Che cos’è il graining? Spesso si sente parlare, talvolta anche a sproposito di questo fenomeno. Per i profani o i non appassionati di Formula 1 può sembrare un concetto difficile da assimilare. Quando la spiegazione è fornita in termini baisici e corredata da un video esemplificativo, tutto diventa più semplice.
Mario Isola, Racing Manager Pirelli, introducendo le caratteristiche della pista di Montreal, si sofferma su quest’aspetto: “Circuito semipermanente scarsamente utilizzato durante l’anno, Montreal si presenta poco gommato soprattutto il venerdì delle libere. L’assenza di questo strato di mescola depositato poi durante il weekend aumenta poi le possibilità dell’insorgere del graining”.
Di cosa si tratta esattamente? Piola lo spiega chiaramente: “Il graining si innesca nella prima fase di utilizzo degli pneumatici, quando questi vengono molto sollecitati prima di aver raggiunto le condizoni ottimali di temperatura. La superficie della mescola troppo fredda non riesce a fornire il grip richiesto e scivola, comportando dei fenomeni di abrasione tra la mescola e l’asfalto, si formano così dei riccioli di mescola sul battistrada che ne accelerano sia l’usura sia il degrado”.
Le scuderie non sono sprovvedute, conoscono perfettamente le insidie del circuito: “Questo fenomeno, illustra Piola, è piuttosto noto su una pista come Montreal, che presenta molte frenate violente e forti accelerazioni dalle curve lente. E’ necessaria allora, poiché non è possibile arrestare il graining, una buona gestione delle gomme, soprattutto nei primi giri della gara, quando lo pneumatico è in fase di warm up”.
