
Ancora una volta la Formula 1 ha saputo regalarci forti emozioni.
La qualifica del Gp d’Ungheria, sembrava scontata alla vigilia con le prime due posizioni promesse ai piloti Mercedes. Così non è stato, o meglio, è vero che la Pole è andata ancora una volta a Nico Rosberg, ma il tedesco ha dovuto lottare con un agguerrito Sebastian Vettel per ottenere tale risultato. E Hamilton? L’inglese nel corso della Q1 ha riscontrato un grave problema alla power-unit della sua monoposto. Risultato: fuoco e fiamme dal retrotreno e neanche un giro cronometrato per Lewis, costretto ad abbandonare la vettura nella pit lane. Sessione finita e ventunesima posizione.
Altro episodio che ha fatto molto discutere durante la qualifica è stata la sciagurata decisione del muretto Ferrari di non far uscire Kimi Raikkonen per un secondo tentativo nel corso del Q1. La posizione del finlandese era poco sicura per garantire l’accesso al Q2 ed un super giro di Jules Binachi a bordo della sua Marussia equipaggiata con gomme soft, ha decretato l’esclusione del pilota Ferrari dalla qualifica 2. Errore da principianti per il team italiano incapace di reagire in tempo alle performance di Jules.
Nel finale la qualifica è stata movimentata ulteriormente. La pioggia ha iniziato a cadere, aggiungendo un po’ di pepe a questa pazza sessione. Il repentino scroscio d’acqua ha provocato l’incidente di Kevin Magnussen all’inizio del Q3. Il danese, nell’affrontare curva 1, ha mancato la staccata ed è uscito di pista con la sua McLaren urtando brutalmente le barriere a velocità sostenuta. Causa di tale incidente l’asfalto scivoloso e le gomme slick soft che non hanno offerto il grip necessario al pilota per fermarsi in tempo ed evitare l’impatto. Questo incidente ha portato alla sospensione per qualche minuto delle qualifiche. Illeso il giovane pilota danese.
Il secondo posto è andato a Sebastian Vettel, terzo Valtteri Bottas, quarto Daniel Ricciardo e quinto Fernando Alonso. A chiudere la top ten troviamo in sesta posizione Felipe Massa, settimo Jenson Button, ottavo Jean-Eric Vergne, nono Nico Hulkenberg e decimo Kevin Magnussen, che non ha fatto segnare un tempo valido.
Q1 – COLPI DI SCENA A NON FINIRE, DISASTRO FERRARI –
La prima parte della qualifica del Gp d’Ungheria verrà ricordata come una tra le più movimentate della stagione. Il pilota della Lotus,Pastor Maldonado nel corso del giro di lancio ha accusato un’problema alla sua vettura, di natura probabilmente idraulica, ed è stato costretto a parcheggiare la monoposto poco prima della corsia box. Ultimo posto per il Venezuelano. Stessa sorte per Lewis Hamilton che ha dovuto abbandonare la sua Mercedes per un principio d’incendio durante il suo exit lap. Il pilota inglese sconsolato sarà costretto a partire dalla ventunesima posizione in griglia, complicando non poco la sua rimonta in ottica campionato del mondo piloti, sul compagno di squadra Nico Rosberg. Ventesima posizione per Marcus Ericsson a bordo della Caterham-Renault, Diciannovesima piazza per Max Chilton e la sua Marussia, diciottesimo Kamui Kobayashi e diciassettesima posizione per Kimi Raikkonen. Il muretto Ferrari ha compiuto in questo caso un gravissimo errore di valutazione che è costato al finlandese l’esclusione dal Q2. Jules Bianchi, autore di un giro perfetto e con gomme soft ha scalzato il pilota Ferrari ed ha ottenuto l’accesso alla seconda parte della qualifica.
Q2 – SAUBER IN RIPRESA, MALE KVYAT –
Il Q2 ci ha regalato una buona prestazione da parte della Sauber. Evidentemente l’abolizione delle sospensioni FRIC, ha giovato alle prestazioni del team svizzero. Adrian Sutil è riescito a conquistare la dodicesima posizione mentre il compagno di squadra Gutierrez ha ottenuto la quattordicesima piazza, non senza lottare. Jules Bianchi con la Marussia non è andato oltre al sedicesimo posto, quindicesimo Romain Grosjean con una Lotus un po’ singhiozzante. Tredicesimo Sergio Perez che ha un po’ deluso e non è stato all’altezza del compagno di squadra Nico Hulkemberg. Daniil Kvyat è stato autore di un testacoda mentre stava tentando il suo hot lap. Il pilota russo della Toro Rosso è apparso poco lucido nel corso delle qualifiche e messo sotto pressione dal compagno di team Vergne, ha evidenziato poca tranquillità. Condizione che lo ha portato a commettere l’errore in occasione del testacoda. Kvyat ha chiuso il qualifica in undicesima piazza.
Q3 – PIOVE, TUTTI IN PISTA –
Poco prima dell’inizio ufficiale del Q3 la pioggia ha iniziato a scendere sul circuito ungherese, soprattutto nella zona del primo settore della pista. Queste condizioni meteorologiche hanno costretto i piloti ad entrare immediatamente in pista, per provare ad ottenere il tempo il prima possibile, in vista di un potenziale acquazzone. Tutte le monoposto sono state equipaggiate con gomme soft slick, ma al termine del lungo rettilineo in corrispondenza di curva 1, molte macchine hanno mancato la frenata. Chi ha avuto la peggio è stato il pilota McLaren Kevin Magnussen, che si è schiantato sulle barriere al termine del rettifilo. La qualifica è stata sospesa per favorire i commissari di percorso nel recupero della vettura e sincerarsi delle condizioni del pilota danese.
In questa occasione la pioggia ha smesso di scendere e la pista è andata via via asciugandosi. Nuovamente tutti i piloti sono tornati in pista ed è stata sfida vera fino all’ultimo giro con Rosberg che è riuscito ad ottenere la Pole position. Il tedesco della Mercedes ha dovuto lottare con un agguerrito Sebastian Vettel. Il pilota della Red Bull ha tentato fino all’ultimo di scalzare Rosberg dalla Pole, ma il livello di performance della monoposto tedesca alla fine si è fatto sentire. Terzo posto per Valtteri Bottas, quarto Daniel Ricciardo e quinto Fernando Alonso. Ci si poteva aspettare di più dal pilota Ferrari, anche in seguito alle prove del venerdì, ma evidentemente il reale valore della macchina attualmente è questo.
A chiudere la top ten troviamo in sesta posizione Felipe Massa, settimo Jenson Button, ottavo Jean-Eric Vergne, nono Nico Hulkenberg e decimo Kevin Magnussen, che non ha fatto segnare un tempo valido.
Pos Driver Team/Car Time Gap 1. Nico Rosberg Mercedes 1m22.715s 2. Sebastian Vettel Red Bull-Renault 1m23.201s +0.486s 3. Valtteri Bottas Williams-Mercedes 1m23.354s +0.639s 4. Daniel Ricciardo Red Bull-Renault 1m23.391s +0.676s 5. Fernando Alonso Ferrari 1m23.909s +1.194s 6. Felipe Massa Williams-Mercedes 1m24.223s +1.508s 7. Jenson Button McLaren-Mercedes 1m24.294s +1.579s 8. Jean-Eric Vergne Toro Rosso-Renault 1m24.720s +2.005s 9. Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 1m24.775s +2.060s 10. Kevin Magnussen McLaren-Mercedes Q3 cut-off time: 1m24.647s 11. Daniil Kvyat Toro Rosso-Renault 1m24.706s +1.396s** 12. Adrian Sutil Sauber-Ferrari 1m25.136s +1.826s 13. Sergio Perez Force India-Mercedes 1m25.211s +1.901s 14. Esteban Gutierrez Sauber-Ferrari 1m25.260s +1.950s 15. Romain Grosjean Lotus-Renault 1m25.337s +2.027s 16. Jules Bianchi Marussia-Ferrari 1m27.419s +4.109s Q2 cut-off time: 1m26.728s 17. Kimi Raikkonen Ferrari 1m26.792s +1.851s*** 18. Kamui Kobayashi Caterham-Renault 1m27.139s +2.198s 19. Max Chilton Marussia-Ferrari 1m27.819s +2.878s 20. Marcus Ericsson Caterham-Renault 1m28.643s +3.702s 21. Lewis Hamilton Mercedes 22. Pastor Maldonado Lotus-Renault
Scritto da Daniele Vanin