Dalle stelle alle stalle. Probabilmente è questo che a fine 2013 hanno pensato i vertici McLaren, dopo un’annata molto deludente, la prima da molti anni senza nemmeno un podio. Una vettura, la MP4-28, che era stata completamente rivoluzionata rispetto alla stagione precendete: nuove sospensioni (dal push rod al pull rod), muso più alto e pance molto diverse.
A fine 2013, però, alla guida del team è tornato Ron Dennis, il boss, quello dell’ultimo titolo mondiale targato McLaren. Ha portato ordine nel team: una nuova modalità di lavoro e, anche, un nuovo pilota, Kevin Magnussen. E, visti i risultati, potremmo dire che la scelta di far tornare l’ex manager alla guida della scuderia è stata la scelta azzeccata.
Dopo i test invernali molto positivi, la McLaren è arrivata a Melbourne molto fiduciosa, convinta del proprio pacchetto: due piloti a podio e leader del mondiale costruttore. Vero, il podio è arrivato anche con una certa dose di fortuna: il ritiro di Hamilton, l’incidente di Bottas (che, probabilmente, sarebbe arrivato a podio) e la squalifica di Ricciardo. Però, visto la disfatta della stagione 2013, il risultato di Melborune non si può non considerare positivo. Un doppio podio che la porta direttamente in cima alla classifica del mondiale costruttori (anche se, ovviamente dobbiamo tenere conto che senza il ritiro di Hamilton la situazione sarebbe diversa) con 33 punti, otto in più della Mercedes.
Notizie positive, inoltre, sul fronte piloti: Button si è confermato un ottimo capo-squadra, un leader all’interno del team; a questo si aggiunge la sorpresa Magnussen, una vera rivelazione. Quando è arrivato l’annuncio ufficiale del suo ingaggio direttamente in McLaren in molti erano dubbiosi nel giudicarla una scelta corretta: la vera novità è la ventata di entusiasmo e di grinta che ha portato all’interno del team il giovane Kevin. Si è notato subito che Magnussen aveva portato entusiasmo a Woking, riportando le sensazione che si erano viste nel 2007, con un debuttante Hamilton che seppe stupire.
Nelle settimane scorse ci siamo detti che la vera rivelazione poteva essere la Williams. E se, invece, fosse la McLaren la vera rivelazione di questo inizio stagione?
