
Il sito ufficiale della Formula 1 ha lanciato la prima rubrica “Power Rankings” della stagione 2020. Gli esperti consultati hanno ordinato i dieci team in base alle prestazioni dei test invernali. Le classifiche proposte dagli esperti sono state poi sommate e ponderate tra loro per creare un unico ranking. Gli esperti sono stati abbastanza concordi nel definire una griglia provvisoria, specialmente per quanto riguarda le posizioni di vertice.
Non stupisce dunque che la Mercedes sia stata indicata unanimemente come la vettura da battere. Nonostante qualche problema legato all’affidabilità della power unit, la W11 è certamente un progetto estremo. La power unit è stata completamente riprogettata per tenere il passo degli altri costruttori. Gli stop in pista potrebbero quindi essere riconducibili a difetti di gioventù. La Mercedes rimane comunque il team ad aver percorso più giri, in totale 903. Valtteri Bottas ha siglato il crono di riferimento, 1.15.732, nella prima sessione di test. L’innovativo sistema DAS – Dual Axes Steering – ha poi fornito un argomento di dibattito ad appassionati e addetti ai lavori, in attesa che il Circus ricominci ufficialmente a Melbourne.
In seconda posizione di questa graduatoria parziale troviamo la Red Bull capitanata da Horner e Marko. Anche a Milton Keynes non si è puntato su una semplice evoluzione del progetto precedente. L’integrazione con l’unità motrice Honda non può che aver compiuto un ulteriore step, candidando la Red Bull ad assoluta protagonista della stagione. Max Verstappen avrà l’ultimo jolly per diventare il campione del mondo più giovane della storia e dopo ben cinque stagioni complete in Formula 1 non può più essere considerato solo un giovane diamante.
Secondo gli esperti è la Ferrari a chiudere il gruppo dei top team dopo le prime giornate in pista del 2020. L’approccio della Scuderia ai test è sicuramente cambiato drasticamente rispetto alle precedenti stagioni, ma gli strumenti in possesso degli addetti ai lavori relegano la SF1000 a terza forza del campionato. A complicare l’avvicinamento al Gran Premio d’Australia è arrivato il comunicato FIA sugli accordi riservati tra la stessa Federazione e il team di Maranello in seguito alle indagini sulla power unit 2019. Il tutto ha sollevato un polverone che sembra lontano dalla sua conclusione.
La Racing Point si è aggiudicata il quarto posto di questo ranking, dopo aver esibito prestazioni più che convincenti a Barcellona. La RP20 è stata ribattezzata “Mercedes rosa” dopo che lo stesso direttore tecnico Andrew Green ha spiegato di aver preso spunto dalla W10 campione del mondo nel 2019. Altra questione sarà dimostrare un eventuale passaggio di informazioni riservate tra la Mercedes e il team di Lawrence Stroll, partendo dal presupposto che la Racing Point utilizza power unit, retrotreno e cambio del team in argento. Perez ha definito la RP20 la miglior vettura mai guidata nei test, candidando la squadra a prima inseguitrice dei top team.
Quinta forza secondo gli esperti è la Renault: la scuderia transalpina ha ammesso di puntare con decisione al 2021 ma il progetto di questa stagione pare un evidente passo avanti. La coppia formata da Ricciardo e Ocon è di assoluta qualità e spetterà al team fornirgli un mezzo all’altezza. Essendo un team ufficiale la Renault ha certamente deluso le attese interrompendo nel 2019 un percorso di crescita che li avevi portati fino al quarto posto nei costruttori. Urge conferma dei buoni propositi invernali, a partire dai primi gran premi stagionali.
La McLaren, team rivelazione del 2019, è stata indicata come sesta forza dagli esperti consultati dalla Formula 1. La compagine di Woking ha scelto un approccio soft alle prime uscite stagionali, così com’era accaduto proprio dodici mesi fa. Ciononostante, la vettura non sembra aver compiuto un significativo balzo nelle prestazioni, considerando anche quanto fatto dai rivali. Spetterà a Sainz e Norris smentire queste voci, ribadendo con forza che la gloriosa squadra inglese sta tornando ai vertici della Formula 1.
Settima posizione per il team Alpha Tauri, che nel 2020 sfoggia un nuovo nome e una livrea davvero accattivante. Franz Tost ha ammesso di puntare al quinto posto nei costruttori ma gli esperti sembrano più prudenti a riguardo. Perfino Sainz ha indicato l’Alpha Tauri come una seria rivale per le posizioni a ridosso dei top team. Gasly e Kvyat non sono certo una coppia junior ma sono chiamati a rilanciare le rispettive carriere prima che il vivaio ricominci a sfornare grandi talenti.
Ottava forza il team Alfa Romeo Racing: la compagine di Hinwil ha fatto registrare crono interessanti ed è stata molto veloce sul dritto, ma servirà un deciso passo avanti per migliorare l’ottavo posto nei costruttori ottenuto nel 2019. Sarà una stagione molto importante anche per i due alfieri dell’ex team Sauber: Raikkonen si appresta a diventare il recordman di presenze in Formula 1 ma potrebbe iniziare l’ultima stagione in carriera, mentre Giovinazzi è chiamato a dimostrare il suo valore, emerso fin qui solamente a sprazzi.
Nona posizione per il team Haas, lanciato in una parabola discendente che potrebbe comprometterne il futuro nella massima categoria. La scuderia americana è stata la più lenta sul giro singolo nell’arco dei test ed è stata perfino indicata come ultimo team da uno degli esperti consultati per redigere questa parziale graduatoria. La sensazione però è che come gli altri motorizzati Ferrari debba ancora tirare fuori il grosso del potenziale.
Fanalino di coda rimane la Williams: la FW43 rappresenta un deciso passo avanti rispetto all’inguidabile progenitrice ma non sembra essere abbastanza per permettere ai piloti di migliorare la posizione finale. Russell si augura giustamente di avere più visibilità, essendo un serio candidato Mercedes per il 2021, mentre Latifi dovrà lavorare per togliersi l’etichetta di pilota pagante.