Sul finire degli anni ’70 Bernie Ecclestone e Niki Lauda erano rispettivamente boss e pilota della Brabham. Trentacinque anni dopo i loro ruoli sono totalmente differenti: Bernie è Ceo del Gruppo Formula 1, mentre Niki è presidente non esecutivo del team Mercedes, ma l’amicizia rimane ancora solida.
Sul sito formula1.com i due si lasciano andare a una conversazione da Bar Sport con divagazioni sull’età, il rapporto con le mogli e qualche aneddoto sulla loro collaborazione. Non mancano però gli spunti sui temi caldi del momento.
Lauda ricorda i suoi trascorsi di pilota per Ecclestone: “Sono stato in costante contatto con Bernie maggior parte della mia vita – ho guidato per lui. Certo, il rapporto si è intensificato quando sono rientrato, lui ha aiutato Mercedes a tornare in pista. Fondamentalmente questo è stato l’inizio di colloqui sul fatto se mi sarebbe piaciuto fare il presidente. Il dialogo si è sviluppato – ed eccomi qui!”.
Il discorso vira inevitabilmente sui pneumatici e le accese polemiche sulle scelte del fornitore. Così Ecclestone: “Ho chiesto a Pirelli di fare gomme che non avrebbero superato metà gara, intendendo che abbiamo bisogno di soste ai box. E questo è quello che hanno fatto. E’molto, molto difficile da prevedere la durata di queste gomme (15-20% della gara) perché ogni circuito è diverso, siamo di fronte a temperature molto diverse, le auto sono diverse, e, da ultimo, non per importanza, ogni pilota ha uno stile di guida diverso. Ai tempi in cui Niki correva le sue più grandi preoccupazioni erano il cambio e il freno, non le gomme. Ora devono usare il loro cervello e cominciare a pensare a come vincere le gare”.
Secondo Lauda l’obiettivo di Pirelli era di “avere il primo pit stop dopo 12-15 giri, ma per i fattori elencati da Bernie a volte le gomme durano solo quattro giri. Se però hanno questa durata, allora non si avranno più tre pit stop. La direzione insomma è quella sbagliata, ora avremo dei cambiamenti in Canada”.
Mercedes sembrava il malato dei grandi team, poi tre pole position e due podi hanno fatto fare il salto di qualità alle Frecce d’Argento. “Le gomme sono uguali per tutti, i materiali che usa Mercedes sono sempre gli stessi. L’unica differenza è costituita dalle persone”, soggiunge il boss.
Il discorso poi prende pieghe di natura politico-economica. Ecclestone rivendica i suoi successi: “Quando stavo programmando anni fa un Gp in Cina,credevano fossi matto. Ora la Cina è il mercato di riferimento di ogni azienda che agisce a livello globale”.
Lauda invece sostiene di aver appreso molto da Ron Denis e da Luca Cordero di Montezemolo, sebbene in un’ottica decisionale le scelte sono frutto di una concezione tutt’altro che attendista, secondo cui è meglio “prendere delle decisioni e se, sbagliate correggerle, piuttosto che rimanere fermi”.
