
Liberty Media e FIA hanno annunciato la svolta green della Formula 1 ufficializzando l’ambizioso obiettivo delle zero emissioni di CO2 entro il 2030. La nuova impronta ambientalista impatterà su carburanti, motori, uffici e fabbriche fino agli stessi eventi della massima categoria motoristica. Â
Il primo passo dovrà compiersi nel 2021 con l’obbligo di utilizzo di almeno il 20% di biocarburanti che, sostengono nel circus, sarebbero più green persino della potenza elettrica. Nel 2025 sarà la volta degli eventi, per i quali sono previsti l’eliminazione delle plastiche monouso ed il riciclaggio dei rifiuti nonché la messa a disposizione di mezzi di trasporto ecologici per gli spettatori. Mentre le fabbriche e tutte le strutture dei team saranno alimentate da fonti rinnovabili, lo step tecnico successivo riguarderà la propulsione. Questa, nel 2026, dovrà raggiungere una maggiore efficienza termica attualmente al 50%, che ne fa già il motore più efficiente al mondo. Il coronamento del piano è previsto per il 2030, anno in cui le emissioni di CO2 dei motori F1 saranno pari a zero.
Tutto molto bello ma…
In verità queste misure incidono su una piccola percentuale della totalità delle emissioni prodotte dal circus in un anno che corrispondono a 256551 tonnellate di CO2. Chiediamoci allora come farà il circus ad abbattere il restante 85% ovvero quelle derivante da logistica e viaggi del personale. Come ci riuscirà in un calendario in costante aumento di destinazioni? Verranno confermate le tappe in USA, Cina ed Emirati Arabi che aumentano le emissioni carboniose di anno in anno? Come convincerà sui biocombustibili gli sceicchi del Bahrain?Â