Passate le prime otto gare è il momento di guardare al futuro in casa Red Bull, sopratutto per quanto riguarda il comparto motoristico che, a partire da quest’anno, ha assunto un ruolo fondamentale. Il team austriaco ha voluto proseguire nel segno della continuità affidandosi ancora una volta a Renault, dopo i 4 anni di successi, per la nuova Power Unit, grande novità tecnica di questo 2014. Fin dall’inizio, però, c’era qualche perplessità sull’unità del motorista francese: già a dicembre dell’anno passato, infatti, erano circolate voci di ritardi e di problemi riguardanti alcuni elementi fondamentali del motore. Insomma, le premesse per un “fallimento” c’erano.
Arrivati a primi test pre stagionali di Jerez la situazione è andata via via peggiorando: tra fumate e vari problemi i km percorsi dai motorizzati Renault sono stati pochissimi, rispetto alla concorrenza. La situazione non è di certo migliorata nei test in Bahrain dove la Red Bull ha arrancato vistosamente. Le aspettative per un mondiale in salita per il team austriaco, quindi, erano alte.
Le prime gare del campionato sono state positive: 2 podi (della quale 1 revocato in Australia a Ricciardo) e piazzamenti comunque abbastanza soddisfacenti. La situazione sembrava migliorare: il doppio podio Spagna/Monaco e la vittoria in Canada ad opera del neo pilota australiano aveva riportato, in parte, una certa tranquillità con il motorista francese: in parte. Dall’altra parte del box, infatti, non era tutto rose e fiori: un Vettel frustrato, insoddisfatto della potenza espressa dalla sua power unit aveva fatto si che lo stesso tedesco fosse arrivato a definire la sua macchina un “cetriolo”, dichiarazione che sicuramente tutt’altro che apprezzata né da vertici del team né ai partner francesi.
La disfatta della scorsa settimana, inoltre, sul circuito di casa durante il Gran premio d’Austria non ha lasciato soddisfatti i vertici del team austriaco che hanno ampiamente criticato, con parole poche lusinghiere, la power unit Renault. In particolare Chris Horner, team principal della Red Bull Racing, subito dopo la deludente prestazione austriaca avrebbe tuonato ai giornalisti: “Il comportamento del motore della Renault è stato inaccettabile. Vogliamo continuare a lavorare con la Renault, ma dobbiamo avere dei motori affidabili. Vogliamo essere competitivi e tenere il passo di quelli che ci stanno davanti”.
Un chiaro messaggio alla Renault: in casa Red Bull vogliono un motore vincente altrimenti qualcosa si potrebbe muovere. Un altro segnale in tale direzione era arrivato anche da Helmut Marko: “Se ci renderemo conto che non c’è la possibilità di raggiungere lo stesso livello della Mercedes” – ha commentato Marko – cercheremo soluzioni alternative”.
Ma quali potrebbero essere queste soluzioni alternative? Mercedes? Ferrari? Difficile ipotizzare che Mercedes possa aiutare un diretto concorrente fornendo loro la miglior power unit del lotto. Un ipotesi scartata anche dallo stesso Marko che sottolineava, dopo il Gp d’Austria, che un’alternativa poteva essere quella di consultare partner “locali”: “Ci sono tante altre aziende specializzate in motori. AVL, ad esempio, è ad appena 70 km da Spielberg. Stiamo esaminando tutte le alternative”.
Le ultime voci portavano a pensare che in Red Bull si pensasse anche al creare una Power Unit in proprio: opzione interessante ma quasi impossibile. Se vogliamo fare un paragone si può sottolineare come Mercedes sia quasi 5 anni impegnata nel progetto Power Unit e creare un’unità complessa in soli due anni, come vorrebbe Helmut Marko, è un’idea quasi irrealizzabile.
Cosa rimane allora? La grande suggestione Honda. A partire dall’anno prossimo il costruttore nipponico farà il suo grande ritorno in Formula 1 come motorista: lo farà al fianco della McLaren, andando a formare quella grande accoppiata che distrusse gli avversari sul finire degli anni ’80. L’inconveniente risiederebbe nel fatto che Honda per un il 2015 è vincolato da un contratto in esclusiva proprio con il team di Woking, mentre dal 2016 potrà fornire le sue Power Unit a chiunque le richieda.
Insomma la domanda che si pongono in Red Bull è se rispettare il contratto e rimanere un altro anno con Renault sperando in qualche miglioramento del propulsore transalpino o se cercare di buttarsi a capo fitto in una nuova avventura che sembra un opzione più distante che concreta.
