Quella che prenderà il via domenica 29 marzo sarà la 16° edizione del Gran Premio della Malesia. Pur facendo parte degli appuntamenti della storia della Formula 1 recente, la gara di Sepang non è mai stata una tappa banale.
Il circuito di Sepang, che sorge a pochi passi dalla capitale malese Kuala Lumpur, rappresenta una prova tra le più complicate nell’intero panorama della Formula 1. Abbinando infatti tratti su cui si toccano velocità elevate a curve molto impegnative, il Gran Premio della Malesia è sempre stata una gara massacrante per vetture e soprattutto piloti, i quali si devono anche adattare al clima umido e torrido tipico di quella zona. Queste dure premesse però non hanno mai fatto mancare lo spettacolo, anzi. Dal 1999 ad oggi infatti Sepang è stato spesso teatro di corse memorabili, in cui si sono registrati eventi importanti che hanno contribuito a segnare record personali e a scrivere pagine della storia della Formula 1.
1999: Inaugurato nel 1998, Sepang ospita la prima edizione del Gran Premio della Malesia l’anno successivo, segnando di fatto l’inizio di una nuova era della Formula 1 che da li in poi comincerà ad issare le proprie tende nelle nuove mete asiatiche. Il weekend di gara di quell’anno è caratterizzato dal ritorno in pista di Michael Schumacher, che si riprende totalmente dalla frattura di tibia e perone rimediata nella gara di Silverstone. Contro ogni aspettativa, il tedesco si qualifica addirittura in pole position, mentre in gara terminerà secondo lasciando però volontariamente la leadership al compagno Irvine, in lotta per il titolo mondiale con Hakkinen. Il pilota nordirlandese vince dunque la sua quarta ed ultima gara in carriera, ma al termine della corsa i commissari squalificano le Ferrari per aver utilizzato dei deviatori di flusso irregolari. A quel punto il mondiale piloti viene vinto automaticamente da Hakkinen, con la McLaren invece vincitrice tra i costruttori, ma grazie ad un ricorso presentato dalla Ferrari i giudici ritirano tutto, con le “Rosse” che vengono quindi riammesse in classifica, tenendo quindi ancora aperto il discorso per i due mondiali in palio. Niente male come prima edizione!
2000: Con il titolo mondiale vinto da Schumacher dopo 21 anni di digiuno nella gara precedente di Suzuka, la Ferrari fa il bis di successi in Malesia, nell’ultima gara del calendario. Con il tedesco vincente davanti al compagno Barrichello, la casa di Maranello si aggiudica anche il suo decimo titolo costruttori, balzando in testa come team più vincente nell’albo d’oro. Il triondo viene festeggiato da tutta la squadra indossando una memorabile quanto simpaticissima parrucca rossa.
2001: Dopo le prime due edizioni svoltesi a fine campionato, l’appuntamento di Sepang viene anticipato da qui in poi nelle prime gare della stagione. Il risultato rispetto al 2000 però non cambia, con Schumacher primo davanti a Barrichello al termine di una corsa comunque sofferta. I due piloti della Ferrari infatti si rendono protagonisti di una spettacolare rimonta dal 10° e 11° posto, dopo esser scivolati indietro per via di un violento acquazzone che ha generato grande confusione ai box nella prima parte di gara.
2002: Ancora un Schumacher sul primo gradino del podio, ma questa volta si tratta di Ralf, che chiude davanti al proprio compagno Montoya, siglando una doppietta in casa Williams che mancava dalla stagione 1996. Nelle posizioni più arretrate non va certo dimenticata la prestazione di Felipe Massa, che con il suo 6° posto con la Sauber conquista i suoi primi punti iridati della carriera.
2003: L’edizione di quell’anno viene ricordata per due fatti davvero memorabili. Il primo è la vittoria di Kimi Raikkonen con la McLaren, che si aggiudica la sua prima vittoria in carriera. Mentre la seconda riguarda un giovanissimo Fernando Alonso, che con il 3° posto conquistato diventa il più giovane pilota della storia della Formula 1 a salire sul podio. Inoltre, il giorno prima lo spagnolo riuscì anche a segnare la sua prima pole position, diventando, anche in questo caso, il poleman più giovane di sempre. Per la Ferrari invece si chiude un ciclo tutto malese. Infatti, a partire dalla gara di Sepang del 1999, la “rossa” è sempre andata a punti fino a questo appuntamento compreso, cosa che invece non riuscì nel gran premio successivo in Brasile.
2005: Dopo l’edizione del 2004 vinta da Michael Schumacher, nel 2005 il dominio è tutto della Renault, con Fernando Alonso che vince davanti ad un sorprendente Jarno Trulli su Toyota. Al terzo posto, invece, sale un grandioso Nick Heidfeld sul Williams, con il tedesco che si aggiudica il primo podio della carriera.
2006: La Renault sbanca di nuovo a Sepang, stavolta con una doppietta che mancava alla casa francese dal gran premio di casa del 1982. A vincere però non è Alonso (2°), bensì Giancarlo Fisichella. E’ triste ricordare che il gran premio della Malesia 2006 coincide con l’ultima vittoria di un pilota italiano in Formula 1.
2007: Alonso vince nuovamente, stavolta al volante del McLaren. La vittoria consente allo spagnolo di balzare in testa alla classifica iridata, mentre alle sue spalle il debuttante e compagno di squadra Lewis Hamilton firma il suo primo giro più veloce in gara. Kovalainen, invece, va per la prima volta a punti in carriera.
2009: Dopo la vittoria di Raikkonen nel 2008, è Button ad aggiudicarsi la gara del 2009 con la Brawn GP, pur con un mezzo sorriso. La corsa infatti viene interrotta e sospesa definitivamente al 31° per via di una pioggia torrenziale che non consente il regolare svolgimento del gran premio, e così, i punti conquistati vengono dimezzati. Nei mesi successivi la FIA decide che dal 2010 la partenza deve essere anticipata alla 16.00 locali, e non più alle 17.00, quest’ultimo un orario in cui è più probabile incontrare forti temporali nel particolare clima malese.
2010: La nuova era vincente della Red Bull lascia il segno anche qui in Malesia, con Vettel primo davanti al compagno Webber. Terzo è Nico Rosberg, che riporta la Mercedes sul podio dopo l’ultima volta a Monza nel 1955. Vanno per la prima volta a punti in carriera Hulkenberg ed il giovane Alguersuari.
2012: Nel 2011 Vettel si ripete (mentre la Renault conquista il 100° podio con Heidfeld), ma l’anno successivo Alonso torna di nuovo Re della Malesia, ancora una volta al volante di una monoposto diversa: stavolta la Ferrari. In una gara condizionata da una sospensione per pioggia, Alonso vince non senza aver subito la pressione della Sauber dell’emergente Pérez, che conquista il primo podio in carriera con un grandioso secondo posto. A punti va per la prima anche Bruno Senna.
2013: Nell’edizione del 2013 succede di tutto. Alonso e Webber festeggiano insieme i 200 gran premi in Formula 1, ma per l’australiano ci sarà poco da ridere. In testa fino a pochi giri dalla fine, viene superato in maniera molto decisa dal compagno Vettel, che non rispettando il “congelamento” delle posizioni va a vincere tra migliaia di polemiche. Più tardi il tedesco si scuserà per il gesto, ma il rapporto tra i due compagni di squadra si logora definitivamente nel fine settimana di Sepang. Il momento comico misto nostalgia lo regala però Hamilton, che al primo anno in Mercedes dopo la lunga parentesi con la McLaren sbaglia incredibilmente la piazzola del pit stop, fermandosi per un istante dai suoi vecchi meccanici della McLaren.
2014: Qui Hamilton invece non domina…stradomina! Ottiene infatti il suo primo Grand Chelem in carriera, ovvero pole, giro veloce e vittoria restando in testa per tutta la gara. Inoltre, con il secondo posto di Rosberg, la Mercedes ritorna a far segnare una doppietta che mancava dal già citato Gran Premio d’Italia del 1955. Inoltre, con la nuova regola dei numeri scelti dai piloti, il numero 44 di Hamilton torna alla vittoria dopo il 44 di Maurice Trintignant a Montecarlo, sempre nel 1955.
