
Durante la conferenza stampa del venerdì del GP di Singapore, Maurizio Arrivabene ha voluto chiarire diversi aspetti che hanno coinvolto la Ferrari nelle ultime settimane. Ha parlato in particolare dell’arrivo di Leclerc al posto di Raikkonen, del futuro di giovani piloti come Antonio Giovinazzi e Mick Schumacher, ed è anche tornato sui fatti di Monza.
Relativamente allo scambio di piloti con Alfa Sauber, Arrivabene ha spiegato l’ottica in cui la Scuderia Ferrari ha preso la sua decisione: “Quando si fanno queste scelte, non bisogna guardare a breve termine, ma concentrarsi sul lungo periodo. Ciò significa che non dobbiamo pensare solo al prossimo anno, ma al futuro del team; dobbiamo pensare a come crescere il suo giovane talento e a cosa aspettarci da lui in futuro. E’ stata una decisione presa da me con il management del team, considerando tanti fattori”. Maurizio ha speso anche delle belle parole per Raikkonen, in partenza a fine stagione: “La decisione non ha nulla a che vedere con il rispetto umano e come pilota che ho per Kimi, ma abbiamo dovuto fare una scelta, e credo che abbiamo fatto quella migliore per noi e per lui. Il mio mestiere è quello di guardare avanti, al futuro”.
“La relazione con Kimi è buona- ha continuato il Team Principal della Ferrari- e abbiamo condiviso il percorso verso la decisione. Non ha neanche provato a farmi cambiare idea, è un professionista. Ho sentito molte persone dire che abbiamo sbagliato tempistica comunicandoglielo a Monza. Se glielo avessimo detto a Spa sarebbe stata la stessa cosa. Il momento giusto non è scritto sulla carta, e dobbiamo sempre considerare che abbiamo a che fare con dei professionisti. A Monza era così triste che poi ha fatto la Pole!”.
Parlando di Charles Leclerc, Arrivabene ha cercato di calmare le acque, non volendo porre troppe aspettative sul giovane monegasco: “Il primo errore, potenzialmente enorme, sarebbe esercitare troppa pressione sulle spalle del ragazzo. Ho firmato il primo contratto con lui nel novembre 2015 con la Driver Academy: lì abbiamo cominciato a segnare il suo cammino verso la F1. Abbiamo fatto lo stesso con Giovinazzi, e questo mostra come cercheremo di sviluppare i talenti del futuro. Charles non è certo una sorpresa, è uno dei piloti più forti in circolazione; grazie a Dio è cresciuto con noi e sarà con noi almeno fino al 2022. Se guardiamo al resto del paddock, tutti i team si stanno muovendo in questa direzione. Prendi Mercedes, che lo ha fatto due anni fa con Bottas, o McLaren, o anche Red Bull, che ha il coraggio di affiancare Gasly a Verstappen. Penso che siano tutti ottimi segnali per la F1”.
A proposito di Giovinazzi, Maurizio ha annunciato: “Saprete tutto del suo futuro entro poche settimane, per cui no sono preoccupato”. Si è anche fatto il nome di Mick Schumacher, che sta facendo un’ottima stagione in F3: “La cosa più importante adesso è farlo crescere con calma e lasciarlo divertire come vuole la famiglia. Poi è chiaro, con un nome così penso che le porte a Maranello siano sempre aperte, ma senza bruciare le tappe o mettergli troppa pressione”.
Altro argomento importante è stato quello del mancato ordine di scuderia a Kimi durante il GP d’Italia: “Voglio essere chiaro una volta per tutte: chi sarebbe così pazzo da dare un ordine così in partenza? Noi facciamo tutto al massimo della professionalità: prima della gara guardiamo i video e i nostri ingegneri danno indicazioni sulle linee migliori da seguire. Ma il massimo che possiamo fare è dire ai ragazzi: ok, vogliamo avere entrambe le macchine a posto dopo la prima curva! Kimi a Monza era in pole, e non poteva preoccuparsi di dove fosse Seb, partito 8 metri indietro. Il team order non c’è stato perchè non ne abbiamo avuto il tempo, dal momento che alla terza curva è successo quello che è successo”.
Infine, Arrivabene si è voluto caricare la squadra sulle spalle, prendendosi la responsabilità degli errori commessi: “In F1 tutti fanno errori. Siamo un team: vinciamo e perdiamo insieme. Non ho puntato il dito su Sebastian a Monza, perchè se lo avessi fatto, ogni membro del team avrebbe potuto pensare che avrei fatto lo stesso con lui in caso di altri problemi. Io sono responsabile per il team: quando il risultato non arriva la colpa è mia. Se state cercando qualcuno da criticare, lo avete di fronte, è il mio mestiere!”.
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