mole di persone con cui collaborare radicalmente maggiore rispetto a quella presente nelle categorie minori: “Devi imparare come lavorare con così tante persone, e per me questa è stato abbastanza difficile all’inizio. In F2 parli solamente a una persona, che è il tuo ingegnere, ma qua hai così tante persone che si prendono cura di aree più piccole rispetto a quelle che hai in F2. Questo richiede un po’ di tempo per abituarsi”. Un pilota di Formula 1 deve sapere come interagire al meglio con ogni membro del team per ricavare il massimo in ogni singola area. Dunque, deve anche essere molto lucido nell’individuare a chi deve rivolgersi per ogni richiesta o problema. Così si presenta una tipologia di lavoro notevolmente più complessa e un ritmo significativamente più estremo rispetto alle categorie inferiori e un giovane debuttante dev’essere in grado di abituarsi velocemente. Leclerc ammette di aver avuto difficoltà a farlo ma ha dato conferma di essere riuscito ad assimilare questo metodo di lavoro e a svolgerlo efficacemente.
Nonostante le complicazioni avute all’inizio nell’adattarsi a differenze sostanziali di guida, lavoro e intensità generale dei weekend, il rookie monegasco ha espresso numerose capacità notevoli in pista. Tra queste vi è la gestione delle gomme, che è di vitale importanza in un Gran Premio e un fattore principale del risultato. Il ventenne ha già avuto esperienza di gestione delle gomme in GP3 e in Formula 2, che utilizza gomme Pirelli ad alto degrado e che presenta anche pit stop durante le corse. Per questo Leclerc ha definito la categoria appena sotto la Formula 1 “un’ottima preparazione” per la classe regina, ma ha sottolineato che il fatto che non include il tipo di tecnologica ibrida che gioca un ruolo chiave in Formula 1 è negativo: “La gestione delle gomme è sullo stesso piano in F2, ma poi hai l’energia. [Devi considerare] quando usare l’energia, [mentre] lotti con altri piloti che hanno un sacco di esperienza”.
Una sfida posta dalla Formula 1 odierna è proprio quella portata dalla sua parte ibrida e quindi relativa al risparmio dell’energia durante la gara. Oltre a dover difendere, attaccare e gestire le gomme, un pilota deve esaminare l’utilizzo dell’energia e valutare con criterio quando è il momento migliore per usarla e quando invece per risparmiarla. Nelle formule minori non c’è questa necessità e dunque è un’ulteriore componente della corsa che un debuttante deve esplorare e capire velocemente, è un altro passo in avanti che porta all’estremo il livello ma anche la difficoltà. Il rookie dell’Alfa Romeo Sauber ha però dimostrato di riuscire a gestire questo aspetto e di sapersi comportare da manuale nel corpo a corpo, specialmente nei duelli ravvicinati con il due volte campione del mondo Fernando Alonso in Spagna e successivamente in Canada. E’ stato proprio il monegasco a dichiarare che quando corri con un pilota del genere dietro impari il doppio e lui ne ha dato conferma.
Rimane da vedere come proseguirà il percorso di apprendimento di Charles Leclerc in Formula 1, un talento cristallino che pare destinato a essere un futuro protagonista di questo sport. Dopo la decima posizione conquistata in Canada, il monegasco è pronto al Gran Premio di Francia sul circuito Paul Ricard di Le Castellet. Il rookie si mostra determinato e voglioso come sempre: “Non vedo l’ora del Gran Premio di Francia. Ho guidato al Paul Ricardo solamente una volta in passato. E’ stato un bel po’ di tempo fa, quindi sarà eccitante tornare lì e provare una macchina di Formula 1. E’ una pista molto tecnica, e offre delle buone sfide a noi come piloti.” Il ventenne non sembra assolutamente volersi tirare indietro da nuove sfide, che non lo spaventano, bensì lo motivano a dare il meglio di sé e a continuare a crescere come pilota, come evidentemente dimostrato dalla sua abilità nell’affrontare le difficoltà di inizio stagione e anche dall’umiltà nel riconoscerle.
L’inesperienza sarà indubbiamente uno svantaggio iniziale anche su una pista in cui non si svolge un Gran Premio di Formula 1 dal 1990 e su cui quindi nessun pilota sulla griglia attuale ha mai corso nella classe regina. Tuttavia, il debuttante arriva con energia positiva dal weekend canadese e inoltre dichiara “Le Castellet è vicina a casa per me, che è bello. Non vedo l’ora di incontrare tutti i fan francesi lì, e di fare ulteriore progresso come team.” Ancora una volta il giovane rookie si conferma fiducioso nel poter migliorare come pilota e anche insieme a tutta la squadra, dimostrando così di avere un approccio positivo e deciso.
Noi siamo impazienti di vederlo in pista e di assistere a questo Gran Premio. Quali altri ostacoli incontrerà Leclerc e come li affronterà? Quali sono le reali aspettative per questo debuttante? Verranno confermate? Noi di Circus F1 vi terremo sicuramente aggiornati, rimanete collegati. Appuntamento alle 12:00 con le prime prove libere.