Finito il campionato è ora di tirare le somme ed assegnare i voti ai protagonisti di questo mondiale 2014 di Formula 1. Un mondiale a nostro parere emozionante, tenuto vivo fino all’ultima gara quando è stato assegnato il mondiale piloti a Lewis Hamilton. Il pilota inglese, in un stagione dominata dalla Mercedes, a differenza di quanto pronosticato non ha avuto vita facile: a tenere vivo il campionato ci ha pensato Nico Rosberg che ha sorpreso tutti con un anno convincente e consistente, oltre quanto ci si potesse aspettare. Questo è l’anno della Mercedes, la quale ha dominato l’intera stagione lasciando solamente le briciole agli avversari: 3 vittorie e una pole su 19 appuntamenti. La superiorità della casa di Stoccarda la si è vista anche non solo sul telaio ma anche, e sopratutto, sul fronte motori: la Power Unit tedesca, ovvero il nuovo sistema ibrido V6 introdotto quest’anno in sostituzione dei vecchi V8, ha dimostrato di aver letteralmente una marcia in più rispetto alle stesse unità di Ferrari e Renault. A confermare tale tesi è la prestazione della Williams durante questa stagione: il team di Grove, dopo un 2013 disastroso, con l’arrivo di Felipe Massa e l’adozione alle power unit di Stoccarda ha fatto un netto salto di qualità, al contrario di Ferrari e Red Bull che, complici le rispettive unità motrici, non hanno saputo ripetere i risultati delle stagioni passate. Ma, dopo questa introduzione, diamo i voti ai protagonisti del mondiale 2014.
Mercedes:
Lewis Hamilton: Campione del Mondo. (384 punti, 11 vittorie, 16 podi, 1° posto nel mondiale)
È campione del mondo: basterebbe questo a descrivere la stagione trionfale di Lewis Hamilton. L’inglese, approdato tra dubbi e perplessità alla Mercedes nel 2013 (vincendo una scommessa personale) non ha avuto, però, vita facile, al contrario di quanto si potesse pensare. Complici le strabilianti prestazioni della W05 c’erano pochi dubbi che sarebbe stato l’inglese il grande favorito per questo mondiale 2014 ma, come detto, la stagione è stata ricca di alti e bassi: il campione del mondo ha, però, saputo superare i momenti difficili dell’anno, in particolar modo la parte centrale dopo i problemi sulla vettura e le polemiche con Rosberg per l’incidente a Spa, rispondendo con la miglior ricetta possibile, le vittorie. Se dobbiamo essere onesti, si grande stagione ma… Oltre alle varie rotture e agli incidenti c’è da dire, però, che il Lewis del 2014 non ci è sembrato il Lewis che abbiamo visto, ad esempio, nel 2012 (che tutti si scordano) dove, se la vettura non l’avesse abbandonato un Gp si e uno no, avrebbe vinto a mani basse il mondiale. Non c’è sembrato il Lewis schiacciasassi del 2007 o 2008, anche se 11 vittorie in stagione non sono da tutti e sono numeri strabilianti. Ma chi vince, si sa, ha sempre ragione: complimenti Lewis, il titolo 2014 è tuo!
Nico Rosberg: 8. (317 punti, 5 vittorie, 15 podi, 2° posto nel mondiale)
Nessuno avrebbe scommesso un euro ad inizio stagione sulla voce “Nico Rosberg campione del mondo 2014”; eppure il tedesco ci è andato vicino, al contrario di quanto possano dire i 67 punti di distacco da Lewis Hamilton nella classifica finale. Già l’anno scorso il tedesco aveva dimostrato di potersela giocare con il ben più titolato (e scomodo) compagno di squadra, ma era difficile immaginarsi che avesse potuto reggere questi ritmi per tutto l’anno. A pesare sul risultato finale non sono i 2 ritiri, bensì le varie occasioni sprecate durante il corso dell’annata: lì Rosberg si è giocato il mondiale. Tanti punti buttati al vento, vedi Spagna, Bahrain, Monza, Ungheria ed Austin dove si è sempre fatto fregare dal compagno, nonostante avesse a disposizione tutti i mezzi per finirgli davanti. Il Rosberg in versione 2014, però, ci è piaciuto: bello grintoso e bello spavaldo, uno che ci prova fino all’ultimo. Sarà così anche nel 2015?
Red Bull:
Sebastian Vettel: 5. (167 punti, 4 podi, 5° posto nel mondiale)
Iniziamo a scatenare le prime proteste.
Innanzitutto bisogna dire una cosa: da un 4 volte campione del mondo ci si aspetta ben altro e non staremo qui a ripetere questo concetto perché su questo concordiamo tutti. C’è da dire che questa stagione era iniziata malissimo, non tanto per lui, ma per la Red Bull stessa. A conti fatti il team austriaco è una delle scuderie con meno giri percorsi durante i test invernali a causa di vari problemi legati alle complicatissime power unit che hanno creato, effettivamente, parecchi grattacapi anche per tutto il resto dell’anno. Per Seb i problemi iniziano già alla prima gara dove è costretto fin dalle qualifiche ad andare con il “freno a mano tirato” a causa, appunto, dei problemi alla power unit. Questi episodi sono stati molto frequenti durante tutto il corso dell’anno, sia nelle libere, sia nelle qualifiche, sia in gara. Questo ha sicuramente condizionato Vettel ma ciò non può essere una scusa sufficiente a giudicare questo 2014: il tedesco non si è abituato ai nuovi regolamenti, soffrendo in particolar modo la differenza di carico aerodinamico tra la RB10 e le vetture degli ultimi 4 anni, un fattore che gli ha imposto di stravolgere il suo stile di guida (nello specifico abbiamo già parlato di tutto questo in un articolo più approfondito). È stata un’annata storta e sfortunata; tanti punti persi qua e la a causa dei problemi, un salto di qualità che non è mai arrivato… Questa stagione, però, non è da buttare: si impara anche dai propri errori e forse è anche un bene che abbia, per questo aspetto, avuto un anno del genere. Insomma, ci sono tanti motivi per cui potremmo dire no, questa stagione è un disastro, ma ce ne sono tanti altri per cui potremmo dire che quest’anno il suo rendimento è stato influenzato dalla sfortuna. Insomma bisogna trovare una via di mezzo (in medio stat virtus) e, per adesso, è rimandato. Il prossimo anno lo aspetta la sfida Ferrari, dove si troverà in un ambiente completamente nuovo e particolarmente diverso da quello a cui era abituato in Red Bull. Riuscirà a far tornare sulla Ferrari il n° 1?
Daniel Ricciardo: 9. (238 punti, 3 vittorie, 8 podi, 3° posto nel mondiale)
L’australiano della Red Bull finisce direttamente nella nostra personalissima classifica delle sorprese dell’anno insieme a Nico Rosberg e a Valtteri Bottas e, quasi quasi, se la gioca per il titolo di miglior pilota dell’anno. Se guardiamo agli anni passati nessuno avrebbe mai potuto pensare a un Ricciardo così forte: aveva dimostrato di avere velocità in Toro Rosso, grazie ad alcune qualifiche di grande spessore, anche se i risultati in gara a conti fatti non erano così esaltanti, tanto che anche Jean Eric Vergne, allora compagno di team, risultava più veloce dell’australiano. Quest’anno ha sorpreso fin dalla prima gara con un secondo posto, poi revocato, che gli ha regalato il primo podio di una lunga serie: a fine stagione saranno 8, di cui 3 sul gradino più alto. Ciò che in realtà ci ha sorpreso non è tanto la velocità che ha mostrato, ma la costanza in gara e la facilità con cui è riuscito a guidare questa RB10 (una sintonia che, tanto per tornare sul pezzo, è mancata a Vettel): certi sorpassi, come quello su Alonso in Germania o quello sul compagno di team a Monza, sono puro spettacolo, sintomo di un’armonia vettura-pilota perfetta. Ora è lui il top driver della Red Bull: riuscirà a confermare il suo ruolo nel 2015?
Williams:
Felipe Massa: 7. (134 punti, 3 podi, 7° posto nel mondiale)
Per il pilota brasiliano è stata la stagione del riscatto (non dalla sfiga, quella c’è sempre). Dopo 4 anni di sofferenze in Ferrari era giusto cambiare aria e un team in ricostruzione come la Williams, dopo un 2013 che disastroso è dir poco, era la meta adatta. A Grove Felipe ha trovato un ambiente adatto a lui, in cui non c’è grandissima pressione, dove è riuscito ad integrarsi come in una famiglia. Il risultato è molto positivo: alcuni podi ed, in diversi casi, alcune prestazioni di rilievo che lo hanno portato vicino alla vittoria. Volendo scherzarci sopra si può dire che quest’anno Felipe ha ricevuto in dote anche la sfortuna di Webber perché tra erroracci ai pit stop, errori nelle strategie e incidenti in cui viene buttato fuori, beh, non si può dire che abbia trovato un quadrifoglio ecco… La classifica, almeno per quanto riguarda il punteggio, è molto influenzata dagli eventi ma, grazie anche ad una Williams molto competitiva, il brasiliano ha saputo “zittire” quantomeno in parte tutti i critici, sopratutto nella seconda parte di stagione. Spettacolare il podio a Monza e in Brasile, non tanto per il risultato, per l’atmosfera creata: in Italia il “popolo Rosso” nonostante gli ultimi anni, considera Felipe come uno di famiglia, uno che ha amato e ama ancora in cuor suo la Ferrari; forse una delle scene più belle di tutto l’anno.
Valtteri Bottas: 8. (186 punti, 6 podi, 4° posto nel mondiale)
Ecco un’altra delle sorprese di stagione. Il talentuoso finlandese ha dimostrato il suo valore con una stagione ad alti livelli. Già la passata stagione aveva dato i primi segnali di una crescita molto promettente, conquistando gli unici punti della Williams in un 2013 che può essere messo di diritto tra le peggiori annate di sempre per il team inglese. Una crescita costante durata durata tutto il corso dell’anno, tranne durante le ultime gare in cui ha avuto un leggero calo, che lo ha portato a conquistare podi e diversi risultati di spicco. È sembrato, complessivamente, più in palla del compagno di squadra e dobbiamo dargliene atto. Non siamo stati gli unici a rimanere impressionati, almeno secondo gli ultimi rumors…
Ferrari:
Fernando Alonso: 8-. (161 punti, 2 podi, 6° posto nel mondiale)
In un’altra, l’ennesima, stagione sciagurata, Fernando Alonso fa quel che può, salvando il salvabile.
Non direi che sia stato un Fernando Alonso pari a quello delle passate stagioni per vari motivi, sia in pista che fuori. È l’anno che mette fine al rapporto tra la casa di Maranello e il pilota spagnolo che, bene o male, doveva arrivare: era pronosticato (ne parliamo più nello specifico in questo nostro articolo) ed, a conti fatti, è anche la soluzione migliore per tutti e due. Tornando alla stagione, come dicevamo Fernando ha salvato, ancora una volta, il salvabile, sopratutto nella prima parte di stagione e su questo bisogna dargliene merito e sarebbe stupido affermare il contrario. A fine anno, però, sono solo 2 i podi il magro bottino dell’asturiano, i quali non possono essere soddisfacenti per un mastino come lui. Una stagione buona, forse non ottima se possiamo permetterci, visto anche il mezzo a disposizione: è come se fosse mancato quel piccolo salto di qualità che, invece, avevamo percepito nella passate stagioni. Qualche gara parecchio sotto tono e una situazione ambientale un po’ sotto tensione ha in qualche modo influito sulla valutazione complessiva finale dello spagnolo: ecco, forse per riassumere è mancata una certa costanza nei risultati (e nel complesso generale dell’anno) che, come si diceva, è stata una chiave importantissima per Fernando.
C’è anche da valutare, almeno per noi, l’aspetto extra pista: troppe parole, spesso fuori luogo. Dice di rimanere in Ferrari anche nel 2015 per poi cambiare idea 5 minuti dopo. Non ancora ufficializzato il suo addio alla Ferrari inizia a dire e parlare sulla sua futura destinazione e, visto che sei ancora sotto contratto, su questo dovresti quantomeno evitare il discorso e celarti con un “no comment”, anche per rispetto stesso nei confronti del tuo datore di lavoro (ovviamente lo stesso discorso vale anche per Vettel, dove almeno l’addio era già ufficializzato). Alonso è fatto così, non guarda nessuno: lui da campione qual è punta giustamente a vincere e se c’è da distruggere un ostacolo per arrivarci, state tranquilli che lo farà. Nel complesso è stata una stagione di alti e bassi, sia in pista che fuori, un anno così così, di transizione. Una piccola opinione personale, se me la concedete, che sicuramente alzerà qualche polemica: Alonso quest’anno mi ha confermato ciò che pensavo da tempo… Non potrà mai essere uomo squadra.
Kimi Raikkonen: 4,5. (55 punti, 12° posto nel mondiale)
Stagione dura, molto dura, per il finlandese alla Ferrari. Nell’immaginario collettivo doveva essere quello che avrebbe dato una “calmata” ad Alonso: dal confronto con lo spagnolo, invece, ne esce sconfitto ed umiliato. Sono mille le cause ed i motivi di questa disfatta. Si può partire, innanzitutto, col dire che il finlandese non si è abituato a questa vettura, troppo rigida sull’anteriore. Paga un amore con le nuove Power Unit mai sbocciato, paga il cambio di stile di guida dalla Lotus alla Ferrari. Paga la sfortuna che lo ha mirato più volte quest’anno (vedi a Monaco o in Cina durante la gara). Paga i continui problemi tecnici sulla sua vettura che lo hanno veramente bersagliato durante il corso di tutto la stagione, facendogli saltare intere sessioni o penalizzandolo in qualifica. Verso la fine dell’anno, dopo che i tecnici Ferrari hanno finalmente iniziato a comprendere che esisteva anche lui all’interno della squadra, i progressi sono arrivati, tanto che il gap con il compagno di team si è particolarmente ridotto, sia il sabato che la domenica, giocandosi anche la posizione in certi Gran Premi. In sostanza da parte di Raikkonen è mancato il giusto feeling con la monoposto e la costanza durante tutta la stagione, mentre dall’alta è mancata una certa affidabilità che ha compromesso l’anno. Però, prima di darlo per spacciato, aspettate…
McLaren:
Jenson Button: 7,5. (126 punti, 1 podio, 8° posto nel mondiale)
Per essere un “vecchietto” vicino alla pensione, bisogna dire che guida parecchio bene! Scherzi a parte, il nostro caro Jenson è reduce da un’altra stagione ad alti livelli: ogni anno si migliora,fa sempre bella figura contro i suoi compagni, non a caso è un Campione del Mondo. Alla sua ultima, probabile, stagione in F1 Jenson divide la sua annata in due parti. La prima metà dell’anno, in realtà, non particolarmente positiva con qualche sprazzo di gioia in Australia (podio), in Canada e in Inghilterra. Il vero cambio di passo arriva nella seconda parte di stagione dove, complici importanti aggiornamenti tecnici sulla vettura e forse qualche dubbio sulla sua possibile permanenza in McLaren, gli danno “il turbo”, permettendogli di sfornare prestazioni di tutto rispetto, distruggendo il suo compagno di squadra. Un gentleman, mai fuori dalle righe e mai contro il team, nonostante ne avesse diritto. Gran persona e gran pilota. Sarebbe un peccato non vederlo più in Formula 1.
Kevin Magnussen: 6. (55 punti, 1 podio, 11° posto nel mondiale)
In generale è stata una stagione ricca di alta e bassi quella per il giovane danese. L’anno parte molto bene, con un podio al debutto nella massima categoria: quale migliore biglietto da visita? Dopo questa gara le aspettative su di lui diventano troppo alte e, complici un po’ di pressione e una vettura in netto calo, il resto della stagione non è esaltante, tanto che alterna prestazioni veramente interessanti ad altre incolore: bello tosto nei duelli bello tosto da sorpassare, vedi Spa e Monza, ma anche parecchio incostante. Un pilota che ci ha dato delle soddisfazioni anche se nel confronto con il compagno di squadra ne esce malconcio. Verrà riconfermato anche per l’anno prossimo?
A presto con la seconda parte delle nostre pagelle di fine anno!
