
Se c’è una sorpresa dopo quanto visto a Suzuka è sicuramente la Red Bull. Durante questa stagione le due vetture del team di Milton Keynes sono state letteralmente eclissate dallo strapotere del duo di testa Mercedes-Ferrari. Eppure, in Giappone nonostante le difficoltà della RB14 sia Max Verstappen che Daniel Ricciardo hanno condotto un’ottima gara, con risultati sicuramente al di là delle aspettative iniziali.
Durante tutto l’arco del weekend i due piloti hanno riferito feedback differenti al team. Ricciardo si è sempre detto abbastanza contento del comportamento della propria vettura sull’ostico tracciato di Suzuka. Verstappen, invece, non ha mai mostrato soddisfazione riguardo al proprio set-up e non ha usato mezzi termini per descrivere in più riprese la sua monoposto come “aggressiva e ingestibile”. Tuttavia, la situazione si è presto ribaltata e in qualifica l’olandese ha saputo conquistare un prezioso terzo posto mentre l’australiano nel Q2 ha patito l’ennesimo guasto meccanico alla propria Power Unit Renault.
Complice anche una Ferrari decisamente non all’altezza della situazione, la Red Bull di Max Verstappen si è subito trasformata in una seria contendente al podio giapponese. L’olandese, consapevole di ciò, in gara ha mostrato le spalle grosse nei confronti delle due Rosse. Prima causando un incidente con Raikkonen, costatogli in seguito una penalità di cinque secondi, poi con la manovra difensiva che di fatto ha escluso Sebastian Vettel da ogni sogno di rimonta.
Su quest’ultimo episodio si è già parlato a lungo e, nonostante i giudici di gara non abbiano ritenuto necessario sanzionare la manovra, entrambi i piloti si sono accusati a vicenda per le colpe del fatto. Inutile dire che a rimetterci sia stato solo il ferrarista, il quale in seguito ha dichiarato di voler chiarire la questione con Verstappen in privato, lontano dai microfoni.
Scongiurata la minaccia rossa, in gara Verstappen si è lanciato all’inseguimento delle due Mercedes e, quando la Freccia d’Argento di Valtteri Bottas ha mostrato segnali di debolezza, non ha esitato ad abbassare vistosamente il proprio ritmo. In quel frangente si è vista una Red Bull particolarmente veloce, in grado addirittura di impensierire una Mercedes al primo momento di difficoltà. Una situazione quantomeno inusuale in questa seconda parte della stagione.
Analizzando gli speed trap e le velocità massime registrate nei vari settori del circuito emerge come la Power Unit marcata Tag-Heuer abbia ancora dimostrato un rilevante deficit nei confronti dei propulsori Mercedes e Ferrari. Nonostante ciò, la Red Bull ha siglato tempi molto interessanti nel passo gara ed è anche stata molto dolce nei confronti delle mescole Pirelli seppur disputando la gara sulla strategia aggressiva Super-soft/Soft, a differenza della Mercedes che ha corso con strategia “giallo-bianca”.
In conclusione, ha stupito come la Red Bull sia riuscita a battere entrambe le Ferrari a Suzuka nonostante il deficit prestazionale della PU e, soprattutto, ha stupito come Verstappen sia andato molto vicino a sopravanzare anche la Mercedes di Bottas con una vettura danneggiata dal doppio contatto con le Rosse di Maranello. Nei prossimi appuntamenti negli USA e in particolar modo in Messico, il team di Milton Keynes potrebbe davvero tornare in auge, grazie a una RB14 pronta a stupire ancora una volta. Riusciranno i due torelli a impensierire Kimi Raikkonen nella classifica piloti?