
La sfida senza esclusione di colpi tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel ha trovato in questo campionato 2018 un punto di tensione culminante. È questo il duello che sta scrivendo nuovi capitoli del già articolato libro delle rivalità che hanno fatto la storia della Formula 1. Chi prevarrà, quando saranno giunte al termine le loro carriere, sarà ricordato come il più vincente di una generazione che sta dando la caccia ai record di questo sport.
Sebastian Vettel, vincendo a Silverstone, ha eguagliato le 51 vittorie di Alain Prost, portandosi al terzo posto in questa classifica senza tempo che vede al comando l’intramontabile Michael Schumacher (91), seguito a debita distanza da Lewis Hamilton (65). Botta e risposta anche sul campo delle statistiche: in un weekend dal sapore amaro per il pilota anglo-caraibico, è comunque arrivato un altro piccolo record a sugellare quella che è già una carriera costellata da svariati primati.
La pole da brividi ottenuta nel sabato inglese ha infatti permesso all’attuale alfiere della Mercedes di raggiungere un altro record del suo idolo Ayrton Senna. La sesta partenza al palo nella propria gara di casa è impresa riuscita prima del GP di Gran Bretagna solamente alla leggenda brasiliana: tre pole siglate a Jacarepagua e altre tre dinanzi all’euforia della sua gente a Interlagos. Con soli 44 millesimi di scarto sul secondo classificato, quasi a voler dar credito alla numerologia, Lewis Hamilton ha autografato anche questo primato, forse meno conosciuto tra gli appassionati.
Nella concitazione del dopogara, Hamilton ha glissato quando interpellato a riguardo nel corso della conferenza stampa: “Al momento questo non vuol dire niente per me. Non sono un uomo dei record”. Se la delusione può innescare una risposta disinteressata, siamo sicuri che la caccia ai record giochi un ruolo di ulteriore motivazione nella testa di questi super-uomini.
Per un record agganciato, altri sono sfuggiti. Il primo pilota di colore a prendere parte a una gara di Formula 1 (altro primato) non è riuscito a trasformare la pole nella sesta vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna, rimanendo così appaiato a Jim Clark, fermo a quota cinque. Con la terra di Silverstone espugnata da Vettel, Hamilton ha perso l’occasione di pareggiare i conti con Alain Prost che, avendo fatto “suo” il Gran Premio di Francia per ben sei edizioni, siede sul trono della classifica dedicata ai trionfi in casa.
Vale la pena ricordare alcuni dei record già conquistati dal pilota anglo-caraibico. Allo stato attuale, Lewis Hamilton è l’autore in attività del maggior numero di pole position. Cima raggiunta, superando il sette volte iridato Michael Schumacher, nelle qualifiche bagnate di Monza soltanto l’anno scorso. Oggi sono 76, cifra già di per sé spaventosa e che potrà essere ancora ritoccata.
I numeri in pista del 33enne si traducono in dati statistici impressionanti: è l’unico pilota nella storia di questo sport ad aver centrato almeno una pole position e una vittoria per dodici annate consecutive, dall’esordio all’anno corrente; con 33 arrivi a punti consecutivi è spiccato anche per costanza, con i guai meccanici della Malesia 2016 e dell’Austria 2018 a fare da estremi a questa striscia notevole.
Il britannico più vincente di sempre si contrappone al più giovane campione del mondo, in una lotta che aggiorna continuamente gli archivi di questo sport. La prossima terra contesa in questa fervente battaglia è quella del quinto titolo, ma sarà il tempo a scandire il corso di questa rivalità e a definire il migliore.