Luca Marmorini, ingegnere ed ex-capo dell’area motori Ferrari, ha deciso di vuotare il sacco, dopo aver lasciato la Ferrari solo qualche settimana fa, a fine luglio.
Lo ha fatto grazie al collega Leo Turrini che, attraverso il suo blog, ha virgolettato alcune dichiarazioni attribuite a Marmorini, che ci descrivono molto bene quanto accaduto a Maranello durante la fase di progettazione della Power Unit Ferrari e non solo.
Fatti, opinione e qualche accusa con tanto di nomi e cognomi. Riportiamo qui sotto i “virgolettati” di Marmorini (ripresi dal blog di Turrini), seguiti da qualche nostro commento.
POWER UNIT FERRARI CON MENO CAVALLI
“Per cominciare lasciami dire che non parlo per la mia persona. Io con la Ferrari ho chiuso e sai come, quindi non c’entro più niente. Nemmeno mi spinge l’amore per la polemica inutile: purtroppo a Maranello c’è gente che si diverte ad addossare responsabilità a chi dovrebbe tacere, insomma scrivi che apro bocca in risposta, anche, ad una serie di provocazioni…”. Comincia così la chiacchierata tra Turrini e un evidentemente seccato Marmorini.
“In breve. E’ stata fatta passare l’idea che tutti i guai della F14 T sono colpa della power unit. Come se in una azienda con la storia della Ferrari avessimo disimparato a fare i motori! Voglio dire, accetto qualunque accusa, ma non venitemi a dire che a Maranello ci sta gente che non conosce il mestiere, il turbo, gli ibridi, eccetera…”
“Io non mi chiamo fuori da niente. Però, vediamo di ristabilire la verità. Insieme ai miei collaboratori ho confezionato una power unit con certe dimensioni, cioè più piccola della versione Mercedes e anche della versione Renault, perchè questo ci è stato chiesto dal responsabile del progetto della vettura, il signor Tombazis…”
“Ci dissero: vogliamo una PU molto compatta, con radiatori piccoli, perchè compenseremo la minore potenza con soluzioni aerodinamiche che ci garantiranno un vantaggio sulle monoposto spinte dal Mercedes e sulle monoposto spinte dal Renault. E’ andata esattamente così: solo che, quando ci siamo confrontati con la concorrenza, i cavalli in meno ovviamente c’erano, ma la compensazione da aerodinamica non esisteva assolutamente!”.
Il nostro commento
Abbiamo qualche anno sulle spalle per ricordare molto bene quando, prima dell’era dei motori congelati, tra i motoristi Ferrari e i colleghi che realizzavano telaio e sviluppavano l’aerodinamica delle monoposto di Maranello c’era una vera e propria lotta intestina con sgarbi, lotte, accuse degli uni verso gli altri per i cattivi risultati in Formula 1. Dalla difesa estrema del 12 cilindri ai madornali errori come quello della F92A, per citare solo due esempi: il team Ferrari che non lavorava unito come una vera squadra ma come tante fazioni interne pronte a darsi battaglia. Risultato: pagine e pagine buie della storia della Ferrari in F1. E proprio ora, dopo anni in cui il motore non era più un elemento determinante nella progettazione delle monoposto, gli antichi rancori tra reparti sembrano essere emersi in tutta la loro gravità!
Francamente però fanno un po’ sorridere le dichiarazioni di Marmorini quando dice di aver “obbedito” agli ordini di Tombazis rinunciando ad avere un motore più potente! Un vero capo dei motoristi, se davvero è chiamato a rinunciare a 30/40Cv, come minimo dovrebbe chiedere ed ottenere evidenti garanzie (calcoli alla mano) che tale rinuncia sia compensata in altro modo: non bastano certo delle promesse. Per concludere su questo punto, non saprei davvero chi buttare dalla torre ma comprendiamo meglio la cacciata di Stefano Domenicali che, come minimo, avrebbe dovuto vigilare su questo aspetto!
DOMENICALI vs MATTIACCI
“E’ andata così e mi sarebbe piaciuto spiegarlo a Marco Mattiacci, quando è stato messo al posto di Domenicali. Ma con Mattiacci in tre mesi ho scambiato quattro parole, ci siamo visti due volte, la prima per i saluti, la seconda quando lui mi ha sottoposto la lettera che sanciva il mio addio alla azienda”.
“Guarda, io non voglio accusare nessuno. Davvero. Segnalo però che la Ferrari ha preso una strada che prevede di affidare il reparto corse a persone inesperte, le quali persone inesperte si avvalgono di consiglieri che finora nulla hanno dimostrato e che però godono di una fiducia incondizionata”.
“Chi sono i consiglieri di cui sopra? Pat Fry e James Allison”.
“La Ferrari rischia di danneggiare anche lo zoccolo duro sul quale in passato ha costruito tanti successi. Non parlo per me, io ormai sono out. Ma mi dispiace per i tecnici che conosco e che sono ancora lì, ottime persone che si stanno demoralizzando”.
“Nei miei confronti è stata usata tanta superficialità nell’esprimere giudizi negativi. Ma io rimango sereno, la mia sorte è stata decisa a tavolino ma quando penso a chi era quel tavolino neanche mi dispiace, se non per la Ferrari in quanto tale. Binotto il mio successore? Gli voglio bene, gli auguro solo di non mettere gli interessi di carriera davanti a tutto”.
Il nostro commento
Le parole di Marmorini, a nostro avviso, esprimono molto chiaramente la frustrazione del momento. Quando parla di consiglieri, quando dice di non voler accusare nessuno ma poi fa nomi e cognomi, quando parla di “tavolino” facendo intendere che ci sia stato un complotto per farlo fuori! Tutto comprensibile ma come giustificare al nuovo arrivato Mattiacci il fatto di aver progettato un motore con dei Cv in meno perchè ” […] Ci dissero … compenseremo la minore potenza con soluzioni aerodinamiche che ci garantiranno un vantaggio […]”.
IL FUTURO DI MARMORINI
“Il mio futuro? Non è vero che ho già firmato per la Renault. Anzi, nel presente a me una Formula Uno nella quale un motorista in pratica non può lavorare sulla sua creatura, causa regolamenti che impongono il congelamento, piace pochissimo. Però sono sincero, le corse da Gran Premio hanno un loro fascino, magari tra un mese io cambio idea e ai box ci torno…”.
