
Il Gran Premio degli Stati Uniti ha già saputo regalarci forti emozioni. Nonostante il solito dominio Mercedes, in qualifica c’è stata sfida vera per la conquista del terzo posto. Bottas, Massa, Ricciardo, Alonso, Magnussen e Button hanno lottato aspramente per ottenere la miglior posizione in griglia in vista della gara di oggi.
Il vero protagonista di giornata è stato però Nico Rosberg. Il pilota tedesco della Mercedes, oltre ad avere una monoposto nettamente superiore, ha dimostrato ancora una volta quanto la sua classe e la sua precisione alla guida siano fondamentali per annientare gli avversari in pista, a partire dal suo compagno di squadra Lewis Hamilton. L’inglese ha subito un distacco di 0.376s dimostrando di non possedere quella sicurezza e quella padronanza sopraffina della monoposto evidenziata da Rosberg nell’affrontare le curve del circuito americano. Nico per tutto il fine settimana sembrava soffrire la pressione di Hamilton che, nel corso delle libere del venerdì e del sabato mattina, è costantemente finito davanti al tedesco dando così la sensazione di poter dominare anche in qualifica. Così non è stato; Rosberg infatti, dopo aver risolto i problemi ai freni evidenziati nel corso del Free Practice 3, ha dimostrato tutto il suo valore di pilota veloce e concreto stampando il temo di 1m36.067s che gli è valso la Pole Position e il record del circuito di Austin.
Il pilota tedesco della Mercedes ha conquistato così la sua 9° Pole stagionale, dimostrando di aver la giusta forza e determinazione per essere ancora considerato un pretendente al titolo mondiale piloti. I 17 punti di ritardo da Hamilton sono veramente poca cosa e se si considera il doppio punteggio che sarà attribuito nel corso dell’ultima gara ad Abu Dhabi la corsa per il mondiale piloti è ancora completamente aperta.
Nico Rosberg negli ultimi GP è sembrato un po’ spaesato e non all’altezza delle performance fatte registrare dal compagno di squadra. Hamilton infatti ha vinto gli ultimi 4 Gran Premi, battendo costantemente Nico anche da un punto di vista mentale.
In Italia Rosberg ha dimostrato di non saper reggere la pressione di Lewis. Ciò ha indotto il tedesco all’errore durante la staccata per affrontare la prima variante dopo il lungo rettilineo; Hamilton ne ha prontamente approfittato portandosi in prima posizione e conquistando il Gp di Monza.
A Singapore invece un’ problema al software della monoposto ha costretto Nico al ritiro ed ha permesso al pilota inglese di portare a casa un’altro successo.
In Giappone c’è invece stata battaglia vera tra i due piloti Mercedes che hanno regalato spettacolo nonostante le condizioni meteorologiche al limite dell’impraticabile. Ad averla vinta, ancora una volta, è stato Hamilton che sotto il diluvio giapponese ha messo in evidenza le sue doti di guida sul bagnato.
A Sochi la troppa foga di voler recuperare i punti persi in classifica e dimostrare di essere all’altezza di vincere il mondiale è costata cara a Rosberg che ha commesso un banale errore alla partenza. Nel tentativo di sorpassare Lewis, Nico ha bloccato le gomme della propria monoposto nel corso della prima staccata, spiattellandole clamorosamente. Pit stop obbligato e ultima posizione dopo un solo giro di gara. Il tedesco non si è dato per vinto e ha avuto la forza di risalire fino in seconda posizione usando un solo treno di gomme, ma la prima posizione non è mai stata messa in discussione e Hamilton è salito sul gradino più alto del podio.
Con la prestazione in qualifica di ieri Rosberg pare aver trovato la serenità giusta e la determinazione per rendere la lotta per il titolo mondiale piloti entusiasmante e imprevedibile fino all’ultimo Gran Premio. Staremo a vedere se il tedesco avrà in gara la stessa lucidità e lo stesso livello di performance evidenziato in qualifica. Hamilton è un vero animale da pista e probabilmente condurrà una gara in attacco, riuscirà Nico a reggere alla pressione dell’inglese?
Scritto da Daniele Vanin