
Si sono da poco concluse le due sessioni di prove libere del venerdì presso lo storico circuito dell’Hungaroring.
L’undicesimo appuntamento stagionale ha preso il via questa mattina con la consueta Free Practice 1 dove i piloti hanno iniziato a prendere confidenza con il tracciato ungherese.
La prima sessione di prove libere, come al solito poco indicativa nella valutazione del livello prestazionale delle monoposto, si è conclusa con la consueta doppietta Mercedes al vertice della classifica dei tempi. Lewis Hamilton ha ottenuto la migliore prestazione girando in 1’25″814 staccando il compagno di scuderia Nico Rosberg di 0,183s.
In questa Free Practice 1 chi ha veramente stupito è stato Kimi Raikkonen, che ha ottenuto il terzo tempo davanti al compagno di team Fernando Alonso. Il finlandese ha subito un distacco di più di 6 decimi da Hamilton, ma è sembrato subito entrare in sintonia con la sua F14-T. Kimi ha saputo sfruttare al meglio i 29 giri da lui percorsi ed è riuscito a trovare un ottimo bilanciamento sulla propria vettura. Probabilmente le basse temperature dell’asfalto mattutine hanno giocato a favore dei piloti Ferrari. La F14-T infatti si è spesso ben comportata, durante tutta la stagione, nei Gp che offrivano un clima mite o fresco mentre è andata molto in affanno su circuiti dalle temperature elevate e l’asfalto molto abrasivo. L’Hungaroring inoltre è una pista che tende ad esaltare il telaio, l’areodinamica e la trazione delle monoposto. Per la sua conformazione da Kartodromo il circuito ungherese offre forti frenate, curvoni lenti e una parte centrale particolarmente stretta e con una serie consecutiva di curve molto insidiose da percorrere a media velocità. Non è sicuramente un circuito che esalta le prestazioni offerte dalle power-unit in termini di potenza assoluta, basti vedere le grosse difficoltà incontrate dalle Williams, che hanno fatto proprio della potenza del propulsore Mercedes l’arma vincente nei passati Gran Premi. La scarsa potenza della Power-unit made in Ferrari quindi non si è fatta sentire negativamente più di tanto ed è stata compensata dalla buona aerodinamica e dall’ottimo telaio progettato a Maranello.
Alle spalle dei piloti Ferrari, in quinta posizione, si è piazzato Sebastian Vettel, che ha dovuto lottare con la sua Red Bull per trovare il giusto assetto. Difficoltà di bilanciamento riscontrate anche dal compagno di scuderia Daniel Ricciardo, che ha concluso la sessione all’ottavo posto.
Archiviata la Free Practice 1 alle ore 14 si sono riaccesi i motori e i piloti sono scesi in pista per affrontare la Free Practice 2; sessione che viene sfruttata dalle scuderie per valutare la pura prestazione per l’hot-lap da qualifica e il passo gara con molto carburante a bordo.
Partiamo con il dire che le Mercedes, ancora una volta, si sono dimostrate particolarmente preformanti e hanno chiuso la sessione davanti a tutti con Lewis Hmailton che ha avuto la meglio sul leader del mondiale Nico Rosberg. Il passo gara delle vetture tedesche è inoltre inavvicinabile dalle altre scuderie. Una vera e propria prova di forza del team Mercedes particolarmente a suo agio sulla pista kartodromo ungherese.
Sebastian Vettel, dopo le difficoltà mattutine, ha tirato fuori la stoffa del campione ed ha concluso al terzo posto completando un giro perfetto e privo di errori. Il tedesco ha subito un distacco di soli 6 decimi dal pilota di testa ed ha dimostrato sul passo gara di poter avvicinarsi molto ai tempi fatti segnare dalla doppietta Mercedes.
La F14-T si è ben comportata anche nel corso della Free Practice 2, soprattutto con Fernando Alonso che ha ottenuto il quarto tempo con un solo tentativo. Un po’ più attardato è apparso Kimi Raikkonen che dopo due tentativi di hot lap ha concluso sesto alle spalle del giovane di casa McLaren Kevin Magnussen. La Ferrari guidata dal finlandese è apparsa però molto più instabile e nervosa rispetto alla mattina, evidentemente l’aumento della temperatura dell’asfalto ungherese ha messo in crisi l’assetto perfezionato nel corso della prima sessione. Difficoltà di handling riscontrate anche sulla monoposto di Fernando Alonso, che specialmente nelle ultime due curve lente del circuito, alternava sottosterzo e sovrasterzo rendendo il controllo assai difficile. Questo problema non è stato sufficiente per fermare lo spagnolo che si è esibito in controlli al limite e sovrasterzi di potenza ed è riuscito a portare la sua F14-T a 0,955 s dalla prestazione di Hamilton.
Analizzando il passo gara si è riscontrato come i piloti Red Bull e Ferrari girassero su tempi molto simili, questo è un dato che può far ben sperare tutti i tifosi della Rossa che per il Gran Premio di domenica possono attendersi l’ennesima lotta tra Vettel ed Alonso per la conquista del gradino più basso del podio. Le prime due posizioni sembrano essere già state assegnate, o meglio, sono affare delle due Mercedes, che a scanso di colpi di scena, incidenti e rotture faranno gara a se.
Scritto da: Daniele Vanin