
Prima della trasferta nordamericana, il Team Principal della Ferrari Maurizio Arrivabene è tornato a parlare di vari argomenti relativi al team di Maranello, alla stagione 2018 e al futuro. Lo ha fatto nell’ambito del Festival dello Sport, organizzato dalla Gazzetta dello Sport a Trento in questo fine settimana. Nella cornice del Teatro Sociale della città, Arrivabene ha risposto alle domande dei giornalisti e si è concesso ai tifosi per vari autografi e selfie.
La passione per la Rossa si fa sentire sempre in modo importante, specialmente in eventi che avvicinano i protagonisti della F1 ai tifosi. Questa, come spiega il manager bresciano, deve essere una motivazione in più per gli uomini di Maranello: “Quando si parla di Formula 1 si pensa subito alla Ferrari, è nel DNA di questo sport. Troppe pressioni? Non direi, anzi dobbiamo ringraziare di tutto questo affetto nei confronti della squadra. Questo amore ci deve spingere a fare sempre meglio”.
Arrivabene è Team Principal della Ferrari dal 2014: “Una grandissima emozione ricoprire un ruolo del genere”. Ha anche svelato quale è stata per lui la vittoria più emozionante ottenuta fino ad ora sotto la sua gestione: “Tra le vittorie più belle ricordo quella di Silverstone, nella casa della Formula 1. È un po’ il Maracanà dei motori. Di solito cerco di essere sempre freddo al muretto, cerco di non trasmettere i miei sentimenti. Quella volta però non sono riuscito a nascondere la grande emozione di vincere quel GP. Ci sono tre gare che non possiamo assolutamente perdere ogni anno, il GP di Germania, quello di Monza e appunto Silverstone“.
Riguardo la stagione in corso, Maurizio vede le ultime gare in questo modo: “È diventata una mission impossible, ma non è finita. Ad Austin comunque non partiamo battuti, ci tengo a dirlo chiaramente; se non andassimo là per combattere fino alla fine dovremmo cambiare mestiere”. Arrivabene ha anche parlato dei suoi due piloti attuali: “Sono sicuro che prima o poi Sebastian Vettel vincerà il Mondiale alla guida della Ferrari: con lui mi sembra di avere a che fare con Schumacher: è tedesco, ma molto italiano dentro e legato fin da piccolo a Maranello. Raikkonen è un grande professionista. Con Kimi lavoro insieme da tanti anni, ci aveva richiesto lui di essere avvisato per tempo sui nostri programmi. Per questo motivo prima di Monza abbiamo comunicato l’arrivo di Leclerc. L’abbiamo sostituito per permettere a un giovane di grande talento come Leclerc di crescere al fianco di un campione come Sebastian Vettel. Raikkonen correrà altri due anni con Sauber, con noi non sarebbe potuto andare oltre il 2019. Nonostante la notizia, Kimi ha corso da grandissimo professionista a Monza”.
Per quanto riguarda l’ingaggio del giovane Leclerc, il manager bresciano ha commentato: “Charles sta già dimostrando quest’anno in Alfa Sauber di poter lottare ad altissimi livelli. Ora per lui si tratterà di guidare una Ferrari, che non è solo un grande onore, ma anche una grande responsabilità. Non dobbiamo però cominciare sin da ora a mettergli troppa pressione sulle spalle”. E per quanto riguarda il suo, di futuro, Arrivabene ha voluto rispondere a tutte le voci che si sono rincorse nei giorni scorsi: “Il mio futuro è alla Ferrari; sono anche nel CDA della Juventus, dove spero di restare ancora a lungo. Ma, ripeto, il mio futuro è in rosso!”.