Facebook Twitter Instagram
    • HOME
    • News
      • All News
      • Analisi Tecnica
      • Auto
    • Live
    • Video
    • Foto
    • Risultati
    • Classifiche
      • Classifiche 2022, 2021, 2020
      • Classifiche dal 2010 al 2019
      • Classifiche dal 2000 al 2009
      • Classifiche dal 1990 al 1999
    • Calendario Gp + Orari TV
    • Team e Piloti
    • [ + ]
      • Albo d’oro
      • Biglietti Formula Uno

    Solo il Team Red Bull salva la stagione 2018 della Renault in F1

    Paolo PellegriniBy Paolo Pellegrini29 Novembre 2018Nessun commento7 Mins Read
    Facebook Twitter WhatsApp Telegram


    Mercedes, 655 punti. Ferrari, 571 punti. Red Bull, 419 punti. Questo recita la classifica Costruttori 2018. Al di là della differenza di punti intercorsa tra le tre scuderie dominatrici del Mondiale di Formula 1 2018, le “tre sorelle” hanno offerto una battaglia senza esclusione di colpi (anche letterali…). Ed è proprio il team anglo-austriaco ad emergere prepotentemente, ergendosi ad autentica sorpresa-certezza del Mondiale appena archiviato. La ragione è presto detta: sono le Red Bull RB14 condotte da Max Verstappen e Daniel Ricciardo a salvare, ancora una volta, la stagione della Renault.

    La RB14, equipaggiata con la “power unit” Renault R.E.18 V6, è stata in grado di contrastare — nelle prestazioni, meno per quanto concerne l’affidabilità — Mercedes e Ferrari. Max Verstappen ha agguantato il 4° posto nel Mondiale Piloti (249 punti), alle spalle di Lewis Hamilton (408), Sebastian Vettel (320) e Kimi Räikkönen (251). L’olandese, che nella seconda metà di stagione ha macinato punti e risultati, ha ottenuto due vittorie: GP d’Austria e GP del Messico. Convincente, benché tartassato da una precaria affidabilità della sua RB14, anche l’australiano, autore di due pole-position (Monaco e Messico) e di altrettante vittorie (Cina e Monaco). Solo la malasorte costringe il sempre generoso Ricciardo al 6° posto in campionato (170 punti, alle spalle di un poco incisivo Valtteri Bottas, 247, su Mercedes F1 W09). Una vettura, quella realizzata dallo staff tecnico capitanato da Adrian Newey (Chief Technical Officer), assai competitiva e, probabilmente, ancora al vertice nei settori telaistico ed aerodinamico. Tra gli artefici della ottima RB14 altri “pezzi da novanta”: Rob Marshall (Chief Engineering Officer), Dan Fallows (Head of Aerodynamics), Pierre Waché (Technical Director), Paul Monaghan (Chief Engineer, Car Engineering).

    Unica nota dolente, la motorizzazione francese (ribattezzata TAG Heuer) realizzata e sviluppata a Viry-Châtillon. Benché migliorato nel corso degli anni, il V6 Renault — e relativi moto-generatori elettrici — palesa ancora evidenti lacune (soprattutto relativamente alla potenza erogata dal V6 Turbo + MGU-K e MGU-H) rispetto alle più esuberanti “power unit” Mercedes e Ferrari. Un rapporto, quello tra Red Bull e Renault, che ha maturato successi e trionfi nell’era dei V8 di 90° aspirati di 2400cc ma, ormai, giunto al capolinea. Insanabili attriti e reciproche dichiarazioni al veleno rendono tal rapporto non più rinnovabile. Nel 2019, dunque, le nuove Red Bull — affidate a Max Verstappen e Pierre Gasly — saranno azionate dal V6 Turbo ibrido Honda. Un salto nel vuoto. Fatto è che la scuderia con base a Milton Keynes salva, ancora una volta, la stagione della Renault.

    Di diverso segno è stata l’annata del Renault Sport Formula One Team. Le Renault R.S.18 affidate a Nico Hülkenberg e Carlos Sainz, infatti, non hanno mai brillato e mai impensierito Mercedes, Ferrari e Red Bull. Una stagione anonima, incolore, sì in crescita rispetto ad un ancor più opaco 2017 (122 punti conquistati nel 2018 contro gli appena 57 racimolati nel 2017) ma ancora in salita e distanti dalla vetta. Hülkenberg conclude al 7° posto finale (69 punti), Sainz al 10° (53 punti). Nessun podio, nessuna pole-position, mai un guizzo. La Renault, dal canto suo, chiude il Mondiale Costruttori in quarta posizione (122 punti), lontanissima dai primi e appena davanti alla Haas-Ferrari (93), scuderia dalla invidiabile costanza ed in grado di piazzare Kevin Magnussen di una incollatura davanti a Sainz in classifica generale (56 punti).

    La monoposto realizzata sotto la direzione tecnica di Nick Chester e Bob Bell (Chief Technical Officer) è apparsa regolare nelle prestazioni ma mai realmente convincente. A differenza della Red Bull, il motore non ha lamentato scarsa affidabilità, fattore (positivo) che ha consentito ad Hülkenberg e Sainz di ambire costantemente alla zona punti: in una sola occasione, infatti, il Turbo del V6 francese ha ceduto in gara (GP d’Austria, Hülkenberg). Dunque, se da un lato il motore nato sotto la direzione tecnica di Rémi Taffin (Engine Technical Director) ha palesato una ottima affidabilità, dall’altro si constata la netta inferiorità del telaio della R.S.18 rispetto alla Red Bull RB14, vettura quest’ultima decisamente estremizzata la quale, al contempo, può mettere in crisi la “power unit” francese ma è capace di sopperire alle prestazioni non particolarmente esuberanti del motore transalpino grazie a telaio ed aerodinamica invidiabili e al vertice della categoria.

    A chiudere questa virtuale piramide firmata Renault vi è, inevitabilmente, la McLaren. La stagione del team di Woking si è rivelata un (ennesimo) totale fallimento: Fernando Alonso ha raccolto 50 punti (11° posto in classifica generale), Stoffel Vandoorne appena 12, magro bottino che gli vale il 16° posto finale. Peggio del belga solo Marcus Ericsson (Sauber  C37-Ferrari, 9 punti), Lance Stroll (Williams FW41-Mercedes, 6 punti), Brendon Hartley (Toro Rosso STR13-Honda, 4 punti) e Sergey Sirotkin (Williams FW41-Mercedes, 1 punto).

    L’abbandono del “rognoso” e pigro motore Honda — causa di tanti mali durante gli anni 2015-2017 — si pensava potesse risollevare le sorti di una scuderia ormai precipitata nei bassifondi delle classifiche. Rispetto al 2017, si registra un tenue progresso: 30 punti totalizzati dalla McLaren nel 2017, 62 in questo 2018 (e 6° posto nel Costruttori). Miglioramenti i quali, però, non mutano la sostanza della realtà. E la realtà ci consegna una McLaren ancora in alto mare, risucchiata da una evidente involuzione tecnica che sembra senza fine. A parità di motore, Red Bull e Renault hanno annichilito la arancione vettura affidata ad Alonso e Vandoorne. Come mai? Le ragioni sono presto dette: il telaio e l’aerodinamica sviluppati da Tim Goss, Matt Morris e Peter Prodromou si sono rivelati non competitivi e funzionali. Ed è così che ad un primo scorcio di campionato positivo (Alonso va a punti in occasione dei primi 5 GP), seguono gare in cui la McLaren MCL33 è costretta a raccogliere briciole qua e là ed una sequela di delusioni. Affidabilità precaria (in particolare, il cambio lamenta reiterate rotture), telaio ed aerodinamica non all’altezza: sono queste, in prima battuta, i fattori che hanno condizionato in negativo la stagione della McLaren MCL33, l’auto — nelle intenzioni, naufragate — del riscatto.

    Tre vetture diverse, prestazioni, risultati e riscontri assai diversi, medesimo motore. Red Bull RB14, Renault R.S.18 e McLaren MCL33 testimoniano quanto sia difficile progettare una monoposto di Formula 1 vincente e competitiva attorno ad una medesima motorizzazione. Stesso motore (in cui il gruppo turbocompressore è posto dietro al motore ed il MGU-H all’interno del V ma decentrato verso il retro del motore stesso) ma differenti impostazioni aerodinamiche, telaistiche, di “packaging”, di raffreddamento. Una sfida solleticante che mette in risalto le doti di ciascun staff tecnico. Una concorrenza positivamente spietata tra una Casa — la Renault — e due “assemblatori”, Red Bull e McLaren. Ne esce, ancora una volta, vincitrice la Red Bull di Newey e compagni, abili nel proporre una vettura caratteristica e personale in quanto a soluzioni ed in grado di eguagliare, sebbene dotata di una “power unit” meno performante, Mercedes F1 W09 e Ferrari SF71H. Un costruttore che, da dieci anni, ha saputo scrivere e riscrivere la storia tecnica della Formula 1 attraverso idee riprese dal passato, estremizzazioni, geniali intuizioni e guizzi tecnici e vetture che hanno fatto della bontà telaistica ed aerodinamica il proprio punto di forza.

    Medesimo nocciolo — la “power unit” Renault — ma tre interpretazioni diverse nate attorno a tale, comune, condiviso denominatore. In poche parole, il succo, l’essenza della Formula 1.

    Scritto da: Paolo Pellegrini

    2018 F1 mclaren pellegrini red bull renault
    Share. Facebook Twitter WhatsApp Telegram
    Previous ArticleTest F1 Abu Dhabi, Day 2: la Ferrari si conferma al top anche con Leclerc
    Next Article Il bilancio dell’ing. Bruno: ecco quali sono state le cause della sconfitta Ferrari
    Paolo Pellegrini
    • Website

    Paolo Pellegrini, Classe '82, amante della velocità a 360°, che sia un'auto, una moto, un aereo o i 10 secondi di un 100 metri. Disegnatore di auto e moto da corsa estreme.

    Altre Notizie

    F1, Stefano Domenicali: “Anni fa, mi sono trovato nella stessa situazione di Binotto”

    F1, nel 2022 la Mercedes ha trovato il faro nella tempesta

    F1, Tutti i fattori che hanno deciso il mondiale di centro gruppo

    F1, In Ferrari è tutto pronto per il dopo Binotto: organigramma, ruoli chiave e date

    F1, per il Team Haas un 2022 nel segno della progressione

    F1, UFFICIALE: Mattia Binotto lascia la Scuderia Ferrari

    adv 1
    Supporta CircusF1 quando acquisti su Amazon
    Come funziona »
    Classifica Piloti F1 2023
    Pos Pilota                 Punti
     1. Max Verstappen           0
     2. Charles Leclerc          0
     3. Sergio Perez             0
     4. George Russell           0
     5. Carlos Sainz             0
    Classifica completa »
    Classifica Costruttori F1 2023
    Pos Costruttore           Punti
     1. Red Bull               0
     2. Ferrari                0
     3. Mercedes               0
     4. Alpine                 0
     5. McLaren                0
    Classifica completa »
    adv 2
    LE ULTIME FOTO
    FOTO – DAL 1992 ad oggi
    F1 foto dal 1992 ad oggi
    Guarda tutte le FOTO »
    ULTIME NOTIZIE F1

    F1, Stefano Domenicali: “Anni fa, mi sono trovato nella stessa situazione di Binotto”

    2 Dicembre 2022

    F1, nel 2022 la Mercedes ha trovato il faro nella tempesta

    2 Dicembre 2022

    F1, Tutti i fattori che hanno deciso il mondiale di centro gruppo

    1 Dicembre 2022

    F1, In Ferrari è tutto pronto per il dopo Binotto: organigramma, ruoli chiave e date

    1 Dicembre 2022

    F1, per il Team Haas un 2022 nel segno della progressione

    1 Dicembre 2022
    CIRCUSF1 SU YOUTUBE
    Guarda i nostri VIDEO su YouTube »
    CIRCUSF1.COM

    Il primo BLOG sulla Formula 1. Gratis per te: F1 news, foto, video, piloti, team, classifiche, calendario, ticket e F1 Live.

    CircusF1 is not affiliated with Formula 1, Formula One Management, Formula One Administration, Formula One Licensing BV or any other subsidiary associated with the official Formula One governing organisations or their shareholders. Official Formula One information can be found at www.formula1.com.

    INFORMAZIONI UTILI
    • Chi Siamo
    • Pubblicità
    • Scrivici
    • Collabora con noi
    • Privacy Policy
    • Utilizzo dei Cookies
    • RSS Feed
    IL NOSTRO MOTTO

    "Ammiro tutti coloro che hanno una passione ed hanno la sapienza e la costanza di coltivarla. Sono loro il motore del mondo" | Enzo Ferrari

    ----------

    Privacy Policy Cookie Policy
    Cambia le impostazioni della privacy

    © 1997 - 2026 CircusF1.com. All Rights Reserved.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.