
La quarta gara del mondiale 2015 di Formula 1 ci ha riservato tante “scintille” in pista, con un Lewis Hamilton ancora al top, con un ritrovato Kimi Raikkonen e con un non troppo felice Nico Rosberg. Prima gara negativa, se così si può definire, per Sebastian Vettel da quando è a Maranello, il quale inciampa nelle dune bahrenite incappando in una prestazione un po’ sottotono. Ottima prestazione di Valtteri Bottas e di Sergio Perez, mentre cresce ancora la McLaren, con Fernando Alonso sempre più vicino alla zona punti.
Lewis Hamilton: 9.
Fa quello che doveva fare: pole e vittoria (peccato per il mancato Grand Chelem) con una Mercedes stellare. 3 vittorie su quattro gare in questo inizio di stagione, con il Gp del Bahrein che conferma che è proprio l’inglese il pilota da battere (come se ci fosse ancora il dubbio) questa stagione: gestisce nel finale un problema al brake by wire con la maestria che solo un vero campione ha. Ormai sono 27 i punti di vantaggio in classifica sul compagno di squadra Nico Rosberg che ormai viene dato quasi per disperso. Qualcuno riuscirà a fermarlo?
Kimi Raikkonen: 9,5.
Mancava il podio per dire definitivamente “Kimi is back!”: è arrivato nella notte del Bahrain, davanti alla sua fidanzata Minttu. Con una Ferrari che finalmente si adatta al suo stile di guida, il finlandese ha un altro passo, dimostrando di essere pronto a guadagnarsi il rinnovo del contratto per il prossimo anno. Venendo al week end l’unica “pecca” è la qualifica dove se Vettel fa secondo tu devi fare almeno terzo: se Raikkonen migliora su questo aspetto, bene, allora potrà veramente giocarsi qualcosa di più importante. In gara parte bene, adotta una diversa strategia e grazie ad essa riesce a superare Rosberg in un finale mozzafiato. C’è da pensare che, magari, con un pit stop anticipato di due giri il finlandese avrebbe potuto ambire a molto di più di un secondo posto.
Nico Rosberg: 8.
Sembra una gara ancora una volta sottotono, invece è tutta all’attacco. Nella prima parte di gara spreme la vettura al massimo, con due sorpassi spettacolari su Kimi Raikkonen prima e Sebastian Vettel poi. Nella seconda parte soffre di un problema al brake by wire che ne condiziona il rendimento (da qui l’errore al penultimo giro). In generale positivo e meglio delle scorse gare, anche se manca sempre qualcosa…
Valtteri Bottas: 7,5.
Ottima gara del pilota finlandese della Williams che, anche se nell’ombra, sfodera gli artigli nonostante una Williams che non è al livello di Ferrari e Mercedes. Una gara onesta in cui è bravo a resistere agli attacchi di Vettel nel finale.
Sebastian Vettel: 7-.
La prima gara sottotono di Sebastian Vettel da quando è in Ferrari. Una gara non perfetta, dopo 3 di altissimo livello, ci può stare, ma deve essere un piccolo campanello di allarme per dire che non tutto è perfetto. C’è da dire che, però, il tedesco ha sofferto moltissimi problemi di affidabilità durante tutto l’intero week end e in gara non ha trovato il giusto feeling con i freni, arrivando anche all’errore più volte. Molto importante quello che gli procura la rottura dell’ala, il quale lo costringe ad una sosta supplementare. Il passo, anche se non al livello dei primi 2, c’era e infatti bisogna considerare che senza il terzo pit stop il distacco “virtuale” da Hamilton sarebbe circa 10″, non un’eternità. Insomma, come ha detto Maurizio Arrivabene, siamo tutti umani.
Daniel Ricciardo: 7.
Dopo un inizio di stagione anonima arriva il primo buon risultato (per quanto lo si possa definire un sesto posto per un pilota che fino all’anno scorso lottava per la vittoria). È bravo a tenere a galla il team in una giornata in cui il compagno di squadra è ancora indietro”: le brutte notizie, però, non mancano, con il motore in fumo proprio sul traguardo, il terzo in quattro gare…
Romain Grosjean: 7.
Il francese va ancora a punti in una buona gara per il numero 8 e per la Lotus: dopo la buona prestazione della settimana scorsa in Cina, si riconferma nella top ten dando segni di miglioramento. Ottimo lo spunto al semaforo verde.
Sergio Perez: 7.
Il Bahrain è una pista che piace particolarmente al pilota messicano della Force India: dopo esserci andato a podio l’anno scorso, conferma una buona prestazione (anche se la performance della vettura è molto inferiore rispetto alle aspettative). Porta a casa un’ottava posizione dopo una lunga battaglia con Massa.
Daniil Kvyat: 6.
La sufficienza per la buona rimonta, ma l’esclusione in Q1 parla da sola. C’è tanto su cui lavorare.
Felipe Massa: 6,5.
Il povero Felipe ne ha sempre una: un problema in griglia questa volta lo costringe a partire dalla pit lane. Con il fondo leggermente danneggiato si inoltra in un lungo duello con la Sauber di Nasr e le Force India di Perez, tornando a casa con un nono posto finale.
Fernando Alonso: 7.
Porta la McLaren quasi in zona punti (cosa impensabile fino a qualche settimana fa), con un’ottima gara fatta sopratutto di costanza. Si toglie la soddisfazione di superare Raikkonen (sdoppiandosi) con gomma nuova, ma le ambizioni dello spagnolo non possono essere certo queste. La strada è ancora lunga, visto il giro di ritardo dal vincitore.
Felipe Nasr: 6.
Si vede per la bella battaglia con Felipe Massa e Sergio Perez: finisce fuori, però, dalla zona punti. Gli manca un po’ di costanza.
Marcus Ericsson: s.v.
Gara rovinata al box da un problema al pit stop.
Nico Hulkenberg: 5.
Ottima la qualifica, in gara si perde. Peccato perché ormai è quasi un anno che alterna ottime prestazioni a gare in cui è completamente anonimo e non sembra neanche il pilota tanto ammirato nel 2012 e nel 2013.
Pastor Maldonado: 5,5.
C’è da dire che questa volta la volta non è completamente sua (problema alla power unit al pit stop), ma la “Maldonadata” la fa partendo dall’errata casella di partenza, cosa che gli costa una penalità in gara.
Jenson Button: s.v.
Venuto in Bahrain più per farsi qualche giorno di vacanza che per correre, visto che la sua McLaren è stata più tempo ai box in mano ai meccanici, intenti a risolvere i problemi alla Power Unit, che in pista. In gara non prende neanche il via. Però, almeno, l’inglese ha un grande futuro come twittatore.