La grande vittoria di Sebastian Vettel, la prima per il tedesco al volante della Ferrari (e la 40° in carriera ad una distanza da Senna), ha donato finalmente tanta gioia ai tifosi della Rossa, facendo suonare le campane a festa a Maranello dopo l’ultimo rintocco dal GP di Spagna 2013.
Oltre alla fantastica performance del quattro volte campione del mondo però, è da sottolineare la grande intuizione strategica dai box della Ferrari, utilissima per aggirare i piani della Mercedes e dei suoi piloti.
Ancora una volta infatti, sono stati i pneumatici i protagonisti di questa gara massacrante, dato che, secondo i dati ufficiali della Pirelli, la temperatura dell’asfalto di Sepang è schizzata addirittura fino a 61° C, contro i 35°C atmosferici. Eppure, nonostante queste terribili pretese, il comportamento delle gomme in generale è stato eccezionale. Nel corso della gara infatti non si sono verificati i due fenomeni più preoccupanti per tutti i piloti, ovvero il blistering ed il graining.
Una condizione, quest’ultima, che non ha solo soddisfatto il Direttore Motorsport Pirelli Paul Hembery (il quale si è anche complimentato con la Ferrari), ma ha anche consentito alla Ferrari di poter contare con tranquillità su una strategia a due soste per Vettel, contrariamente alle tre scelte della Mercedes.
L’episodio chiave, sempre in termini di tattica, è senz’altro giunto al terzo giro della corsa, con l’ingresso in pista della Safety Car dopo il l’insabbiamento di Ericsson. Hamilton e Rosberg, che così come tutti gli altri piloti (esclusa la McLaren) erano partiti con gomme a mescola media, ne hanno subito approfittato rientrando ai box in contemporanea, montando dunque i pneumatici con la mescola dura. Vettel, invece, ha preferito rimanere in pista, gestendo la sua leadership fino al 17° giro, quando, con un incredibile pit stop di poco più di 2 secondi, è uscito dai box con un nuovo set di mescola media. Infine il tedesco è passato alle dure al 37° giro fino al termine della corsa, ad una tornata prima di Hamilton e a quattro da Rosberg, i quali nel mezzo erano ricorsi ad un pit stop in più.
E se la vittoria di Vettel è arrivata grazie alla duplice sosta ai box, il 4° posto di Raikkonen è invece frutto di una strategia basata sulle tre fermate. Il finlandese, vittima di una foratura per un contatto con Nasr ancor prima della Safety car, ha approfittato di quest’ultima non solo per rientrare subito in pit lane, ma anche e soprattutto per ridurre il distacco enorme che si era creato tra sé e gli altri piloti davanti a lui subito dopo lo scoppio della gomma, che fortunatamente non ha danneggiato altre componenti della monoposto. Il resto poi è stato tutto opera di Raikkonen, protagonista di una rimonta esaltante che per un attimo ha fatto credere che il podio fosse un traguardo possibile.
In termini di maggior permanenza in pista con le due mescole, vanno sottolineati i 23 giri e i 21 record di Carlos Sainz e Valtteri Bottas, rispettivamente con pneumatici duri e medi.
In una giornata condizionata dai trionfi “Made in Italy” nel mondo dei motori, tanto di cappello va anche alla Pirelli, capace di portare in Malesia dei pneumatici non solo affidabili, ma che hanno anche dato la possibilità agli spettatori di ogni fede di assistere ad una gara spettacolare e combattuta sia nelle posizioni di vertici che nelle bagarre a metà classifica.

