Il Gran Premio degli Stati Uniti ha visto la mancata partecipazione di due team, Marussia e Caterham, per gravi problemi finanziari. Grazie ad Eddie Jordan però sono emersi altri interessanti retroscena sulla vicenda. Stando alle dichiarazioni dell’ex patron dell’omonimo Team di F1, si sarebbe rischiato addirittura di non correre in Texas.
Lotus, Force India e Sauber, approfittando del forfait dei due costruttori in difficoltà, avrebbero minacciato di tenere una conferenza stampa per annunciare una loro “non partecipazione” alla gara americana.
Stando sempre a Eddie Jordan, voce in TV e collaboratore della BBC F1, solo l’intervento del numero due della F1, Donald MacKenzie, avrebbe fatto rientrare la protesta dei tre team. Lotus, Sauber e Force India erano seriamente intenzionati a saltare il Gp degli Stati Uniti in segno di protesta contro quello che vedono come una divisione iniqua dei ricavi della F1.
MacKenzie avrebbe rassicurato i Team Principal dei tre costruttori “ribelli”, dicendo loro che avrebbe fatto di tutto, a prescindere dalla posizione di Bernie Ecclestone, per garantire ai piccoli team maggiori introiti.
Stando alla BBC sarebbero stati programmati degli incontri ad hoc questa settimana per affrontare e risolvere il problema. Secondo il Times invece, i tre team avrebbero già chiuso un accordo per avere qualcosa come 130 milioni di euro.
Gerard Lopez, patron della Lotus, ha però fatto saper alla rivista tedesca Auto Motor und Sport che le squadre più piccole si aspettano proposte concrete prima della gara brasiliana di questo fine settimana o che avrebbero preso in considerazione un boicottaggio alla gara finale della stagione ad Abu Dhabi il 23 novembre.
