Dal prossimo anno i motori 2,4 litri V8 saranno messi in soffitta e cederanno il posto ai nuovi propulsori 1,6 litri turbo, dotati di una power unit per il recupero di energia, che assicurerà una nuova potenza aggiuntiva di 160 cavalli che si potrà sprigionare per oltre 30 secondi in un giro di pista. I motori avranno un limite di giri fissato dal regolamento a 15.000 al minuto, mentre il chilometraggio complessivo di ogni unità si aggirerà attorno ai 5000 km rispetto agli attuali 2000.
Ecco perché molte scuderie stanno vivendo questo scampolo di Mondiale in proiezione 2014 e hanno approntato dei gruppo che stanno realizzando la nuova vettura. Il responsabile del reparto motoristico della Scuderia Ferrari, Luca Marmorini ha illustrato le novità tecniche che caratterizzeranno la Formula 1 che verrà.
“Non c’è un singolo aspetto che prevalga sul fronte della criticità” – ha esordito l’ingegnere – “Le difficoltà sono a 360 gradi. Ad esempio, il turbo è di nuova concezione e può arrivare a 125.000 giri al minuto, un valore inedito per i progettisti. Anche tutta la parte elettronica ed i sistemi di gestione sono di nuova generazione, e questo comporterà una nuova e difficile sfida sul fronte della gestione del motore”.
C’è anche il rovescio della medaglia: il fatto che i ritiri per guasti al motore siano stati ridotti di gran lunga è una acquisizione piuttosto recente, dovuta al congelamento degli sviluppi tecnici.
E’ previsto allora un cambio di tendenza, anche per la compresenza della turbina e le parti di elettronica in punti dove potrebbero sorgere problemi di eccessivo surriscaldamento: “Dobbiamo sviluppare l’unità power-train in un breve lasso di tempo” – conferma Marmorini – “E questo a mio parere renderà l’affidabilità il fattore che influenzerà maggiormente l’esito delle gare, soprattutto quelle che si disputeranno nella prima parte di stagione. Sappiamo che in molti progetti le turbine verranno alloggiate nella parte posteriore-centrale del motore, quindi vicino alle componenti elettroniche. Parliamo di zone dove si possono raggiungere i mille gradi e le problematiche legate alla gestione delle temperature sono tra le principali sfide su cui tutti i motoristi stanno lavorando”.
“In queste ultime settimane stiamo allestendo l’unità che sarà successivamente installata nella monoposto attuale. Il nostro piano per essere pronti nel mese di marzo è una vera e propria sfida. Non possiamo permetterci alcun ritardo e sono sicuro che saremo pronti. Abbiamo dedicato del tempo alla preparazione di questa monoposto, un’impresa che non è stata facile. Ora aspettiamo fiduciosi la prima gara della prossima stagione, visto che solo in quel momento avremo un giudizio sul nostro operato”, ha aggiunto Marmorini.
Com’è noto ci sarà anche una diminuzione del flusso di carburante, che in questa nuova generazione di motori non dovrà superare i 100 chili/ora, aspetto che indurrà molti piloti a non spingere al massimo sull’acceleratore per paura di rimanere a secco: “In Ferrari sappiamo che potrebbe esserci questo pericolo” – ha ammesso Marmorini – “A noi piace la Formula 1 come contesto di sperimentazione ma siamo anche convinti che questo sport non possa prevedere che un pilota disputi metà gara a velocità ridotta per risparmiare carburante”.
Insomma le evoluzioni della Formula 1 spargeranno un’ulteriore fase di incertezza e suspence: “Quando si inizia un progetto completamente nuovo” – prosegue Marmorini – “È inevitabile che al termine della prima stagione di gare sia previsto uno ‘step’ evolutivo. La quantità di modifiche che si potranno effettuare sarà progressivamente minore col passare del tempo. Dal terzo anno in poi arriveremo ad una situazione regolamentare molto simile a quella attuale”.
Infine Marmorini fa un cenno ai cavalli e alla potenza dei nuovi propulsori:“Quando abbiamo definito queste norme con la FIA. L’idea era di avere una potenza molto simile a quella che sviluppano i propulsori attuali. Oggi un motore di F1 sprigiona circa 750 cavalli, ai quali vanno aggiunti i circa 80 garantiti dal KERS. Nel 2014 il solo motore dovrebbe garantire tra i 600 ed i 650 cavalli, a cui bisognerà aggiungere i 160 provenienti dall’unità ERS. Il numero complessivo di cavalli sarà quindi molto simile a quello utilizzato oggi. L’anno prossimo mi aspetto un campionato dove l’affidabilità giocherà un ruolo fondamentale, e credo che difficilmente si potrà disputare un intera stagione senza avere qualche inconveniente. Ricordiamo che sarà pur sempre un motore da corsa che dovrà garantire un chilometraggio di 5000 chilometri, ovvero più del doppio delle percorrenze attuali”.
