La Ferrari lascia l’Austria con un senso di amaro in bocca. Infatti per la seconda volta consecutiva non ha partecipato alla festa del podio. Un involuzione, almeno nei risultati, non preventivata né dalla Ferrari, né dai suoi tifosi.
Dopo la vittoria in Malesia e la costante presenza sul podio di almeno una rossa, ci si aspettava un avvicinamento alle Mercedes, soprattutto con l’evoluzione della Power Unit. Invece le frecce d’argento hanno preso il largo e hanno continuato il loro assolo: e la lotta per il mondiale sembra sempre più una questione riservata ai due piloti della casa di Stoccarda.
E come se non bastasse, mentre Sebastian Vettel, al suo primo anno a Maranello, è in costante miglioramento e sta acquistando fiducia all’interno del team, Kimi Raikkonen, dopo una buona partenza di campionato, è entrato in crisi di risultati e di prestazioni. A Zwelteg il finlandese ha completamente sbagliato la qualifica da un punto di vista tattico, ed è stato eliminato in Q1 con il 18° tempo, davanti solo alle due Manor (alla fine partirà 14° grazie alla penalizzazione delle due Red Bull e delle due McLaren). E sono arrivati i primi screzi, con un rimbalzo di responsabilità tra pilota e muretto. Con Raikkonen che alla fine della prove, stranamente loquace, se l’è presa con i tecnici per averlo mandato in pista troppo tardi: dall’altro lato del ring, Maurizio Arrivabene che invece ha rimbalzato le responsabilità di quanto accaduto al finlandese, reo a suo dire, di non aver saputo sfruttare al meglio i 3 giri a sua disposizione. Un’ulteriore tegola sul già incerto futuro di Raikkonen in Ferrari. La gara di Kimi, poi, è durata solo poche curve: agganciato dalla McLaren di Fernando Alonso in un “balletto” a due, che si è concluso contro le barriere. Un incidente spaventoso, conclusosi per fortuna solo con un gran spavento e il ritiro dei due piloti.
Sebastian Vettel, invece, partito dalla seconda fila, ha fatto un’ottima gara: il podio era sicuramente alla sua portata. E forse anche il secondo posto, visti i 5 secondi di penalità inflitti a Lewis Hamilton, per aver superato la linea bianca della corsia box. Un errore dei meccanici, o un problema tecnico ad un bullone della gomma posteriore destra, gli hanno fatto perdere 13 secondi e la terza posizione a favore dell’ex ferrarista Felipe Massa. Il tedesco della Ferrari ha provato la rimonta sul brasiliano della Williams. Con giri da qualifica Seb ha ridotto il distacco a meno di un secondo: ma negli ultimi giri Massa si è difeso strenuamente e grazie anche alla superiorità del suo motore Mercedes, è riuscito a salire sul podio al posto del tedesco della Ferrari.
Nelle interviste post-gara trapela, da tutti i protagonisti in rosso, l’amarezza per una gara non all’altezza delle aspettative.
Kimi Raikkonen, ovviamente, si è soffermato sull’incidente con Alonso, che lo ha estromesso fin da subito dalla gara: “non so esattamente cosa sia accaduto prima dell’incidente, le gomme hanno pattinato in un punto strano. Ero in un tratto piuttosto veloce e improvvisamente ho sbandato sulla sinistra. Non mi sono accorto di nulla, è successo tutto molto in fretta. Purtroppo la mia gara è finita lì. E’ stato un brutto fine settimana, ora pensiamo alla prossima corsa”.
Sebastian Vettel, per prima cosa, ha difeso i suoi meccanici escludendo ogni loro colpa per quanto accaduto ai box, confermando così i buoni rapporti esistenti con il team: “l’errore durante il pit-stop è qualcosa che può capitare. C’è stato un problema ma non riguarda i ragazzi, che di solito sono i più veloci della pit-lane: non c’è nessuno a cui dare la colpa. Siamo una squadra e quando si cerca il limite queste cose possono succedere. Certamente avrei preferito portare a casa il trofeo del terzo posto, ma riproveremo l’anno prossimo”.
Le sensazioni del tedesco sulla monoposto e sul proseguio del Mondiale sono comunque positive: “la macchina andava bene e avevamo un buon passo, credo sia stato fatto un altro passo avanti. Qui il giro è corto e non ci si può inventare molto, ma nelle prossime gare ci sono curve più veloci e potremo mostrare meglio che siamo più vicini, anche se il risultato di oggi non lo dimostra così bene. Nell’ultima parte della gara ho cercato di stare vicino a Felipe, ma lui era molto veloce sul rettilineo. C’è un po’ di delusione perché abbiamo perso il podio, ma sono sicuro che la prossima volta andrà meglio. Ora cercheremo di concentrarci sulla prossima gara: a Maranello tutti stanno lavorando a testa bassa”.
Più severo, come sempre, nelle sue dichiarazioni il Team Principal Maurizio Arrivabene: che ha elogiato apertamente Vettel, mentre ha quasi ignorato Raikkonen. “Cosa portiamo a casa di buono? Non molto, o forse sì. La consapevolezza di quale grande acquisto abbia fatto la Ferrari quest’anno con Sebastian Vettel. Insieme a una squadra che si sta impegnando molto e che viene definita la seconda forza del mondiale. Ma io vorrei arrivare ad essere la prima, e per questo motivo dobbiamo impegnarci oltre il possibile. Dobbiamo usare tutto quanto è in nostro potere per essere sempre più vicini ai nostri avversari e approfittare dei loro errori. Senza cercare scuse. E anche per quanto riguarda il tempo perso nel pit-stop andato male, bisogna lavorare con umiltà: perché anche se fosse andato tutto bene, non sarebbe stato sufficiente per battere entrambe le Mercedes. Ma questo ci spinge soltanto a non mollare”.
Ai microfoni di Sky Sport F1 HD, Arrivabene è stato ancora più diretto e determinato: “abbiamo buttato via un podio! La pressione non deve creare confusione, dobbiamo andare avanti e guardare alla prossima gara con ancora più decisione”.
Per quanto riguarda l’incidente di Raikkonen anche le immagini non hanno sciolto i dubbi in casa Ferrari: “abbiamo visto le immagini e non si capisce bene neanche da quelle. Abbiamo visto la macchina di Fernando su quella di Kimi, adesso sentiamo da lui”.
“Cosa dirò ai ragazzi? Di andare avanti e non fermarsi assolutamente”, ha concluso Arrivabene, “perché il fatto che due gare siano andate così non vuol dire che bisogna abbattersi, anzi. Bisogna andare avanti e fare ancora di più”.