Tra i due litiganti il terzo gode! O almeno ci prova. Più o meno è quello che sta succedendo nell’infinita telenovela del futuro del Gran Premio d’Italia.
Fino a due giorni fa la partita era tra Bernie Ecclestone e l’Autodromo di Monza: un tira e molla che dura ormai da mesi. Ecclestone vuole 20 milioni di Euro a Gran Premio per rinnovare il contratto con il circuito brianzolo. La dirigenza dell’Autodromo spera di convincere “Big Bernie” a concedere uno sconto, in nome della storia, della tradizione e della popolarità raggiunta dal Gran Premio lombardo. Ecclestone però sembra che da quell’orecchio non ci senta!
A fine aprile il patron della Formula 1 era stato chiaro: “il rinnovo è ancora da definire. Il prezzo da pagare è fissato intorno ai 20 milioni di euro, ma da due anni non sono stati fatti concreti passi in avanti”. Da allora sembra che non ci siano stati più contatti tra l’Autodromo di Monza e Ecclestone, e la situazione è in stallo.
Di questo silenzio ne ha approfittato Imola, che vorrebbe riportare la Formula 1 al circuito del Santerno, dopo un’assenza di quasi 10 anni. E’ di questi giorni la notizia che il Sindaco della cittadina emiliana, Daniele Manca, è volato a Londra assieme al presidente di Con.Ami, Stefano Manara, e a quello di Formula Imola, Uberto Selvatico Estense, per incontrare il Boss della Formula 1.
Un’ora di colloquio, in cui il primo cittadino di Imola ha manifestato la ferma volontà di riavere la Formula 1 e soprattutto di mantenere un Gran Premio in Italia. Manca ha precisato che la candidatura di Imola “non è contro gli altri autodromi, semmai assieme”, prospettando una possibile alternanza con l’autodromo brianzolo, come già successo in passato in Germania. L’obiettivo è quello di far tornare a correre le monoposto di Formula 1 sul circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, nel 2017, anno in cui scadrà il contratto con Monza. “Abbiamo presentato il nostro progetto di rilancio del circuito, illustrato gli investimenti che abbiamo fatto e quello che abbiamo intenzione di fare nei prossimi anni sul piano delle infrastrutture”, ha spiegato il Sindaco di Imola al termine dell’incontro. “Ci sono diversi problemi da affrontare e un fattore fondamentale è quello economico, ma Ecclestone ha accettato di verificare i tempi e le condizioni in base alle quali sarebbe possibile riportare la F1 sulle rive del Santerno”, ha concluso Manca.
Nonostante però le parole concilianti del primo cittadino di Imola, l’impressione è che, con ieri, si sia aperta una guerra tra i due autodromi nazionali per aggiudicarsi il Gran Premio: scontro non solo sportivo, ma anche istituzionale, tra due Regioni, Lombardia ed Emilia Romagna, aventi colore politico opposto. Non a caso nei giorni scorsi è intervenuto sulla questione il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha indossato una maglia pro Gran Premio di Monza e ha lanciato l’hashtag per salvare il Gp: #GPItaliaMonzaForever.
"Non c'è F1 senza Monza". @RobertoMaroni_, presidente @LombardiaOnLine, mostra tshirt #GPItaliaMonzaForever pic.twitter.com/Lf8HD4zbjW
— Autodromo Naz. Monza (@Autodromo_Monza) 15 Giugno 2015
Ma non si è limitato a queste due iniziative mediatiche. Infatti è stato presentato un piano per salvare Monza, che vede coinvolte le banche, nel tentativo estremo di salvare il Gran Premio. In particolare, secondo “Il Giorno”, un istituto di credito starebbe per chiudere un accordo con l’Automobile Club di Milano e la S.I.A.S.. Un impegno a finanziare le maggiori richieste economiche di Ecclestone, per mantenere Monza nel calendario del Mondiale almeno fino al 2020. Un pezzo di carta, si legge sul quotidiano, che il presidente ACI Milano, Ivan Capelli, possa presentare al patron della Formula 1, per convincerlo a rinnovare il contratto con l’Autodromo per altri quattro anni a partire dal 2017.
Sembra quindi che qualcosa si muova: ma è necessario arrivare quanto prima ad un progetto e ad una soluzione concreta. Perché Ecclestone non guarda in faccia nessuno. Lui stesso ha più volte ribadito che tutti sono importanti, ma nessuno indispensabile: “non è comunque impensabile l’eliminazione di appuntamenti storici, esistono validi circuiti pronti a sostituirli”, ha minacciato. E ne ha dato un esempio pratico, eliminando dal calendario 2015 il Gran Premio di Germania, nonostante la tradizione dei circuiti di Hockenheim e del Nürburgring, e il dominio di piloti e auto teutoniche, negli ultimi anni.