
Giunti al GP del Brasile, continua a essere sotto la lente di ingrandimento la Power Unit Ferrari e la sua regolarità. Dopo le accuse che hanno riguardato il flussimetro, che abbiamo analizzato in questo articolo e che è risultato perfettamente regolare, rimane ancora da chiarire la questione degli oli.
Secondo l’accusa e il pressing fatto da Mercedes e Red Bull, Ferrari utilizzerebbe presunti oli e additivi speciali da miscelare con la benzina, per dare un surplus di potenza della Power Unit.
In Brasile la Ferrari è nuovamente sotto l’attenzione della Federazione per chiarire una volta per tutte la regolarità della Power Unit 064.
Il regolamento tecnico prevede il divieto di utilizzo di additivi speciali che vanno a incrementare l’efficienza della benzina, aumentando le prestazioni del motore endotermico. Oltre dunque al flussimetro, che raggirerebbe i 100 Kg/h di carburante, la polemica ha riguardato un liquido di raffreddamento nell’intercooler che, immesso in camera di combustione, avrebbe proprietà additive per la benzina. Quello che dovrebbe scagionare la Ferrari è il fatto che l’additivo è immesso appena dopo il compressore, e non direttamente nell’intercooler.
Il flusso di additivi inoltre non è continuo, ma verrebbe giostrato dal pilota che varia la mappatura di rilascio da un apposito manettino sul volante, in caso venga richiesta alla Power Unit una potenza maggiore.
E’ chiaro dunque “l’intento” di Mercedes e Red Bull di trovare una falla alle prestazioni della Power Unit Ferrari, che si è dimostrata la migliore in termini di potenza. Ferrari si è confermata anche in Brasile la monoposto più veloce sui rettilinei e sulla simulazione qualifica durante le prove libere di Interlagos.
Si spera che le polemiche possano avere un fine in questo week end di Gran Premio, con la Federazione chiamata ancora una volta a fare chiarezza e a tenere sott’occhio la rossa di Maranello.
In questo video Fabiano Vandone approfondisce le tematiche che vedono coinvolte ancora una volta la Power Unit Ferrari.