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    In Ferrari scoppia il caso Raikkonen, dopo la strategia pro Alonso!

    Gianluca D'AlessandroBy Gianluca D'Alessandro14 Maggio 2014Updated:19 Maggio 201410 commenti5 Mins Read
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    GP SPAGNA F1/2014

    A distanza di qualche giorno dalla conclusione del Gran Premio di Spanga, torniamo sul “caso Raikkonen”, penalizzato in gara da una strategia Ferrari pro Alonso.

    Luci ed ombre per Kimi Raikkonen nel Gran Premio di Spagna. Il pilota finlandese della Ferrari, reduce da un inizio di stagione disastroso per i suoi standard, sembrava aver trovato durante lo scorso week end, seppur in parte, un certo feeling con la F14-T, vettura che, nelle prime quattro gare di stagione, aveva mal digerito.

    Ottime qualifiche che lo vedevano davanti al compagno di squadra e ottima gara (nei limiti della monoposto) fino a quando dal team non hanno deciso di puntare su una strategia a due soste: una scelta che lo stesso Kimi ha criticato ai microfoni dei media, nelle consuete interviste post gara.

    “Per me oggi è stata una gara complicata, il problema principale è stata la mancanza di grip ed in generale era molto difficile riuscire ad avere un buon bilanciamento della vettura. La scelta di effettuare due soste non si è rivelata quella giusta perché il degrado degli pneumatici mi ha impedito di continuare a spingere fino alla fine”, sono state le parole del finlandese ai microfoni dei media italiani. Ma non finisce qui: infatti un Kimi piuttosto malinconico poco dopo si è presenta anche alla stampa di Sky UK con un’intervista in cui sia lascia sfuggire qualche parola al veleno.

    [youtube height=”360″ width=”640″]http://www.youtube.com/watch?v=Hl4ILLADlUU[/youtube]

    Sky Uk: ” Fernando si è fermato prima di te. È stata una scelta tua, sua (di Alonso, ndr) o del team?”
    Raikkonen:  “Non saprei”
    Sky Uk: ” Volevi fermarti prima ?”
    Raikkonen: “Mha…”

    Insomma, Raikkonen non è sembrato molto convinto, anzi, era quasi “scocciato” per una gara che, secondi lui, doveva finire molto diversamente. Sicuramente la strategia era sbagliata: impossibile pensare di poter arrivare fino in fondo (in una condizione decente) con quel set di dure come avevano pensato ai box; una mossa che, probabilmente, lo ha privato del quinto posto. Tattica a due soste che ha penalizzato anche Valtteri Bottas che, negli ultimi giri di gara, non ha potuto nulla contro Sebastian Vettel proprio per il grande degrado dei suoi pneumatici.

    Le ipotesi per questa strategia “suicida”, ovviamente, sono molteplici: è possibile che in Ferrari abbiano pensato all’azzardo ti tentare un pilota con le due soste e un altro con tre. Uno andrà bene perché avrà imbroccato la strategia “vincente” l’altro perde il treno: insomma una mossa differenziata per tentare l’assalto al 5° posto con almeno uno dei due driver. Una strategia che, vista la situazione quasi disperata della Ferrari, poteva anche avere un suo perché e non è assolutamente da scartare. L’altra, ben più maliziosa, vedrebbe il team “favorire” Alonso…

    Ma riassumiamo rapidamente quanto successo a partire dal primo pit stop, forse il decisivo. Alla sosta ai box, normalmente, viene chiamato per primo chi è davanti, una sorta di prassi in tutti i team per evitare problemi e discussioni tra i piloti e il team come quelle accadute a Barcellona: un vantaggio indiscutibile perché con gomme nuove si può spingere un giro prima evitandosi un’altra tornata con degli pneumatici vecchi ed usurati. Questa “prassi”, però, non è stata tenuta in considerazione, come sostiene Raikkonen: intatti, nonostante fosse dietro al finlandese di ghiaccio, Alonso ha effettuato per primo la sosta, penalizzando di conseguenza il campione del mondo 2007 che si è ritrovato a dover fare un giro in più con gomme usate. La classica tattica che i piloti usano quando non riescono a superare chi gli sta davanti: anticipi il pit, fai un giro veloce con pneumatici nuovi e gli esci davanti dopo che anche il tuo rivale avrà effettuato la sua sosta.

    Da quella fermata passeranno altri 26 lungi giri prima di un nuovo pit stop di Kimi: 26 giri in cui il degrado della gomma è netto ed incontrollabile. Effettuato la seconda sosta (Alonso aveva pittato 8 giri prima) mancano ancora 23 giri alla fine: ormai il disastro è fatto. Raikkonen a quel punto, capito che la gara era andata, chiede quasi infuriato al muretto: “Si può sapere chi ha deciso il momento delle mie soste ai box?”. Negli ultimi giri di gara al finlandese prima viene chiesto di evitare di battagliare con Vettel (che adottava una tattica a 3 soste) per risparmiare le gomme, in attesa di quel tanto sofferto traguardo, poi si vede sverniciato da Alonso (con gomme medie nuove come Seb) nell’impossibilità di resistere come vorrebbe agli attacchi dello spagnolo. Una strategia a tre soste avrebbe evitato il doppiaggio finale e il triste arrivo a traguardo? Quasi sicuramente sì. E anche lui lo capisce: non è un caso che siano arrivate voci di un Raikkonen infuriato nel dopo gara, rimasto diverse ore in più nel retro box a discutere con i vertici della scuderia della sua tattica di gara.

    Perché scegliere una tattica a due soste così penalizzante per Kimi? Semplice errore di strategia da parte dei box o c’è qualcosa di più? Il circus si trovava in Spagna, patria natale di Fernando Alonso e sicuramente vedersi arrivare davanti il compagno di squadra a casa tua non avrebbe fatto piacere nè al pilota di Oviedo nè ai tifosi giunti sul circuito di Barcellona per tifare il loro connazionale. Mattiacci, nuovo direttore della gestione sportiva del team (e Montezemolo), ha già “fatto intendere” in Cina chi fosse la prima guida nel team, nonostante le famose dichiarazioni di parità tra i piloti decantate ad inizio stagione rimbombino ancora…

    E ora che Stefano Domenicali non c’è più, ovvero colui che forse è stato il vero artefice del ritorno dell’uomo di ghiaccio a Maranello, chi “proteggerà” gli interessi di Raikkonen in squadra? Se tre indizi non fanno una prova…

    2014 alonso barcellona F1 ferrari raikkonen
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