Il caso Pirelli-Mercedes, fatto emergere da Autosport, ha innescato la prevedibile reazione della FIA, che, nella serata di domenica, tirata in ballo da Ferrari e Red Bull, ha pubblicato un comunicato che fa chiarezza rispetto ad alcuni punti e in un certo senso inguaia le Frecce d’argento.
In primo luogo, il test di 1000 km era una possibilitĂ contemplata, il cui principio di base doveva essere la paritĂ di accesso ad ogni squadra. Il test non doveva essere esclusivo, ma consentito a ciascun team.
“All’inizio di maggio, Pirelli ha chiesto alla FIA se fosse stato possibile effettuare alcuni test di sviluppo con un team, utilizzando una monoposto dell’attuale campionato. All’interno del contratto di Pirelli con FIA quale fornitore unico, è prevista per loro la possibilitĂ di effettuare fino a 1000 km di test con qualsiasi team – a patto che ad ogni squadra venga offerta la possibilitĂ di farlo”, scrive nella sua nota la Federazione.
Inoltre, la gestione doveva essere a cura del fornitore e le prove non sarebbero dovute avvenire all’insaputa degli altri team e della FIA stessa, ignara del test di Barcellona.
“La FIA ha suggerito a Pirelli e Mercedes-AMG che un simile test di sviluppo può essere possibile se gestito da Pirelli e non dalla squadra che fornisce macchina e pilota, e che tale test sarebbe stato subordinato al fatto che ad ogni squadra sia stata data la stessa opportunitĂ di effettuarlo, in modo da assicurare la piena equitĂ sportiva.
A seguito di questa comunicazione, la FIA non ha ricevuto ulteriori informazioni su un possibile test svolto, nĂ© da Pirelli nĂ© da Mercedes. Inoltre, la FIA non ha ricevuto la conferma che tutte le squadre abbiano avuto la possibilitĂ di prendere parte a questo test”.
E’ molto verosimile che ci saranno conseguenze disciplinari e sanzionatorie, perchĂ© la versione di Pirelli e Mercedes fa acqua da tutte le parti: “Inoltre, per quanto riguarda l’applicazione delle regole di questo sport, tra cui i principi sportivi di equitĂ , va ricordato che il Codice Sportivo Internazionale prevede che sulla base di una relazione dei commissari sportivi, o di propria iniziativa, l’Ente procedente della FIA può adire il Tribunale internazionale.
Il Tribunale può decidere di infliggere sanzioni che prendono il posto di qualsiasi penalitĂ emessa dai commissari sportivi. Tale procedura dovrebbe essere eseguita in virtĂą delle Regole giudiziarie e disciplinari della FIA”.
