Con l’avvento delle limitazioni al livello tecnico per la stagione 2021, e l’introduzione dei gettoni per lo sviluppo della maggior parte delle componenti, Ferrari potrebbe risultare particolarmente limitata nella rincorsa al vertice.
Il 30 settembre è scaduto l’ultimo termine utile per presentare alla Federazione le parti da omologare per la prossima stagione. Tutte le squadre hanno dunque presentato alla FIA gli sviluppi che saranno apportati sulle nuove monoposto, con le parti soggette a omologazione che potranno subire sviluppi e modifiche spendendo un massimo di due token per componente.
Ferrari da questo punto di vista potrebbe risultare molto svantaggiata da queste nuove norme introdotte dalla Federazione per il 2021, anno in cui doveva esserci il passaggio alle monoposto ad effetto suolo, salvo poi essere posticipate al 2022 causa Covid. Il 2021 sarà per forza di cose un’anno di transizione per Ferrari, che difficilmente potrà competere per la lotta al titolo con Mercedes. Su questo fronte la scuderia di Brackley possiede ormai un vantaggio tecnico quasi incolmabile in una sola stagione.
Il progetto Ferrari SF1000, che risulta essere uno dei peggiori (se non il peggiore) dell’ultimo ventennio in F1 del cavallino, vede nel regolamento tecnico a gettoni un’ostacolo non irrilevante, per un ritorno quantomeno a podio. La continuità della filosofia aerodinamica, e le limitazioni allo sviluppo, probabilmente spianeranno la strada a Mercedes verso quello che potrebbe essere l’ottavo titolo costruttori consecutivo dal 2014, con il 2020 ormai in cassaforte. Anche sul fronte economico, con l’introduzione del budget cap, Ferrari risulta essere limitata nell’investimento di risorse economiche per creare una monoposto, quella del 2021, in grado di risalire dal baratro in cui si è caduti con la SF1000.
L’unica soluzione per Ferrari è quella di spendere al meglio i token concessi dalla Federazione, senza potersi permettere di portare in pista un progetto poco competitivo, o degli aggiornamenti che non funzionano come dovrebbero. Le aree regolamentate da limitazioni di sviluppo sono sostanzialmente quelle oggetto di verifiche a crash test da parte della Federazione. Fra queste abbiamo telaio e muso che saranno congelati, mentre per altre componenti lo sviluppo potrà essere apportato spendendo i token.
Nello specifico: sospensione anteriore, parte elettronica, sospensione posteriore, impianto frenante, scatola del cambio, struttura di sostegno dell’ala posteriore e attacchi della sospensione saranno necessari 2 token per portare un’aggiornamento.
Altre componenti quali turning vanes o cape del muso, e dispositivo idraulico di attivazione del DRS, potranno essere soggetti a delle modifiche spendendo un solo gettone.
Tuttavia la Federazione ha lasciato strada spianata per aerodinamica e sviluppo del Power Unit, quest’ultimo vero punto debole della Ferrari di quest’anno. Sarà vitale per la scuderia di Mattia Binotto portare in pista nel 2021 un nuovo motore in grado di recuperare i cavalli persi rispetto al 2019, dopo l’accordo segreto fra Ferrari e FIA all’inizio di quest’anno. A livello aerodinamico invece saranno libere le ali e il sidepod, oltre che allo shape delle prese dei freni anteriori. Questo naturalmente al fine di permettere alle squadre di apportare adattamenti aerodinamici a seconda delle varie piste che ci saranno nel 2021. Sarà comunque difficile per Ferrari riuscire ad essere allo stesso livello di Red Bull e Mercedes la prossima stagione.
In questo video di ChronoGP vengono analizzate nel dettaglio tutte le possibile aree di sviluppo Ferrari per il 2021.
