
Per Max Verstappen il 2018 non era sicuramente iniziato nel migliore dei modi. Tra errori, distrazioni e ritiri, la stagione dell’olandese sembrava stesse prendendo una bruttissima piega. Il punto più basso dell’anno si era toccato a Baku, quando Verstappen causò l’incidente fratricida con Daniel Ricciardo.
Dopo la tappa in Azerbaijan dev’essere però successo qualcosa nella testa del giovane Max. Pubblicamente, né la Red Bull né la FIA sembrarono agire a riguardo suscitando non poche perplessità, ma la reazione di maturità del pilota, sorprendentemente, non si è di certo fatta attendere. Dopo il triste incidente di Baku per Verstappen è iniziata una fase di crescita esponenziale che lo ha visto poche volte protagonista di episodi negativi (il contatto senza conseguenze con Sirotkin durante la VSC a Barcellona e l’incidente a Monaco durante le qualifiche) e, invece, spesso autore di grandi imprese.
Non è un caso, infatti, che da Montecarlo in poi l’olandese sia sempre salito sul podio, e non è un caso nemmeno che lo stesso Verstappen sia stato il pilota che ha totalizzato più punti di tutti nelle ultime tre gare della stagione.
Ciliegina sulla torta: il ritorno alla vittoria nel GP d’Austria, questo weekend al Red Bull Ring. In Austria Verstappen è stato impeccabile. Concentrato durante tutto l’arco del weekend, il giovane ha saputo gestire alla grande la pressione generata della corsa di casa, nonostante una Red Bull mai parsa in grado di ambire alla vittoria. Certo, il doppio ritiro delle Mercedes ha sicuramente aiutato Max nella sua impresa, tuttavia, a Spielberg si è tornati a vedere il solito Verstappen che ci aveva abituati a incredibili gestioni della gara (come in Messico l’anno scorso) e manovre che mettono in luce il suo talento cristallino (come in Brasile nel 2016.
Il sorpasso su Kimi Raikkonen nel corso del primo giro gli è probabilmente valso la vittoria, ma più che l’azione in sé, a sorprendere è stata la lucidità e la sicurezza mostrata nella manovra. Sono quasi sicuro che se Verstappen avesse tentato un sorpasso del genere qualche mese fa, sia lui che il ferrarista sarebbero finiti rovinosamente nel sabbione di Spielberg.
Poi c’è la gestione della gara.
Se paragonato al proprio compagno di squadra, è cristallino come il confronto tra i due torelli questo weekend si sia volto decisamente in favore dell’olandese. Non tanto per i 25 punti recuperati su Ricciardo; l’australiano non ha avuto colpe per lo zero ottenuto in Austria. Ma il confronto nella salvaguardia degli pneumatici, nell’evitare che il blister lo costringesse a una seconda sosta, nel non esagerare quando non ce n’era effettivamente bisogno, beh; in questo Max Verstappen è stato abilissimo.
Se ora fossi in Verstappen, mi guarderei e riguarderei il video della gara di domenica innumerevoli volte per imprimermi nella testa cosa bisogna fare per essere contemporaneamente sul gradino più alto del podio e aver vinto il Driver of the Day del GP. Perché se il ragazzo dovesse prenderci l’abitudine, questo Campionato potrebbe prendere una piega decisamente insolita.
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Scritto da: Rovida Mirko