
Uno dei Team più attesi al banco di prova in questo inizio di stagione è senz’altro la Red Bull che, dal 2019, sarà spinta dalla Power Unit Honda.
Dopo aver osservato durante la scorsa stagione il comportamento e lo sviluppo del motore nipponico sulla Toro Rosso, i tecnici Red Bull hanno fatto di tutto per essere pronti per la stagione 2019.
A detta di molti, il vero punto debole della Red Bull nell’era turbo – ibrida è sempre stata la power Unit Renault, carente in potenza rispetto ai costruttori Ferrari e Mercedes. A livello di telaio e aerodinamica invece le monoposto di Adrain Newey hanno sempre mostrato un ottimo potenziale.
E’ proprio per questo motivo che la nuova RB15 potrebbe essere fra le candidate al titolo mondiale F1 2019: qualora la nuova Power Unit Honda sarà in grado di competere con le avversarie Mercedes e Ferrari, il team austriaco potrebbe giocarsi entrambi i titoli in questo nuova stagione alle porte.
La nuova Red Bull RB15 che abbiamo visto in pista in questa prima settimana di test F1 ha mostrato innanzi tutto una buona affidabilità. Naturalmente non spremendo a pieno tutti i cavalli del motore Honda, Gasly e Verstappen hanno svolto il loro lavoro senza accusare guai tecnici. Altra nota positiva a livello di motore riguarda le velocità di punta: I “bibitari” Red Bull e Toro Rosso han fatto registrare le velocità di punta più elevate.
A livello aerodinamico invece la nuova RB15 ha mostrato delle soluzioni interessanti: sviluppata dalla precedente RB14, la nuova Red Bull presenta un disegno particolare della bocca d’uscita “S-Duct“.
Il sistema “S-Duct” ricordiamo che non è altro che un canale per il passaggio d’aria che collega la parte inferiore a quella superiore della vettura. Raccogliendo aria turbolenta dal sotto scocca, essa viene poi espulsa sotto forma di flusso laminare nella parte superiore, eliminando tutte quelle turbolenze nocive all’aerodinamica.
La novità? Sulla nuova Red Bull è stato visto, sin dalla presentazione, un flap sopra lo sfogo d’uscita che crea un canale dalla sezione ridotta per accelerare i flussi. Bisognerà vedere se questa soluzione sarà portata avanti e quali siano i reali vantaggi che può dare. Con i nuovi regolamenti 2019 che limitano l’aerodinamica, la chiave sarà riuscire a recuperare la maggior parte di carico aerodinamico perso.

Adrian Newey, a tal proposito, assieme ai suoi tecnici, ha lavorato molto nella zona dei Bargeboard. Pur richiamando concettualmente il disegno dei deflettori della RB14, sulla nuova monoposto è davvero evidente come si sia lavorato in maniera maniacale in questa zona della monoposto. Red Bull è il team che ha cambiato di più i bargeboard rispetto alla stagione scorsa.
Lavorando in tutt’uno col fondo scalinato e i turning vanes, i nuovi bargeboard presentano innumerevoli elementi, canali, e coltelli per indirizzare l’aria. Per rispettare i vincoli posti dal regolamento, gli elementi avranno un’altezza massima dal piano di riferimento minore di 150 mm. Inoltre la gestione dei flussi sarà più critica in quanto, con le nuovi ali anteriori, il tyre squirt è più marcato, e le turbolenze da gestire sono maggiori. Interessante notare anche la conferma della pinna orizzontale che collega i deflettori dietro le ruote a quelli ai fianchi dei radiatori. La sua funzione è duplice, in quanto oltre a fungere da profilo alare, da rigidezza agli elementi. Confermato anche il soffiaggio degli specchietti, montato lo scorso finale di stagione.
Nell’illustrazione il confronto diretto fra la nuova e la vecchia Red Bull.

Abbastanza rivoluzionato il posteriore, ridisegnato per adattarsi alla Power Unit Honda. Dalle prime immagini della presentazione, e anche durante i test abbiamo visto come la vettura del team austriaco sia sprovvista della famosa “deck wing“, ossia quell’ala orizzontale posta dietro il cofano motore. Difatti il design posteriore della RB15 è semplice, e l’unico ingombro è il mono pilone dell’ala posteriore che va a inglobare lo scarico centrale. Le dirette rivali, Mercedes e Ferrari, oltre a montare la deck wing,sono dotate di doppio pilone. Nella seconda metà di questi primi test Red Bull ha provato un’ala posteriore più carica, ma permane comunque l’assenza della deck wing. Nell’illustrazione osserviamo anche il diffusore, molto simile a quello della vettura 2017 e 2018 che ha ispirato Ferrari, gli scarchi, e le paratie letarali dell’ala posteriore. E’ probabile che qualche modifica al diffusore prima di Melbourne.

Infine, altra chicca di Newey in questa prima settimana di test, è il montaggio di due veri e propri bracci tiranti al posteriore. Evidenziati in giallo nel disegno, li abbiamo visti nella parte finale di questa settimana di test sulla Red Bull.

Il loro scopo è quello di ridurre le vibrazioni delle paratie laterali dell’ala posteriore, forse dovuti proprio alla Power Unit Honda. Una soluzione che dovrebbe essere provvisoria, o un semplice test per verificare le rigidezze. Non hanno di certo una funzione aerodinamica. Forse è servito ai tecnici del team per fare delle comparazioni sulla rigidezza delle parti. Una soluzione dunque temporanea ed eseguita “sul posto”, che verrà sostituita o definitivamente accantonata.