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    Quando la Formula 1 diventa artificiale tra costi e spettacolo

    Gianluca D'AlessandroBy Gianluca D'Alessandro21 Giugno 20141 commento5 Mins Read
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    Formula 1
    Durante questa settimana il mondo della Formula 1 si è riunito per valutare il futuro del Circus: da una parte si è dovuto valutare un consistente abbattimento dei costi che, ormai, la massima competizione automobilistica richiede, mentre dall’altra si è dovuto dare un’occhiata allo spettacolo, vero tallone d’Achille della Formula 1 moderna.

    Sul fronte costi sono tante le proposte portate sul tavolo dei 26 membri della F1 commision: si va dall’abolizione delle termocoperte alla riduzione del week end di gara. Per quanto riguarda l’abolizione delle termocoperte, parliamo di un risparmio di circa 200mila euro all’anno, la proposta è stata ovviamente bocciata: troppo rischioso, per queste vetture di Formula 1, andare in pista ai 300 (e passa) km/h con pneumatici freddi. Il solo Gutierrez, la voce fuori dal coro, era favorevole all’idea: contento lui.

    Bocciata anche la proposta che prevedeva una riduzione del week end: gli organizzatori delle gare ed i team hanno fatto marcia indietro opponendosi al weekend di gara accorciato, che avrebbe previsto l’eliminazione della seconda sessione di prove libere al venerdì. Insomma una pazzia: i team prima si lamentano di non aver tempo a disposizione, visto che i test in-season sono contati col contagocce, mentre poi accettano, in un primo momento, la riduzione delle prove libere durante il week end di gara.

    Sempre per quanto riguarda i costi, però, una proposta è stata abrogata: la riduzione dei test. A partire dalla prossima stagione le sessioni di test in-season saranno dimezzate, passando da 4 a 2, con buona pace di Todt e Montezemolo che ne avevano auspicato il ritorno per anni. Di queste due sessioni (composta ognuna da due giornate) una sarà ad appannaggio esclusivo dei giovani piloti. Sempre per quanto concerne il 2015, i test pre-season cambieranno località: si ritornerà in Europa, evitando le lunghe tappe in Asia, con la “disperazione” Pirelli, il cui paletto più importante era quello di riuscire a provare in posti caldi, mettendo quindi sotto stress gli pneumatici, anche durante l’inverno, cosa sicuramente impossibile in Europa. Dall’anno successivo, quindi dal 2016, ci dovrebbero essere ulteriori restrizioni: le giornate di test pre-season passeranno dalle 12 attuali ad 8, mentre le sessioni in-season saranno vietate, come negli anni passati.

    Altro capitolo, altro tema: lo spettacolo. Proprio nei giorni scorsi il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, aveva tuonato un possibile abbandono, poi rivisto, della Ferrari dal mondo della Formula 1 anche a causa del poco spettacolo messo in pista dalle vetture. Ebbene, nel vertice si è discusso anche di questo tema. Essenzialmente erano 3 le proposte al vaglio: l’aumento del rumore delle power unit, le scintille provenienti dal fondo vettura e la ripartenza da fermo dopo la Safety Car.

    Dopo il fallimento della “trombetta” portata dalla Mercedes nei test sembra che il team di Stoccarda, in collaborazione con la Ferrari ci voglia riprovare: nei test previsti dopo il Gp di Silverstone, infatti, si dovrebbe vedere una versione “evoluta” di questa soluzione che, sul banco, si vocifera dia buoni risultati. Come se non bastasse è tornato d’attualità il tema scintille: “se non possiamo averle naturalmente perché non le creiamo noi?” avranno pensato i 26 membri della commissione. Proprio nella mattinata di oggi, durante la prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria, sotto alcune vetture erano montante due placche in titanio: vista l’impossibilità (e la non disponibilità) dei team ad abbassare le vetture per far toccare il fondo, si è pensato che lo sfregamento di queste due placche metalliche, aggiunte sotto il fondo, avrebbe generato grandi quantità di scintille, tornando ai fasti colorati di fine anni ’80: come dimenticare le scintille provenienti dalle vetture di Senna, Prost e Mansell? I risultati, però, sono tutt’altro che soddisfacenti a nostro avviso: nonostante ciò la soluzione verrà nuovamente giudicata in futuro.

    Ovviamente la lista non finisce qui: secondo quanto riporta “Autosport”, durante il collegio si è discusso di una possibile ripartenza da fermo dopo il regime di Safety Car a partire dal 2015. Secondo i team, infatti, allo stato attuale è difficile vedere dei cambi di posizione al restart, perché ormai i piloti, furbamente, hanno imparato i trucchetti del mestiere per guadagnarsi un discreto margine sugli inseguitori durante il periodo che intercorre dal rientro della vettura di sicurezza ai box e la ripartenza. Per questo le scuderie hanno ben pensato di metterci un po’ di pepe al restart, proponendo una vera e proprio partenza dalla griglia. Essenzialmente, una volta che i doppiati avranno provveduto a sdoppiarsi sotto il regime di Safety Car, le vetture si riposizioneranno nuovamente in griglia (quindi niente “giro di ricognizione”) e daranno il via ad una vera e propria nuova partenza, creando ulteriore scompiglio. All’interno della Formula 1 Commission sarebbe già arrivato l’ok: l’approvazione, o meno, dipenderà quindi dal Consiglio Mondiale della FIA che si terrà nelle prossime settimane.

    I suggerimenti, però, non arrivano solo dai team: anche Fernando Alonso ha fatto sentire la sua voce, chiedendo il ritorno del kers durante la conferenza stampa del Gp d’Austria. “A mio parere sulle nostre vetture dovrebbe tornare il Kers. Ora abbiamo un sistema elettrico di recupero dell’energia che ci dà spinta su rettilineo, ma non ci aiuta nei sorpassi: tutti usiamo la stessa energia negli stessi punti, dunque diventa impossibile sopravanzare gli avversari” sono state le parole dello spagnolo a riguardo. Altro tema affrontato è quello degli pneumatici: “L’altro grande tema è quello delle gomme: riportare la competizione tra i produttori di pneumatici potrebbe mescolare le carte in tavola. Si potrebbe anche, ad esempio, prendere spunto dalla MotoGp ed aiutare i piccoli team, dando loro gomme o carburante differente in gara”. Idee che, forse, sono più concrete e realizzabili di quelle proposte della F1 commision. Quando ci vuole poco per riportare lo spettacolo in pista…

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